02-07-2026

Follador Prosecco dal 1769, cantina con sede a Col San Martino, nell’area di Valdobbiadene nel nord-est dell’Italia, ha dichiarato giovedì di voler rafforzare la propria posizione nella categoria Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG collegando la lunga storia familiare a un metodo produttivo incentrato sul lavoro in vigna e sulla precisione tecnica.
L’azienda fa risalire le proprie origini al 1769, quando i vini di Giovanni Follador ottennero il riconoscimento di Alvise IV Mocenigo, allora Doge di Venezia. Da allora, secondo la cantina, nove generazioni della famiglia Follador hanno gestito la tenuta. Oggi l’attività opera sulle colline di Conegliano Valdobbiadene, un paesaggio riconosciuto dall’UNESCO per il suo valore culturale e noto per i ripidi pendii vitati che richiedono un ampio impiego di lavoro manuale.
L’annuncio arriva mentre i produttori delle principali aree degli spumanti di pregio attribuiscono un peso crescente a origine, metodi di produzione e identità familiare nei mercati di esportazione. Nel caso di Follador, la cantina ha affermato di considerare la propria storia non come un dettaglio di marketing, ma come parte del proprio modello produttivo in una denominazione in cui parcelle frammentate, viticoltura collinare e un attento controllo del vigneto determinano la qualità.
Cristina Follador ha detto che la data 1769 rappresenta un obbligo continuo più che una tappa simbolica. Ha affermato che rispettare le colline significa comprenderle da vicino, coltivarle con cura e tradurre questa conoscenza in vini che restino fedeli al loro luogo d’origine.
Accanto al lavoro in vigna, la cantina ha sviluppato quello che definisce Metodo Gianfranco Follador®, un protocollo che combina tecniche di vinificazione riduttiva, criomacerazione e periodi più lunghi di fermentazione secondaria. L’obiettivo dichiarato è proteggere l’integrità dell’uva, affinare la definizione aromatica e mantenere la coerenza da un’uscita all’altra.
Cristina Follador ha detto che la tecnologia dovrebbe sostenere il frutto, non sovrastarlo. Ha descritto l’innovazione come un modo per disporre di strumenti più precisi per esprimere il carattere del vino senza alterarne l’identità.
La cantina ha affermato che questo approccio definisce la sua gamma di vini Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, che descrive come equilibrati e aromaticamente nitidi. L’azienda presenta questo stile come una lettura moderna del Prosecco Superiore, radicata nell’esperienza familiare, nella ricerca tecnica e nell’identità specifica delle colline in cui crescono le uve.
Questo messaggio è rivolto in parte agli acquirenti e ai consumatori internazionali, poiché la competizione nel settore degli spumanti continua a spingere i produttori a spiegare non solo da dove provengono i loro vini, ma anche come vengono prodotti. In molti mercati di esportazione, alle cantine viene sempre più richiesto di dimostrare coerenza qualitativa e chiarezza comunicativa, oltre alle rivendicazioni legate alla storia.
Cristina Follador ha detto che i consumatori cercano storie autentiche, ma anche credibilità e continuità. Ha affermato che la storia della famiglia non è un elemento aggiuntivo, bensì la base del modo in cui la cantina lavora e si presenta.
La dichiarazione di Follador non includeva volumi di produzione, dati sull’export o dettagli su specifiche crescite di mercato. Si è concentrata invece su come la tenuta intenda posizionarsi nella fascia alta della categoria Prosecco in un momento in cui i produttori di Conegliano Valdobbiadene cercano di distinguere i vini DOCG dalle offerte Prosecco più ampie attraverso l’identità del sito, standard più rigorosi e narrazioni di vinificazione più dettagliate.
A Valdobbiadene, dove le condizioni del vigneto possono rendere difficile la meccanizzazione, i produttori indicano spesso la vendemmia manuale e la gestione parcella per parcella come elementi centrali della produzione di qualità. L’ultimo messaggio di Follador colloca questi fattori al centro della propria identità, legandoli a un metodo proprietario pensato per preservare freschezza e precisione aromatica negli spumanti prodotti con uve locali.
A più di 250 anni dalla fondazione, la cantina sta utilizzando questa eredità storica per sostenere una strategia commerciale attuale costruita su continuità, know-how tecnico e un legame chiaro con Conegliano Valdobbiadene.