La Cina ha ospitato per la prima volta in Asia il Congresso mondiale della vite e del vino

A Yinchuan oltre 600 delegati di 47 Paesi hanno discusso di innovazione, standard e pressioni climatiche

venerdì 16 ottobre 2026

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La Cina ha ospitato per la prima volta in Asia il Congresso mondiale della vite e del vino

Questa settimana la Cina ha ospitato a Yinchuan, nella regione del Ningxia, il 47° Congresso mondiale della vite e del vino, diventando il primo Paese asiatico ad accogliere l’evento, secondo quanto riferito dall’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (OIV).

Il congresso si è svolto dal 12 al 16 ottobre e ha riunito oltre 600 partecipanti provenienti da 47 Paesi per incontri scientifici, dibattiti sulle politiche e visite tecniche incentrati sul futuro del settore vitivinicolo mondiale. Secondo l’OIV, tra i partecipanti figuravano delegati di 42 Stati membri e di cinque Stati non membri.

L’incontro si è tenuto attorno a un tema ampio, incentrato sul cambiamento, sull’innovazione e sulla sostenibilità nel settore vitivinicolo. L’OIV ha spiegato che le sessioni erano pensate per affrontare le pressioni a cui sono sottoposti produttori, ricercatori e autorità di regolamentazione mentre il settore si adatta all’evoluzione dei mercati, alle sfide ambientali e alle nuove esigenze tecniche.

Secondo l’organizzazione, il programma comprendeva 420 contributi scientifici e sei visite tecniche. Le presentazioni hanno affrontato un’ampia gamma di temi relativi a viticoltura, enologia, economia, normativa, salute dei consumatori e sicurezza dei prodotti. L’OIV ha dichiarato che i lavori scientifici presentati durante il congresso sono stati apprezzati per la loro qualità e saranno pubblicati nei prossimi mesi in accesso aperto sulla piattaforma della serie IVES Conference.

L’evento ha rappresentato anche una vetrina per il settore vitivinicolo cinese, in espansione. Durante la cerimonia inaugurale, i rappresentanti della Cina e dell’OIV hanno passato in rassegna i recenti sviluppi del mercato cinese e del più ampio comparto mondiale. Le discussioni si sono concentrate sulla risposta del settore a una fase di profondi cambiamenti e sulle conseguenze per la produzione, il commercio e la regolamentazione futuri.

L’OIV ha dichiarato che uno dei principali temi emersi durante il congresso è stata la necessità per il settore di continuare ad adattarsi attraverso la ricerca e l’innovazione. Ha inoltre riferito che i delegati hanno sottolineato il ruolo degli standard internazionali in questo processo, soprattutto mentre produttori e governi cercano di garantire coerenza tra i diversi mercati. L’organizzazione ha definito i propri standard uno strumento importante per l’armonizzazione internazionale.

La scelta di Yinchuan ha conferito al congresso una forte dimensione regionale. Negli ultimi anni il Ningxia è diventato una delle aree vitivinicole più note della Cina e ha attirato un’attenzione crescente per gli investimenti, lo sviluppo dei vigneti e gli sforzi volti a migliorare la qualità. Portando il congresso nella regione, la Cina ha presentato il proprio settore nazionale a un vasto pubblico internazionale di scienziati, funzionari e rappresentanti del comparto.

L’ultima giornata del congresso è stata dedicata alla 24ª Assemblea generale dell’OIV, durante la quale gli Stati membri hanno adottato 16 risoluzioni. Secondo l’OIV, le risoluzioni riguardavano i suoi quattro principali ambiti di attività: viticoltura, enologia, economia e diritto, sicurezza e salute. L’organizzazione non ha fornito tutti i dettagli nel comunicato principale, ma ha dichiarato che sarà reso disponibile un riepilogo separato delle misure adottate.

Queste risoluzioni rientrano nel ruolo dell’OIV di definire standard per il settore vitivinicolo internazionale. L’organismo si definisce l’organizzazione di riferimento mondiale per le questioni legate alla vite e al vino e afferma che il suo lavoro riunisce competenze scientifiche e tecniche di governi e specialisti. Le sue raccomandazioni sono seguite con attenzione dai Paesi produttori di vino, poiché possono influenzare i metodi di produzione, i controlli di qualità, le pratiche di etichettatura, gli standard analitici e le misure di tutela della salute pubblica.

L’OIV conta attualmente 51 Stati membri. Secondo l’organizzazione, questi Paesi rappresentano il 90% della superficie vitata mondiale, l’88% della produzione mondiale di vino e il 75% dei consumi globali di vino. Ha inoltre dichiarato che oltre 500 esperti si riuniscono due volte l’anno nell’ambito delle sue attività per esaminare e approvare risoluzioni per consenso.

Il congresso in Cina ha rispecchiato la natura sempre più globale del settore vitivinicolo, in un momento in cui i Paesi produttori tradizionali e le aree di più recente affermazione si trovano ad affrontare molte delle stesse questioni. Ricercatori e funzionari sono alle prese con lo stress climatico nei vigneti, i cambiamenti nei comportamenti dei consumatori, le pressioni sui costi, le questioni commerciali e i dibattiti sulle politiche sanitarie. In questo contesto, forum internazionali come il congresso dell’OIV sono diventati luoghi in cui governi, scienziati e rappresentanti del settore confrontano i dati e discutono approcci comuni.

Per la Cina, ospitare l’evento è stato anche un segnale della sua ambizione di svolgere un ruolo più importante nei dibattiti internazionali sul vino. Pur essendo conosciuta a livello mondiale soprattutto come un grande mercato di consumo, la Cina ha investito anche nella viticoltura e nella produzione vinicola nazionali, con regioni come il Ningxia impegnate a ottenere maggiore riconoscimento all’estero. L’OIV ha dichiarato che il congresso ha contribuito a mettere in luce le caratteristiche distintive del settore vitivinicolo cinese e la sua crescente importanza.

Il programma del congresso ha combinato sessioni scientifiche formali e visite pratiche sul territorio, offrendo ai delegati l’opportunità di esaminare le condizioni di produzione locali e le iniziative di sviluppo regionale. Nel suo annuncio l’OIV non ha descritto nel dettaglio le singole visite, ma ha riferito che durante i cinque giorni dell’evento si sono svolte sei visite tecniche.

La pubblicazione dei contributi scientifici sulla piattaforma IVES dovrebbe ampliare la portata del congresso anche oltre la platea dei partecipanti in presenza. Rendendo i lavori liberamente accessibili, l’OIV ha dichiarato di voler favorire una più ampia condivisione delle conoscenze nel settore, anche tra ricercatori, produttori, studenti e responsabili delle politiche.

Fondata nel 1924 e successivamente riorganizzata nel 2001, l’OIV è un’organizzazione intergovernativa scientifica e tecnica con sede a Digione, in Francia. Si occupa di questioni legate alla viticoltura, ai metodi di vinificazione, agli aspetti economici e giuridici, nonché alla salute e alla sicurezza dei consumatori. L’organizzazione ha dichiarato che il congresso di Yinchuan rientra nel suo impegno costante a promuovere la cooperazione scientifica e risposte coordinate alle sfide che il settore vitivinicolo deve affrontare.

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