I ricavi del settore alberghiero e della ristorazione in Germania calano del 3,1% con l’aumento dei costi del lavoro
Secondo DATEV, i salari dei piccoli e medi operatori sono saliti del 6,5%, mentre i ricavi nel Mittelstand tedesco sono rimasti nel complesso stabili.
giovedì 22 ottobre 2026

Dopo un difficile 2025, quest’anno le piccole e medie imprese tedesche hanno mantenuto i ricavi nel complesso stabili, ma il settore alberghiero e della ristorazione è sottoposto a pressioni maggiori, mentre i costi del lavoro continuano a salire.
È quanto emerge dal DATEV Mittelstandsindex di ottobre 2026, pubblicato mercoledì dal gruppo tedesco DATEV, attivo nei software e nei servizi alle imprese. L’indice mostra che l’andamento complessivo dei ricavi nel Mittelstand, l’ampia rete di piccole e medie imprese del Paese, è rimasto stabile nonostante le difficoltà persistenti, tra cui l’aumento dei costi energetici e la carenza di personale qualificato.
DATEV ha riferito che a ottobre l’indice si attestava a 102,6 punti, un livello definito stabile. Secondo il rapporto, il comparto manifatturiero ha registrato un andamento dei ricavi particolarmente positivo, mentre commercio al dettaglio e servizi hanno segnato lievi cali. I dati indicano che quest’anno molte imprese più piccole sono riuscite a mantenere le proprie posizioni, nonostante le pressioni sui costi.
In questo quadro generale, le imprese del settore alberghiero e della ristorazione hanno mostrato risultati più deboli. Secondo l’indice DATEV, a settembre 2026 i ricavi delle piccole e medie imprese del comparto sono diminuiti del 3,1% su base annua, al netto degli effetti stagionali e di calendario. Nello stesso periodo, i salari sono aumentati del 6,5% rispetto a un anno prima, evidenziando per una parte del settore dei servizi un divario crescente tra l’andamento delle vendite e i costi del personale.
Dr. Andreas Schaber, responsabile della ricerca economica di DATEV, ha dichiarato che è incoraggiante il fatto che molte imprese di medie dimensioni siano riuscite a stabilizzare la propria situazione economica. A suo avviso, i dati dimostrano la resilienza del settore e la sua capacità di adattarsi alle condizioni mutevoli. Ha inoltre avvertito che la prossima sfida sarà aumentare i ricavi a un ritmo in linea con i costi del personale, aggiungendo che innovazione e digitalizzazione avranno un ruolo fondamentale.
Il rapporto segnala che l’occupazione nel Mittelstand continua a crescere, una tendenza che DATEV collega agli investimenti in corso nel personale qualificato e nella formazione. Questo andamento può favorire la competitività nel lungo periodo, ma aumenta anche la pressione sui costi nel breve termine per i datori di lavoro, già alle prese con il rincaro degli input e un’offerta di lavoro limitata.
Per gli operatori del settore alberghiero e della ristorazione, la combinazione di ricavi in calo e salari in aumento può comprimere i margini anche se quelli delle piccole imprese nel complesso restano stabili. Se la tendenza dovesse proseguire, potrebbe incidere sulle decisioni d’acquisto nel commercio delle bevande, compresi gli ordini di vino, birra e liquori, e tradursi in aumenti dei prezzi nei menu e nei bar, mentre i locali cercano di tutelare la redditività.
Il divario tra la crescita del comparto manifatturiero e l’indebolimento dei servizi mette inoltre in luce quanto la ripresa delle piccole imprese in Germania sia disomogenea. Alcune sembrano beneficiare del miglioramento delle condizioni operative dopo le difficoltà dello scorso anno, mentre altre faticano ancora a trasferire sui clienti i costi più elevati o a generare una domanda sufficiente a compensarli.
L’ultima rilevazione di DATEV indica che nel 2026 il Mittelstand ha evitato un peggioramento generalizzato, ma mostra anche che la stabilità complessiva non significa che le condizioni stiano migliorando ovunque. In settori come quello alberghiero e della ristorazione, dove il lavoro rappresenta una voce di spesa importante e la domanda dei consumatori può risentire dei prezzi, la pressione esercitata dall’aumento del 6,5% dei salari a fronte di ricavi più deboli resta una questione centrale.