26-05-2026
Il mercato globale dello spumante sta attraversando una trasformazione strutturale che lo sta portando oltre il suo ruolo tradizionale di bevanda riservata alle celebrazioni e verso un consumo premium quotidiano, secondo una nuova previsione di settore. Il mercato è stato valutato a 49,85 miliardi di dollari nel 2025 e potrebbe raggiungere 69,21 miliardi di dollari entro il 2032, con una crescita annua composta del 4,8%, secondo Maximize Market Research.
Il rapporto afferma che lo spumante è diventato una delle componenti più dinamiche del business del vino e che, in molti mercati, è tra le poche categorie ancora in crescita mentre altri segmenti del vino si contraggono. La tendenza è visibile in Italia, dove la domanda non è più trainata soltanto dal Prosecco ma si sta estendendo a una gamma più ampia di denominazioni, compresi i vini metodo classico come Franciacorta, che stanno guadagnando terreno sia in patria sia all’estero.
Maximize Market Research ha spiegato che l’espansione è sostenuta da più fattori contemporaneamente: consumo durante tutto l’anno anziché solo nelle festività, domanda più forte di prodotti di fascia alta, crescita dei canali digitali e cambiamento delle abitudini che collocano lo spumante negli aperitivi, nei cocktail e nel consumo domestico. Il rapporto descrive tutto questo come parte di uno spostamento più ampio nel comparto beverage verso esperienze di qualità che restano accessibili a un pubblico più vasto.
Un tema centrale nella crescita del mercato è la premiumization, che sta ridefinendo il modo in cui i produttori posizionano Champagne, Prosecco, Cava, Crémant e altri stili. I consumatori prestano sempre più attenzione all’origine, alla storia del marchio, alle differenze tra annate, all’agricoltura biologica e sostenibile, alla produzione a basso intervento e alle cuvée di fascia alta. Questo ha contribuito a spostare lo spumante da un modello legato soprattutto alle festività a uno associato a lifestyle ed esperienza.
Allo stesso tempo, la categoria resta abbastanza ampia da raggiungere diversi livelli di reddito perché offre molteplici fasce di prezzo. Questo ha aiutato a sostenere la domanda לאורך tutto l’anno e non solo nei periodi di picco delle festività.
Il rapporto suddivide il mercato per tipologia di prodotto, canale distributivo e area geografica. Le principali categorie comprendono Cava, Champagne, Crémant, Prosecco e altri spumanti. La distribuzione passa attraverso supermercati e ipermercati, negozi specializzati e canali on-trade come ristoranti e bar.
Lo Champagne resta un segmento premium chiave, con una crescita annua prevista intorno al 4,5%, sostenuta da strategie di marketing di fascia alta, rapporti diretti con i clienti, valorizzazione delle annate e posizionamento orientato alla sostenibilità. La domanda di bottiglie premium è influenzata anche da annate rare, preoccupazioni ambientali, dal ruolo del Prosecco come punto d’ingresso accessibile e dal gifting.
Un altro fattore importante è la digitalizzazione. L’e-commerce e i modelli direct-to-consumer stanno consentendo ai produttori di rafforzare il legame con i clienti, ampliare la distribuzione e migliorare il posizionamento del marchio. Newsletter, vendite online e engagement digitale stanno cambiando il modo in cui le aziende vitivinicole comunicano con gli acquirenti.
Anche la tecnologia sta incidendo sulla produzione. Le innovazioni nella gestione della supply chain, nell’automazione in vigneto e nella tracciabilità stanno migliorando efficienza e sostenibilità. Il rapporto cita i robot agricoli sviluppati da aziende come Naio Technologies e VitiBot come esempi di strumenti in grado di ridurre l’uso di erbicidi e semplificare il lavoro in vigneto.
Anche il packaging è diventato un’area strategica. Bottiglie più leggere, materiali riciclabili, sistemi di imbottigliamento sostenibili, smart label e strumenti avanzati di tracciabilità stanno guadagnando terreno. In un mercato in cui il branding visivo conta molto, il packaging sostenibile è sempre più visto non solo come una scelta ambientale ma anche come un modo per segnalare valore premium ai consumatori più giovani, alla distribuzione moderna e agli operatori orientati all’export.
L’Europa resta il centro della produzione mondiale. Italia, Francia, Germania e Spagna insieme agli Stati Uniti rappresentano l’80% della produzione globale. L’Italia guida con il 27%, seguita dalla Francia con il 22%, dalla Germania con il 14%, dalla Spagna con l’11% e dagli Stati Uniti con il 6%. La produzione mondiale ha raggiunto 2,5 miliardi di bottiglie, in aumento di quasi il 56% negli ultimi 20 anni, mentre lo spumante rappresenta oggi poco meno dell’8% della produzione vinicola globale totale.
Sul fronte della domanda, gli Stati Uniti restano il principale mercato importatore per valore, sostenuti dalla premiumization, dal retail digitale e dai consumi legati agli eventi e alla ristorazione di fascia alta. Il Regno Unito è tra i maggiori importatori per volume insieme agli Stati Uniti, con circa 180 milioni di bottiglie ciascuno. La Germania resta il maggiore consumatore mondiale e un importante produttore.
Anche l’Asia sta emergendo come regione strategica. Giappone, Corea del Sud, Cina e India stanno acquisendo importanza grazie all’aumento dei redditi, al consumo premium e alla crescita delle vendite digitali e dell’hospitality di fascia alta.
Il quadro competitivo comprende grandi gruppi internazionali come Willamette Valley Vineyards, Constellation Brands, E & J Gallo Winery, Bacardi, Chandon, Henkell & Co., Freixenet, Pernod Ricard Winemakers e Treasury Wine Estates. Molti stanno perseguendo fusioni, acquisizioni e partnership per rafforzare le proprie posizioni.
Tra le tendenze più ampie individuate nel rapporto figurano le cuvée premium, l’espansione digitale, le tecnologie sostenibili in vigneto ed esperienze sensoriali pensate per influenzare la percezione del vino da parte dei consumatori. Il rapporto segnala inoltre un crescente controllo normativo sulle affermazioni legate alla salute, sull’influencer marketing e sulla trasparenza promozionale.
Siddhi Dole, research manager presso Maximize Market Research, ha affermato che la categoria sta passando da un consumo guidato dalle celebrazioni a una piattaforma lifestyle premium. Ha aggiunto che le aziende che investiranno in supply chain più intelligenti, coinvolgimento diretto dei consumatori, pratiche sostenibili in vigneto e storytelling distintivo del prodotto saranno meglio posizionate per catturare valore entro il 2032.
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