18-06-2026

La maggior parte delle persone in Gran Bretagna che beve birra analcolica consuma anche alcol, secondo una nuova ricerca che indica un cambiamento nel modo in cui i consumatori utilizzano i prodotti a basso o nullo contenuto alcolico durante una serata fuori.
Lo studio, condotto da KAM Insight con Athletic, ha rilevato che il 94% di chi beve birra analcolica consuma anche alcol. Ha inoltre rilevato che solo il 27% dei consumatori sociali si limita ormai esclusivamente alla birra alcolica quando esce.
I dati suggeriscono che la moderazione assume sempre più la forma dell’alternanza tra bevande alcoliche e analcoliche, invece di rinunciare del tutto all’alcol. Questo schema, spesso definito “zebra striping”, è già chiaramente visibile nel commercio dei pub britannici. KAM Insight e Athletic hanno affermato che il 48% dei britannici alterna già bevande analcoliche e alcoliche quando va al pub.
I risultati indicano anche una più ampia accettazione della birra analcolica nelle occasioni di consumo tradizionali. Secondo la ricerca, il 56% dei britannici ritiene che la birra analcolica stia diventando mainstream nel Regno Unito. La stessa quota, il 56%, ha dichiarato di bere già birra analcolica nei pub e nei bar.
Anche la percezione della qualità sembra cambiare. Lo studio ha rilevato che il 60% degli intervistati considera oggi la birra analcolica tanto premium quanto una pinta a pieno grado alcolico, segno che scegliere un’opzione analcolica non è più ampiamente visto come un compromesso in termini di gusto o status.
Questo è importante per produttori di birra, pub, bar e rivenditori perché suggerisce che la domanda di birra analcolica potrebbe essere legata meno all’astinenza che alla moderazione. Per gli operatori che devono decidere cosa tenere a stock e come costruire i menu, i dati indicano che la birra analcolica può affiancarsi alla birra tradizionale invece di sostituirla, ampliando potenzialmente la scelta per i clienti che vogliono dosare il proprio consumo nel corso della serata.
Athletic, produttore statunitense di bevande analcoliche, sta ampliando la propria presenza in Gran Bretagna. L’azienda ha recentemente ottenuto inserimenti presso Whole Foods nel Regno Unito e presso Wise Bartender, un rivenditore online specializzato in bevande analcoliche.
La ricerca si inserisce in un dibattito più ampio nel settore delle bevande su come debbano essere commercializzati i prodotti analcolici. Laura Willoughby, fondatrice di Club Soda, ha sostenuto che la birra analcolica dovrebbe essere venduta per ciò che offre e non per ciò che le manca. In precedenti commenti sulla categoria, ha affermato che questi prodotti dovrebbero essere considerati bevande funzionali e ne ha evidenziato i potenziali benefici per la salute.
Nel complesso, i dati suggeriscono che per molti bevitori britannici la birra analcolica sta diventando parte della normale esperienza del pub invece di restare un’alternativa di nicchia riservata a chi evita del tutto l’alcol.