Il parlamento russo potrebbe discutere il 10 o 11 novembre un progetto pilota per la vendita di vino online
I disegni di legge introdurrebbero un’eccezione limitata al divieto di e-commerce di alcolici per il vino russo spedito tramite Russian Post
sabato 31 ottobre 2026

La camera bassa del parlamento russo potrebbe esaminare il 10 o l’11 novembre i disegni di legge che consentirebbero un sistema sperimentale per la vendita di vino online, ha dichiarato la ministra dell’Agricoltura Oksana Lut, secondo quanto riportato da Interfax Russia.
Le proposte introdurrebbero un’eccezione limitata al divieto russo di vendita a distanza di alcolici, consentendo la vendita online di vino russo nell’ambito di un progetto pilota. Interfax ha riferito che le vendite sarebbero gestite tramite Russian Post, che diventerebbe così il canale per la sperimentazione.
Se i disegni di legge arrivassero in aula alla Duma di Stato in quelle date, segnerebbero un nuovo passo in un dibattito di lunga data sull’opportunità di consentire in Russia qualche forma di commercio elettronico di bevande alcoliche. Le norme attuali vietano in generale la vendita a distanza di alcolici, escludendo vino, birra e superalcolici dal commercio online tradizionale, nonostante l’espansione dell’e-commerce in altre categorie di beni di consumo.
Lut ha dichiarato che la normativa potrebbe essere discussa il 10 o l’11 novembre, ha riferito Interfax. L’agenzia non ha precisato se i parlamentari abbiano già scelto una delle due date né se alla discussione seguirà immediatamente un voto definitivo.
I disegni di legge riguardano il vino, non il mercato degli alcolici nel suo complesso. In base ai dettagli riportati da Interfax, la sperimentazione si applicherebbe ai vini prodotti in Russia, non a quelli importati. La distinzione è rilevante per il settore delle bevande, perché potrebbe offrire alle cantine nazionali accesso a un nuovo canale di vendita regolamentato, mentre i vini importati resterebbero esclusi dalla sperimentazione. Se attuato, il progetto pilota potrebbe inoltre rafforzare la posizione dei produttori locali in un mercato in cui le regole di accesso ai consumatori possono incidere sulla concorrenza tanto quanto prezzi e distribuzione.
Affidare il servizio a Russian Post porrebbe lo Stato al centro della logistica e del sistema di conformità normativa della sperimentazione. Ciò potrebbe aiutare le autorità a monitorare dove viene spedito il vino, chi lo riceve e se il modello può operare nel quadro generale dei controlli russi sugli alcolici. Allo stesso tempo, il ricorso a un unico operatore farebbe sì che la sperimentazione abbia probabilmente una portata più limitata rispetto a una piena apertura del commercio online di alcolici.
L’eventuale dibattito alla Duma è significativo per produttori, distributori e rivenditori, perché metterebbe alla prova la disponibilità della Russia ad allentare una restrizione di lunga data con modalità rigorosamente controllate, anziché attraverso un’ampia liberalizzazione del mercato. Per le cantine, soprattutto quelle nazionali che chiedono da tempo un accesso più ampio ai consumatori, un progetto pilota approvato potrebbe offrire un nuovo canale di vendita e un modo per raggiungere acquirenti al di fuori delle reti di negozi delle grandi città. Per i rivenditori e i distributori tradizionali, potrebbe segnalare l’avvio di un cambiamento di politica che in seguito potrebbe estendersi oltre il vino, anche se il resoconto di Interfax non ha menzionato alcuna ipotesi di ampliamento.
La proposta si inserisce inoltre in un più ampio orientamento politico con cui le autorità russe hanno cercato di sostenere i produttori nazionali del settore agricolo e alimentare, mantenendo al contempo uno stretto controllo sui canali di vendita. Limitando la sperimentazione al vino russo e affidando la gestione delle spedizioni a Russian Post, i parlamentari metterebbero alla prova non solo la vendita online di alcolici, ma anche un modello più gestito dallo Stato per organizzare questo tipo di commercio.
Restano molti aspetti poco chiari. Interfax non ha riferito quale sarebbe la portata del progetto pilota, quali regioni coinvolgerebbe, quali tipologie di vino sarebbero ammesse né come verrebbero applicati in concreto i controlli dell’età e le verifiche alla consegna. L’agenzia non ha inoltre precisato se il governo preveda di avviare la sperimentazione poco dopo l’approvazione o solo dopo l’emanazione di ulteriori regolamenti.
In ogni caso, l’eventuale inserimento del dibattito nell’agenda della Duma indica che la questione resta al centro dell’attività legislativa dopo anni di discussioni periodiche. Per il settore vinicolo russo, resta così aperta la prospettiva di un canale online controllato che potrebbe cambiare il modo in cui le bottiglie nazionali raggiungono i consumatori. Per il mercato delle bevande nel suo complesso, è un primo segnale della possibile disponibilità dei regolatori a sperimentare un’eccezione circoscritta al divieto di vendita a distanza, senza aprire subito il commercio online a tutte le categorie di alcolici.