28-07-2026

Sono aperte le registrazioni per il 47° Congresso mondiale della vite e del vino, un importante appuntamento internazionale organizzato dall’Organizzazione internazionale della vigna e del vino, o OIV, che si terrà dal 12 al 16 ottobre a Yinchuan, nella regione cinese del Ningxia.
L’OIV ha annunciato l’apertura martedì da Digione, in Francia, dove ha sede l’organismo intergovernativo. L’evento si svolge su invito del governo cinese e arriva due anni dopo l’ingresso della Cina nell’organizzazione nel 2024, che ne ha fatto il suo membro più recente.
Il congresso riunirà scienziati, ricercatori, decisori politici e professionisti del settore vinicolo di tutto il mondo per discutere il futuro del comparto vite-vino. Il tema di quest’anno è incentrato su come il settore possa rispondere alle pressioni attuali attraverso trasformazione, innovazione e sostenibilità.
Secondo l’OIV, il programma scientifico comprenderà 271 presentazioni orali e 149 poster provenienti da 35 Paesi. Le sessioni saranno organizzate in quattro aree principali: viticoltura, enologia, economia e diritto, e sicurezza e salute.
Il filone dedicato alla viticoltura si concentrerà su approcci integrati per una produzione dell’uva resiliente e sostenibile. Le sessioni di enologia esamineranno l’innovazione tecnica e il modo in cui la vinificazione può adattarsi alle esigenze future. Le discussioni su economia e diritto affronteranno modelli giuridici ed economici per un mercato in evoluzione. La sezione sicurezza e salute si focalizzerà sulle pratiche di produzione, sul consumo e sulla sostenibilità sociale lungo la filiera del vino.
In una dichiarazione diffusa insieme all’annuncio, Yvette van der Merwe, presidente dell’OIV, ha affermato che il congresso assume un significato aggiuntivo perché si terrà in Cina in un momento in cui il Paese sta ampliando il proprio ruolo nel vino a livello globale. Ha detto che la recente adesione della Cina all’OIV riflette sia dinamismo sia opportunità per il settore e che l’incontro rappresenta un rafforzamento della collaborazione internazionale.
La scelta del Ningxia colloca il congresso in una delle regioni vinicole più note della Cina. Situata nel nord-ovest del Paese, il Ningxia ha costruito negli ultimi due decenni un profilo internazionale per la produzione di vino. La regione si trova tra i monti Helan e il Fiume Giallo, condizioni che hanno favorito lo sviluppo dei vigneti in un paesaggio altrimenti arido.
Yinchuan, capoluogo regionale, è diventata una porta d’accesso per i visitatori delle cantine del Ningxia e dei suoi siti storici. L’OIV ha affermato che i delegati potranno scoprire luoghi culturali come le Tombe imperiali della dinastia Xia occidentale e antiche incisioni rupestri, oltre ai vigneti che hanno contribuito a fare del Ningxia una delle principali aree vitivinicole della Cina.
Il congresso mette inoltre in evidenza il peso più ampio della Cina nei mercati globali dell’uva e del vino. Nelle informazioni di contesto diffuse con l’annuncio, l’OIV ha detto che la Cina ha la terza superficie vitata più estesa al mondo. È anche l’11° maggiore consumatore e importatore di vino. Per l’uva da tavola, la Cina occupa una posizione ancora più rilevante, rappresentando il 43% della produzione mondiale, secondo l’organizzazione.
Questa scala ha reso la Cina sempre più importante non solo come mercato, ma anche come produttore con ambizioni tecniche crescenti. Negli ultimi decenni, le cantine cinesi hanno investito pesantemente nello sviluppo dei vigneti, nella tecnologia di cantina e nel branding regionale, soprattutto in aree come il Ningxia, dove le autorità locali hanno promosso il vino come parte della strategia di sviluppo economico e turistico.
Per produttori, ricercatori e regolatori presenti al congresso, questi cambiamenti probabilmente influenzeranno molti degli interventi. Il settore vinicolo globale sta affrontando pressioni legate al cambiamento climatico, ai mutamenti delle abitudini dei consumatori, all’incertezza commerciale e ai dibattiti sulla salute pubblica legati al consumo di alcol. Strutturando il programma attorno a resilienza, innovazione e sostenibilità, l’OIV sembra voler posizionare l’incontro di quest’anno come un forum per risposte pratiche a queste questioni.
L’organizzazione ha detto che i partecipanti sono incoraggiati a registrarsi in anticipo per beneficiare delle tariffe scontate early-bird disponibili fino al 31 agosto. Ai giornalisti che cercano l’accreditamento è stato chiesto di contattare direttamente l’OIV tramite il suo ufficio stampa.
L’OIV conta attualmente 51 Stati membri. Secondo l’organizzazione, questi Paesi rappresentano il 90% della superficie vitata mondiale, l’88% della produzione globale di vino e il 75% del consumo mondiale di vino. L’organismo si definisce il principale riferimento scientifico e tecnico per il settore internazionale della vite e del vino, riunendo più di 500 esperti due volte l’anno per esaminare standard, linee guida e risoluzioni relative a viticoltura, enologia, diritto, economia, salute dei consumatori e sicurezza.
Il congresso di quest’anno a Yinchuan servirà non solo come incontro scientifico, ma anche come segnale di quanto l’Asia, e in particolare la Cina, conti ormai nelle conversazioni globali sulla produzione, il commercio e la ricerca nel vino.