Il Messico avvia trattative con l’India per ridurre il dazio del 150% sulla tequila
Le autorità puntano a portare il dazio sotto il 50% con un accordo commerciale nel 2027, ampliando la presenza della tequila oltre gli Stati Uniti
venerdì 6 novembre 2026

Il Messico sta trattando con l’India per ridurre il dazio del 150% sulle importazioni di tequila, con l’obiettivo di raggiungere un accordo commerciale modernizzato nel 2027, ha dichiarato giovedì 5 novembre il segretario all’Economia Marcelo Ebrard.
Ebrard ha annunciato la notizia a Guadalajara, nello stato di Jalisco, durante un evento per la Giornata nazionale dei produttori di tequila. Ha affermato che Messico e India hanno già definito i termini di riferimento dei negoziati e che il ministro indiano del Commercio si è impegnato a ridurre il dazio, considerato dalle autorità messicane e dal settore della tequila un importante ostacolo alla crescita in uno dei maggiori mercati di consumo dell’Asia.
«Non possiamo avere un rapporto sano con un dazio del 150%», ha dichiarato Ebrard, secondo quanto riportato da El Economista.
Attualmente, la tequila importata in India è soggetta a un’imposta pari al 150% del valore del prodotto. Le autorità messicane e i rappresentanti del settore puntano a una riduzione graduale sotto il 50%, un cambiamento che, a loro avviso, renderebbe il distillato più competitivo sul mercato indiano. Ebrard ha detto che le discussioni devono ancora tradursi in un accordo formale e ha indicato di voler coinvolgere i leader del settore e le autorità locali al momento della firma.
I negoziati sono importanti per il Messico perché l’India rappresenta un grande mercato potenziale, con circa 1,5 miliardi di consumatori. Per il settore delle bevande, un dazio più basso potrebbe offrire ai produttori di tequila l’opportunità di ampliare le vendite in Asia e ridurre in parte la dipendenza dagli Stati Uniti, che restano la principale destinazione delle esportazioni messicane di tequila.
Ebrard ha definito la tequila un simbolo del Messico e ha sostenuto che tutelarla significa difendere la più ampia base produttiva del Paese. Le sue dichiarazioni hanno collegato i negoziati sui dazi a una strategia commerciale più ampia, che comprende il sostegno ai prodotti messicani all’estero e gli sforzi per rafforzare l’accesso ai mercati al di fuori del Nord America.
I dati del settore indicano che in India esiste già una domanda, nonostante i dazi elevati. La Cámara Nacional de la Industria Tequilera, nota come CNIT, ha riferito che le esportazioni di tequila verso l’India sono aumentate del 33% negli ultimi cinque anni, malgrado le pesanti imposte sulle importazioni e la concorrenza di bevande locali meno costose. Le vendite annuali di tequila in India superano oggi 1 milione di litri, un livello che il settore considera significativo, viste le barriere commerciali esistenti e il crescente interesse dei consumatori per le bevande alcoliche importate e di fascia alta.
Roberto Ciprés Cruces, presidente della CNIT, ha affermato che il posizionamento internazionale della tequila è il risultato di anni di investimenti, innovazione e coordinamento tra il settore e le autorità pubbliche. Ha inoltre sottolineato la necessità di continuare ad aprire nuovi mercati, anziché fare affidamento soltanto sui Paesi in cui la tequila è già affermata.
«Il futuro della tequila non consiste soltanto nel difendere i mercati che abbiamo conquistato, ma anche nel conquistare quelli che ci aspettano ancora», ha dichiarato Ciprés durante l’evento.
La CNIT ha inoltre riconosciuto al ministero federale dell’Economia il sostegno alla tequila nelle questioni commerciali anche al di fuori dell’India. Ciprés ha citato la tutela della tequila nell’ambito dell’Accordo Stati Uniti-Messico-Canada, la protezione della sua denominazione di origine e gli sforzi per rafforzare le relazioni commerciali con l’Europa e altre regioni.
La spinta a ridurre i dazi indiani arriva mentre le esportazioni messicane di tequila continuano a crescere nel complesso, seppure a un ritmo più lento rispetto ad alcuni anni precedenti. A settembre, le esportazioni di tequila avevano raggiunto 325,2 milioni di litri, in aumento del 2,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo i dati citati dalla CNIT. Il settore afferma che questi risultati rafforzano la necessità di migliorare le condizioni commerciali e ampliare la gamma dei mercati di esportazione.
Se i negoziati porteranno a un accordo nel 2027, il cambiamento rappresenterebbe uno dei più importanti tentativi recenti di migliorare l’accesso della tequila a un grande mercato emergente. Per i produttori, potrebbe tradursi in maggiori opportunità di aumentare gradualmente i volumi in India. Per le autorità commerciali messicane, si inserirebbe in una politica più ampia che punta a utilizzare i negoziati per ridurre le barriere ai prodotti che vantano una forte identità nazionale e un consolidato valore sui mercati di esportazione.