17-06-2026

La Commissione europea sta preparando misure commerciali d’emergenza per facilitare all’Armenia la vendita di beni nell’Unione europea dopo che le restrizioni russe hanno penalizzato gli esportatori armeni, secondo dichiarazioni citate dal Financial Times e da Reuters.
A Bruxelles, i funzionari stanno lavorando a misure commerciali autonome che ridurrebbero i dazi sulle esportazioni armene, compresi i prodotti alimentari e agricoli. Olof Gill, portavoce della Commissione europea, ha affermato che il piano mira ad aiutare le imprese armene a entrare nel mercato Ue e a sostenere l’economia del Paese.
Secondo il rapporto, il pacchetto coprirebbe circa 20 categorie di prodotti per un valore di circa 420 milioni di euro l’anno. Le misure dovrebbero comunque ottenere il sostegno della maggioranza degli Stati membri dell’Ue e del Parlamento europeo.
La mossa arriva mentre l’Armenia cerca di adattarsi alla pressione economica legata alle restrizioni della Russia. Funzionari e diplomatici dell’Ue citati nel rapporto hanno affermato che il blocco vuole muoversi rapidamente e dimostrare di poter agire come partner affidabile per Erevan.
Alcune esportazioni armene restano politicamente e commercialmente sensibili all’interno dell’Ue. Una delle principali questioni riguarda il brandy, spesso definito nei mercati ex sovietici cognac, che è uno dei principali prodotti di esportazione dell’Armenia. Questo pone una questione delicata per i funzionari europei, perché la produzione di Cognac è strettamente legata alla Francia ed è protetta dalle norme Ue sulle indicazioni geografiche.
Per i produttori di bevande, i tagli tariffari proposti potrebbero avere un peso ben oltre la politica commerciale generale. Se approvati, potrebbero attenuare parte della pressione sugli esportatori armeni di vino e distillati migliorando l’accesso agli acquirenti Ue in un momento in cui le barriere russe hanno reso meno sicuri i mercati tradizionali. Qualsiasi beneficio, tuttavia, dipenderebbe da come verrà definita la copertura finale dei prodotti e dal fatto che categorie sensibili come il brandy armeno siano incluse integralmente.
La logistica è un altro ostacolo. L’Armenia non ha sbocco sul mare e i prodotti deperibili devono transitare attraverso la Turchia o la Georgia prima di raggiungere rotte di esportazione più ampie. Ciò aggiunge costi e complessità alle spedizioni agricole e limita la rapidità con cui alcuni produttori possono reindirizzare le vendite verso l’Europa.
Le misure proposte riflettono uno sforzo più ampio dell’Ue per approfondire i legami economici con l’Armenia in un momento in cui rotte commerciali, accesso ai mercati e allineamenti politici nella regione sono sotto pressione. In particolare per gli esportatori di alimenti e bevande, i dettagli del sollievo tariffario e dell’accesso ai trasporti potrebbero determinare se l’iniziativa diventerà un’apertura concreta o resterà un segnale politico limitato.
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