03-06-2026

Martedì l’Assemblea nazionale francese ha dato il via libera in prima lettura a un disegno di legge agricolo d’urgenza che inasprisce le regole sulle importazioni alimentari, impone alle mense pubbliche di acquistare di più da fornitori francesi e introduce prezzi minimi nelle trattative agricole, in un voto che ha messo in luce profonde divisioni su quanto lo Stato debba spingersi per proteggere gli agricoltori.
I deputati hanno approvato il testo con 369 voti favorevoli e 178 contrari, dopo due settimane di dibattito segnate da alleanze trasversali rispetto ai consueti schieramenti di partito. Il governo ha ottenuto l’appoggio del Rassemblement National di estrema destra, mentre la sinistra ha votato quasi all’unanimità contro il disegno di legge. Il testo passa ora al Senato, dove i parlamentari dovrebbero rivedere diverse delle disposizioni più controverse a partire dal 29 giugno.
Il disegno di legge intende rispondere ai mesi di protesta degli agricoltori, che hanno chiesto a Parigi interventi contro i bassi redditi, la forte regolamentazione e quella che definiscono una concorrenza sleale dall’estero. La ministra dell’Agricoltura Annie Genevard ha definito il voto un “passo decisivo” e ha affermato che la normativa offre una risposta concreta alle richieste degli agricoltori. Ha aggiunto che l’obiettivo è contrastare la concorrenza sleale, facilitare l’accesso all’acqua, proteggere i terreni agricoli, semplificare i progetti zootecnici, rafforzare la protezione delle mandrie dai lupi e migliorare il reddito agricolo.
Ma il voto ha anche acuito uno scontro politico più ampio su norme ambientali, commercio e politica alimentare. Tra le modifiche approvate dai deputati figura una disposizione che vieta le importazioni di alimenti prodotti con pesticidi proibiti in Francia, e non solo quelli vietati nell’Unione europea. I parlamentari hanno inoltre sostenuto l’obbligo per le mense pubbliche di approvvigionarsi da prodotti provenienti dal territorio francese anziché semplicemente dall’Europa. Un altro emendamento istituirebbe prezzi minimi nei negoziati commerciali tra agricoltori e trasformatori alimentari.
Il governo ha affermato che queste due modifiche potrebbero entrare in conflitto con il diritto europeo. I funzionari hanno anche avvertito che alcune disposizioni legate all’acqua potrebbero orientare la governance verso gli usi economici a scapito di altre esigenze. Le organizzazioni ambientaliste sono particolarmente allarmate dalle misure che renderebbero più facile immagazzinare acqua per l’agricoltura e ridurrebbero gli ostacoli procedurali per i progetti di bacini artificiali.
L’approvazione del testo alla Camera bassa è stata accolta con favore dal principale sindacato agricolo, la FNSEA, che ha esortato i senatori a mostrare maggiore ambizione quando esamineranno il provvedimento. La Confédération paysanne, sindacato più piccolo, ha criticato i legislatori per aver favorito l’agroindustria a scapito della maggior parte degli agricoltori.
Il Senato è destinato a diventare il prossimo campo di battaglia. Laurent Duplomb, senatore che ha spinto per norme più permissive sui pesticidi e la cui precedente proposta sulla reintroduzione di alcuni pesticidi vietati aveva suscitato forti opposizioni, è stato nominato co-relatore del disegno di legge. Ha dichiarato di voler usare gli emendamenti per inserire parti della propria proposta nel testo del governo, riaprendo il dibattito sui neonicotinoidi e su altri prodotti chimici che restano altamente controversi in Francia.
Un esponente di primo piano della maggioranza al Senato ha detto martedì che alcune di queste misure probabilmente saranno introdotte, anche se le decisioni finali non sono ancora state prese. La commissione Affari economici della camera è in programma per esaminare il disegno di legge il 17 giugno.
Il governo cercherà inoltre di ripristinare diverse disposizioni modificate dai deputati durante il dibattito. I parlamentari avevano già reintegrato due misure eliminate in commissione: una che allenta le regole per il ripristino delle zone umide e un’altra che rimodella la normativa sulla captazione dell’acqua. Hanno inoltre autorizzato il governo a legiferare per decreto per ridurre gli oneri amministrativi sugli edifici zootecnici, con l’obiettivo di rendere più facile l’espansione delle aziende agricole.
Il capitolo del disegno di legge dedicato all’acqua ha suscitato particolare preoccupazione tra le organizzazioni ambientaliste perché faciliterebbe i progetti di stoccaggio idrico per l’agricoltura ed eliminerebbe alcuni obblighi di assemblea pubblica per le cosiddette bassines, o bacini idrici utilizzati per l’irrigazione. Un altro emendamento presentato dal Rassemblement National impedirebbe all’esecutivo di adottare norme più severe del diritto europeo sulle emissioni industriali.
Per agricoltori e imprese alimentari, la posta in gioco va oltre la politica. Le restrizioni alle importazioni potrebbero incidere sulle scelte di approvvigionamento lungo tutta la filiera alimentare francese, mentre le regole sui prezzi minimi potrebbero modificare il potere contrattuale tra produttori e trasformatori in un momento in cui i costi di produzione restano elevati e la pressione sui margini continua in tutto il settore agricolo.
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