In ottobre i prezzi del vino al dettaglio in Italia sono scesi del 2,6%, nonostante un’inflazione del 5,4%

Il divario di 8 punti accentua la pressione sui produttori, tra costi di produzione più alti dell’8,9% e domanda delle famiglie più debole

venerdì 6 novembre 2026

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In ottobre i prezzi del vino al dettaglio in Italia sono scesi del 2,6%, nonostante un’inflazione del 5,4%

A ottobre i prezzi al dettaglio del vino in Italia sono nuovamente diminuiti, mentre il costo della vita nel complesso continuava a salire. Il divario si è così ampliato, aggravando, secondo il settore, la pressione sui produttori, già alle prese con costi più elevati.

In una nota diffusa giovedì 5 novembre, Unione Italiana Vini (UIV) ha dichiarato che a ottobre i prezzi del vino al consumo erano inferiori del 2,6% rispetto a un anno prima, citando i dati Istat. Nello stesso periodo, l’indice generale dei prezzi al consumo in Italia è aumentato del 5,4%, secondo la stima dell’inflazione di ottobre pubblicata dall’Istat il 30 ottobre. Si è così creato un divario di 8 punti percentuali tra il calo dei prezzi del vino e l’aumento dell’inflazione. L’Istat ha definito provvisorio il dato sull’inflazione di ottobre.

I dati di ottobre seguono un andamento simile a quello di settembre. Secondo UIV, in quel mese i prezzi al dettaglio del vino erano diminuiti del 2,3% su base annua, mentre l’inflazione generale si attestava al 4,2%, con un divario di 6,5 punti percentuali. Da settembre a ottobre, il calo annuo dei prezzi del vino si è accentuato di 0,3 punti e il divario rispetto all’inflazione complessiva si è ampliato di 1,5 punti.

Per il settore, la flessione dei prezzi sugli scaffali si è verificata mentre i costi aumentavano nelle fasi precedenti della filiera. UIV, citando Ismea, ha riferito che a settembre i costi di produzione del vino erano superiori dell’8,9% rispetto a un anno prima. Secondo l’associazione, questa combinazione penalizza il comparto su due fronti: i consumatori, sotto pressione per l’inflazione, riducono gli acquisti discrezionali come il vino, mentre cantine e altri produttori devono fare i conti con maggiori costi energetici e operativi senza un corrispondente aumento dei prezzi di vendita.

UIV è un’organizzazione nazionale di categoria che dichiara di rappresentare oltre 900 aziende e più dell’85% dei ricavi italiani derivanti dalle esportazioni di vino. Sulla base degli ultimi dati, l’associazione è tornata a chiedere misure di sostegno al governo, in particolare per quanto riguarda l’energia e la promozione sui mercati esteri.

Il presidente dell’associazione, Lamberto Frescobaldi, ha affermato che le misure previste nel disegno di legge di bilancio italiano per aiutare le imprese a far fronte ai costi energetici e sostenere gli investimenti nell’efficienza energetica dovrebbero essere attuate rapidamente. Ha inoltre chiesto ulteriori finanziamenti pubblici per promuovere il vino italiano sui mercati esteri, sostenendo che gli esportatori devono fare i conti con dazi, consumi più deboli e una concorrenza internazionale più agguerrita.

UIV ha inoltre segnalato indizi di un indebolimento della domanda delle famiglie. L’associazione ha citato un recente sondaggio di Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore, secondo cui il 35% degli italiani ha indicato il vino tra i prodotti alimentari di cui sta riducendo gli acquisti. Secondo UIV, questa tendenza aiuta a spiegare perché i produttori fatichino a trasferire sui consumatori l’aumento dei costi, nonostante l’inflazione resti elevata.

I dati citati da UIV non vanno interpretati come una misura diretta dei profitti persi dalle cantine. I dati sui costi di produzione di settembre e quelli sui prezzi al dettaglio di ottobre si riferiscono a mesi diversi e a fasi diverse del mercato. I costi di produzione riflettono le spese sostenute dalle imprese per produrre il vino e portarlo sul mercato, mentre l’indice dei prezzi al dettaglio misura quanto pagano i consumatori nei negozi. I dati mostrano comunque una divergenza netta: per il secondo mese consecutivo, il vino è costato meno ai consumatori rispetto a un anno prima, mentre il livello generale dei prezzi in Italia è aumentato.

Questa divergenza offre al settore una base economica per chiedere sostegno. UIV ha dichiarato che le aziende vinicole restano esposte agli aumenti dei prezzi dell’energia e all’indebolimento della domanda interna, sostenendo che servano maggiori aiuti pubblici per contenere i costi energetici e promuovere il vino all’estero, mentre i produttori italiani cercano di difendere la propria posizione sui mercati di esportazione di fronte a un numero crescente di Paesi concorrenti nella produzione vinicola.

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