28-05-2026
Il settore vitivinicolo europeo è un patrimonio globale condiviso e una componente centrale dell’identità regionale, soprattutto in Italia, ha affermato mercoledì il commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen in un videomessaggio di apertura del 79° Congresso nazionale di Assoenologi a Conegliano, in Italia.
Hansen ha detto che il comparto resta una storia di successo a livello mondiale, rappresentando il 60% del consumo e della produzione globali ed essendo tutelato da oltre 1.700 indicazioni geografiche. Ha però avvertito che questa leadership non può essere data per scontata, mentre le aspettative dei consumatori cambiano rapidamente e i mercati diventano più volatili e competitivi.
Per questo, ha spiegato, l’Unione europea ha adottato a febbraio 2026 il Wine Package, un insieme di misure pensato per offrire ai produttori strumenti per investire nella resilienza climatica, prepararsi alle oscillazioni del mercato e affrontare la sovrapproduzione. Il pacchetto punta inoltre ad armonizzare l’etichettatura digitale, introdurre maggiore flessibilità nella gestione del vino e creare nuove opportunità per i vini dealcolizzati.
Rivolgendosi agli enologi, ai tecnici del vino e agli altri professionisti del settore riuniti a Conegliano fino al 30 maggio, Hansen ha detto che la città e il suo territorio riflettono ciò che il vino significa per l’Italia e per l’Europa: un patrimonio vivo, plasmato da Paesi, tradizioni e generazioni di lavoro. Ha aggiunto che il vino è molto più di un prodotto agricolo.
Il commissario ha richiamato anche il cambiamento climatico come una sfida crescente per il settore, osservando che sta già incidendo sui vitigni e sui cicli vendemmiali. Ha detto che l’innovazione deve essere bilanciata con la qualità e con pratiche enologiche rigorose, aggiungendo che gli enologi svolgono un ruolo essenziale nel proteggere l’autenticità mentre aiutano il comparto ad andare avanti.
Il congresso dovrebbe concentrarsi su diverse questioni che interessano il settore, tra cui come riconnettersi con i consumatori più giovani, il dibattito su vino e salute, i mercati dell’export in Italia e all’estero, il cambiamento climatico, la sostenibilità, la formazione e la ricerca scientifica. Tra i temi in discussione figurano i vitigni resistenti, la riduzione del grado alcolico nel vino e il miglioramento della fertilità del suolo.
Il Prosecco sarà uno dei vini protagonisti dell’evento, con bottiglie delle denominazioni Prosecco Doc, Conegliano Valdobbiadene Superiore Docg e Asolo Superiore Docg. Conegliano ha anche un significato storico per Assoenologi: l’associazione fu fondata lì nel 1891 da Antonio Carpenè e Arturo Marescalchi, quando Carpenè aveva già contribuito a istituire la scuola enologica locale con Giovanni Battista Cerletti e fondato Carpenè Malvolti, una cantina da sempre associata al Prosecco.