Il 90% dei vigneti della Barossa aderisce al programma nazionale australiano per la sostenibilità
In un anno sono stati aggiunti 1.264 ettari, portando la superficie iscritta a 12.768 ettari; 244 aziende hanno ottenuto la certificazione verificata tramite audit
venerdì 6 novembre 2026

Barossa Australia ha comunicato giovedì 5 novembre che il 90% della superficie vitata della regione della Barossa aderisce ora a Sustainable Winegrowing Australia, segnando un’ampia crescita della partecipazione al programma nazionale per la sostenibilità in una delle principali regioni vinicole del Paese.
L’organizzazione di settore ha dichiarato che al programma sono iscritti 12.768 dei 14.162 ettari vitati della Barossa. Si tratta di un aumento di 1.264 ettari, pari al 10%, rispetto all’anno precedente. Sono saliti a 303 anche i vigneti e le aziende vinicole della Barossa aderenti, con un incremento del 66% in due anni.
Barossa Australia ha dichiarato che oltre l’80% degli aderenti, pari a 244 aziende, ha ottenuto una certificazione indipendente. Questa viene verificata mediante un audit di terza parte secondo lo standard Freshcare, che l’organizzazione ha definito un punto di riferimento riconosciuto a livello internazionale per le migliori pratiche.
Nicki Robins, responsabile dello sviluppo viticolo di Barossa Australia, ha affermato che l’ampia partecipazione offre alla regione basi più solide per presentare i propri risultati in materia di sostenibilità ad acquirenti e consumatori. Ha spiegato che la certificazione fornisce a viticoltori e marchi di vino credenziali verificate da soggetti indipendenti, utili per rispondere alle crescenti aspettative dei clienti e dei mercati di esportazione, e offre ai consumatori maggiori garanzie sulle modalità di produzione dei vini della Barossa.
I dati indicano un approccio regionale, anziché iniziative isolate da parte dei singoli produttori. Nel commercio del vino, e sempre più nel settore delle bevande in generale, le dichiarazioni di carattere ambientale sono sottoposte a un esame più rigoroso da parte di rivenditori, importatori e consumatori. Un’elevata quota di superficie vitata certificata può aiutare i produttori a rispondere a queste richieste con dati verificati tramite audit e può rafforzarne la posizione sui mercati di esportazione, dove i requisiti di sostenibilità sono sempre più diffusi.
Barossa Australia ha dichiarato di lavorare da diversi anni per ridurre i costi e gli oneri amministrativi legati all’adesione al programma. Dal 2021, secondo l’organizzazione, sono stati ottenuti per la regione tre finanziamenti pubblici per un valore complessivo superiore a 170.000 dollari. Il gruppo ha spiegato che i fondi hanno permesso di offrire gratuitamente a 80 aziende una formazione per la certificazione presso The Barossa Cellar e di organizzare 30 sessioni individuali e di gruppo con specialisti locali di viticoltura, per aiutare viticoltori e produttori di vino a prepararsi agli audit.
L’organizzazione ha inoltre diffuso una serie di dati che, a suo dire, mostrano come stiano cambiando le pratiche tra i 303 aderenti della Barossa al programma. Ha riferito che 2.405 ettari sono stati destinati alla biodiversità, il 48% in più rispetto all’anno precedente. Ha inoltre dichiarato che l’84% dei vigneti adotta le migliori pratiche nella gestione di parassiti e malattie.
Per quanto riguarda la gestione del suolo, Barossa Australia ha dichiarato che solo il 2% dei vigneti presenta terreno nudo nell’interfilare. Il 10% semina una coltura di copertura annuale, mentre l’88% mantiene nell’interfilare una copertura permanente spontanea o composta da specie autoctone.
L’aumento della partecipazione si registra mentre le regioni vinicole sono chiamate a dimostrare progressi misurabili nelle prestazioni ambientali, non solo per favorire la gestione locale del territorio, ma anche per soddisfare le esigenze commerciali lungo la filiera. Per i produttori della Barossa, i dati più recenti suggeriscono che la sostenibilità non è più appannaggio di un ristretto gruppo di pionieri, ma sta diventando uno standard regionale condiviso, sostenuto da certificazione, formazione e verifiche indipendenti.
Barossa Australia ha presentato questa espansione come una questione sia ambientale sia di mercato. Oltre ai progressi nella biodiversità, nella gestione dei parassiti e nella copertura del suolo, la regione sta ampliando il gruppo di produttori in grado di presentare credenziali di sostenibilità certificate nei rapporti con grossisti, rivenditori e clienti esteri. Secondo l’organizzazione, il programma copre ormai quasi tutta la superficie vitata della Barossa: 12.768 ettari iscritti e 244 aderenti già certificati secondo il processo basato su Freshcare.