Le importazioni indiane di Scotch sfuso dalla Gran Bretagna sono aumentate di quasi il 1.000% ad agosto dopo l’entrata in vigore dell’accordo commerciale

Le importazioni in confezioni più piccole sono diminuite del 29,8%, mentre resta aperta la controversia doganale sull’applicazione del dazio del 75% allo Scotch sfuso

martedì 3 novembre 2026

Condividilo!

Le importazioni indiane di Scotch sfuso dalla Gran Bretagna sono aumentate di quasi il 1.000% ad agosto dopo l’entrata in vigore dell’accordo commerciale

Ad agosto le importazioni indiane di whisky Scotch dal Regno Unito in contenitori di grandi dimensioni sono aumentate nettamente, mentre quelle in confezioni più piccole, destinate alla vendita al dettaglio, sono diminuite. Il mercato si è così diviso proprio mentre iniziava a entrare in vigore un nuovo accordo commerciale tra India e Gran Bretagna.

I dati sul commercio indiano riportati martedì 3 novembre da Moneycontrol mostrano che ad agosto le importazioni di whisky Scotch in contenitori di capacità superiore a due litri hanno raggiunto 12,39 milioni di dollari: si è trattato del primo mese intero dopo l’entrata in vigore, il 15 luglio, dell’accordo commerciale tra India e Regno Unito. Il valore è stato quasi il 1.000% più alto rispetto ad agosto 2025, portando le spedizioni a un livello pari a quasi undici volte quello di un anno prima.

Nello stesso periodo, le importazioni di whisky Scotch in contenitori fino a due litri hanno seguito la tendenza opposta. Il loro valore è sceso a 3,08 milioni di dollari ad agosto, rispetto ai 4,39 milioni di agosto 2025: una contrazione di 1,31 milioni di dollari, pari al 29,8%.

Il divario è rilevante perché lo Scotch sfuso è un ingrediente fondamentale per l’industria indiana dei liquori. Le aziende lo utilizzano per miscelarlo o imbottigliarlo in India, in particolare per i whisky venduti nella categoria Indian-made foreign liquor. Il trattamento tariffario dei contenitori di maggiori dimensioni non è quindi una semplice questione tecnica doganale: incide sulle modalità di approvvigionamento e sulla struttura dei costi di alcuni dei maggiori gruppi di bevande alcoliche del Paese.

In base all’accordo commerciale, i dazi sulle importazioni di whisky Scotch che soddisfano i requisiti previsti sono scesi dal 150% al 75%. È però emersa rapidamente una controversia sull’applicabilità della riduzione al whisky importato sfuso, anziché soltanto ai prodotti finiti e imbottigliati. Reuters ha riferito che le autorità indiane hanno avviato di recente indagini su importanti aziende del settore e comunicato loro che le importazioni di Scotch sfuso non avevano diritto al dazio ridotto, suscitando preoccupazione nell’intero comparto.

Lunedì 2 novembre, secondo sei persone a conoscenza diretta della questione citate da Reuters, il ministero del Commercio indiano ha comunicato ai dirigenti del settore che stava lavorando per mantenere la concessione tariffaria sullo Scotch sfuso. Durante una riunione a porte chiuse, i funzionari del ministero hanno affermato che l’India avrebbe rispettato l’accordo con la Gran Bretagna, nella lettera e nello spirito, ha riferito Reuters. Una fonte governativa ha dichiarato all’agenzia che le importazioni di Scotch sfuso rientravano nelle concessioni previste dall’accordo commerciale. Un’altra ha riferito che il segretario al Commercio Rajesh Agrawal aveva detto ai partecipanti che si stavano adottando misure affinché la riduzione del dazio sul whisky Scotch sfuso non venisse compromessa.

L’intervento del ministero del Commercio sembra aver attenuato alcune delle preoccupazioni immediate del settore, anche se non è stata resa pubblica alcuna decisione doganale definitiva. Le informazioni disponibili non dimostrano che l’intero aumento delle importazioni di Scotch sfuso registrato ad agosto sia stato causato soltanto dal taglio dei dazi. Mostrano tuttavia che gli acquisti sono cambiati rapidamente nel primo mese completo di applicazione del nuovo accordo.

La questione ha attirato l’attenzione per le aziende coinvolte e per le dimensioni del mercato. Reuters ha riferito che le recenti perquisizioni e gli interrogatori condotti dai funzionari fiscali indiani hanno riguardato, tra le altre, Diageo e Pernod Ricard, oltre a distillatori indiani come Radico Khaitan e Allied Blenders and Distillers. Le aziende non hanno risposto immediatamente alle richieste di commento di Reuters.

La controversia riguarda la classificazione doganale. I dirigenti del settore sostengono che tutte le importazioni di Scotch dalla Gran Bretagna dovrebbero beneficiare del dazio ridotto previsto dall’accordo, a prescindere dal fatto che il whisky arrivi imbottigliato o sfuso. Secondo Reuters, gli ispettori fiscali avevano adottato un’interpretazione più restrittiva, sostenendo che il dazio ridotto non dovesse applicarsi alle spedizioni in contenitori di grandi dimensioni. Per i distillatori che dipendono dallo Scotch sfuso come materia prima, questa interpretazione cambierebbe radicalmente i vantaggi economici dell’accordo.

I dati commerciali di agosto evidenziano l’importanza della classificazione. Un dazio più basso sulle importazioni di prodotto sfuso può incentivare le aziende a importare quantitativi maggiori da miscelare o imbottigliare localmente, mentre le importazioni di bottiglie più piccole costituiscono una parte distinta del mercato, spesso più legata alle vendite al dettaglio di fascia alta. I dati mostrano che i due segmenti si sono mossi in direzioni opposte subito dopo l’entrata in vigore dell’accordo.

La controversia ha anche una rilevanza commerciale più ampia. Reuters ha riferito che nel 2024 le esportazioni di Scotch verso l’India hanno raggiunto i 335 milioni di dollari e che la Scotch Whisky Association prevede che l’accordo commerciale possa far salire la cifra di 1,34 miliardi di dollari nell’arco di cinque anni. Dopo che Reuters ha reso nota l’indagine fiscale, la Gran Bretagna ha dichiarato di stare lavorando con l’India sulla questione. Anche il governo scozzese ha sollevato negli ultimi giorni con Nuova Delhi il tema del trattamento riservato alle importazioni di Scotch sfuso.

Per ora, il messaggio del ministero del Commercio al settore suggerisce che Nuova Delhi non voglia che una controversia tariffaria prematura metta in ombra uno dei suoi accordi commerciali più importanti. L’esito concreto dipenderà tuttavia da come le autorità doganali applicheranno le norme alla frontiera e dalla chiarezza delle indicazioni fornite agli importatori, che dovranno essere coerenti con le rassicurazioni del ministero.

Martedì 3 novembre non erano ancora stati pubblicati i dati dettagliati sul commercio per categoria merceologica relativi a settembre, compresi quelli sul whisky Scotch.

Ti è piaciuto l’articolo? Condividilo!

Cookie

Utilizziamo cookie e altre tecnologie per far funzionare il sito, analizzarne l’uso e offrire contenuti esterni. Puoi accettare, rifiutare o configurare i cookie facoltativi.

Informativa sui cookie