04-06-2026
Le Monde, cantina con sede a Prata di Pordenone, in Friuli Venezia Giulia, ha annunciato giovedì di promuovere un abbinamento estivo costruito attorno al suo Alma Pinot Bianco DOC e a un prosciutto crudo stagionato 18 mesi prodotto da F.lli Molinaro Prosciuttificio a Ragogna, mentre il produttore cerca di sottolineare l’identità locale e le filiere regionali.
L’annuncio è stato diffuso il 4 giugno dalla cantina, che ha presentato l’abbinamento nell’ambito della comunicazione stagionale dedicata ad Alma, una delle etichette della gamma “Icons”. Secondo Le Monde, la collezione proviene dai vigneti più antichi della tenuta ed è pensata per rappresentare lo stile della casa e il carattere del Friuli attraverso vini strutturati e con un chiaro legame con il territorio.
Alma Pinot Bianco DOC viene prodotto con una macerazione prefermentativa a freddo della durata di 12-24 ore, seguita da una pressatura soffice e da una fermentazione a temperatura controllata, ha spiegato la cantina. Le Monde ha affermato che il processo è studiato per preservare gli aromi varietali e favorire un lungo sviluppo in bottiglia, con un potenziale di invecchiamento superiore ai dieci anni.
Nel descrivere il vino, il produttore ha detto che Alma esprime frutta esotica matura, pesca bianca e note minerali di pietra focaia, con un palato sapido e un finale persistente. La cantina lo ha posizionato come un vino gastronomico versatile per i pasti nella stagione calda e per piatti più leggeri, una categoria che resta importante per i bianchi del Nordest italiano mentre i produttori continuano a puntare su freschezza e versatilità sia verso il mercato interno sia verso l’export.
Per l’abbinamento gastronomico, Le Monde ha selezionato un prosciutto crudo giovane stagionato 18 mesi di Molinaro, produttore familiare di Ragogna. La cantina ha spiegato che il suo enologo, Giovanni Ruzzene, ha scelto il prosciutto per il suo equilibrio e la sua delicatezza in abbinamento all’acidità e alla struttura del vino. L’idea, secondo l’azienda, è creare un abbinamento adatto ai pasti informali estivi mantenendo però il focus su prodotti realizzati all’interno del Friuli Venezia Giulia.
Molinaro produce prosciutto da oltre 40 anni, secondo il comunicato. L’azienda afferma di utilizzare metodi artigianali tramandati di generazione in generazione e di realizzare i propri prosciutti senza conservanti né additivi. Il sito di stagionatura si trova tra il Monte Ragogna e il fiume Tagliamento, un’area che il produttore indica come favorevole all’invecchiamento grazie al flusso d’aria e al clima.
Le due aziende hanno inoltre collegato l’iniziativa al marchio “Io Sono Friuli Venezia Giulia”, un segno regionale utilizzato per promuovere prodotti legati all’identità, alla base produttiva e alle tradizioni del Friuli Venezia Giulia. Nella sua nota, Le Monde ha affermato che l’etichetta riflette uno sforzo più ampio per mettere in relazione produttori di vino e alimentari sotto un messaggio regionale condiviso in un momento in cui la provenienza resta centrale nel posizionamento premium della gastronomia italiana.
La mossa si inserisce in un quadro più ampio tra le cantine italiane e i produttori di specialità alimentari che presentano sempre più spesso gli abbinamenti cibo-vino non solo come suggerimenti di degustazione ma come strumenti di destination marketing. In regioni come il Friuli Venezia Giulia, dove vino bianco, salumi e produzione agricola su piccola scala sono strettamente legati al turismo, queste collaborazioni vengono spesso usate per rafforzare il branding locale e incoraggiare i visitatori ad associare prodotti specifici a un luogo.
La campagna estiva di Le Monde ruota attorno a questo messaggio: che una bottiglia di Pinot Bianco e un prosciutto stagionato localmente possono rappresentare una sintesi compatta della cultura agricola friulana. Collegando Alma al prosciutto di Molinaro e al marchio di certificazione regionale, la cantina presenta l’abbinamento non solo come un suggerimento stagionale ma anche come un esempio di come i produttori del Friuli Venezia Giulia stiano cercando di proporre un’identità unitaria attraverso vino, cibo e origine.
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