26-05-2026

Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto martedì sera un accordo provvisorio sull’intesa commerciale “Turnberry” con gli Stati Uniti, avvicinando il patto transatlantico all’entrata in vigore dopo mesi di pressioni da parte di imprese e legislatori per avere maggiore certezza sui dazi.
Il compromesso, definito dopo colloqui dell’ultimo minuto tra i rappresentanti del Parlamento e gli Stati membri, manterrebbe l’impianto generale concordato la scorsa estate tra la Commissione europea e Washington, aggiungendo però le garanzie richieste dai deputati. In base a quel quadro, l’Unione europea eliminerebbe i dazi sulla maggior parte delle importazioni dagli Stati Uniti, mentre i dazi statunitensi sui beni dell’Ue sarebbero limitati al 15%.
L’accordo è rilevante per i produttori di spirits perché incide sulla struttura dei costi del commercio transatlantico di whisky, cognac, vodka e altre bevande distillate, oltre che dei prodotti derivati da acciaio e alluminio utilizzati nel packaging e nelle relative catene di approvvigionamento. Le associazioni di settore hanno accolto con favore la svolta come un passo verso condizioni commerciali più prevedibili dopo anni di dispute tariffarie e segnali di politica commerciale mutevoli da Washington.
“Un accordo è un accordo, e l’Ue rispetta i propri impegni”, ha dichiarato Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, dopo il raggiungimento dell’intesa. Maroš Šefčovič, commissario europeo al Commercio, ha affermato che il testo è pienamente allineato alla dichiarazione congiunta Ue-Usa seguita all’intesa politica dello scorso anno.
SpiritsEUROPE, che rappresenta i produttori europei di spirits, ha definito l’accordo “un passo importante verso una maggiore prevedibilità e una maggiore stabilità per le imprese attive nel commercio transatlantico”. Anche BusinessEurope, principale organizzazione europea dei datori di lavoro, ha chiesto una rapida attuazione.
I negoziati erano sotto pressione per chiudersi prima della scadenza del 4 luglio. Il Partito popolare europeo, gruppo di centrodestra del Parlamento europeo, ha spinto per un’adozione rapida dei termini originari per evitare ulteriore incertezza per gli esportatori. I deputati liberali hanno chiesto garanzie più forti prima di dare il loro sostegno.
Una delle principali modifiche nel compromesso finale riguarda i prodotti derivati da acciaio e alluminio. Al posto della cosiddetta sunrise clause, che avrebbe consentito l’entrata in vigore automatica una volta soddisfatte le condizioni statunitensi, l’Unione ha dato a Washington tempo fino alla fine del 2026 per eliminare i dazi aggiuntivi su 407 categorie di questi prodotti.
Il testo include anche una clausola di sospensione che consente alla Commissione europea di interrompere le preferenze tariffarie se gli Stati Uniti non affrontano le preoccupazioni dell’Ue su tutte le esportazioni. Bernd Lange, capo negoziatore del Parlamento sul dossier, ha detto che se Washington non tornerà al tetto concordato del 15%, “dovremo allora riflettere sulla strada da seguire”.
Un’altra garanzia è un meccanismo di riesame rafforzato legato a una sunset clause. Invece di scadere alla fine dell’attuale mandato di Donald Trump nel novembre 2028, come discusso in precedenza, l’accordo durerebbe ora fino a marzo 2029. Ciò farebbe scattare una revisione due mesi dopo l’insediamento del prossimo presidente degli Stati Uniti e prima delle prossime elezioni europee.
Il testo introduce inoltre un meccanismo di salvaguardia nel caso in cui un’impennata delle importazioni statunitensi minacci gravi danni all’industria o all’agricoltura europee. Secondo Benoît Cassart, eurodeputato belga di Renew Europe, il Parlamento non potrebbe attivare direttamente quella clausola ma avrebbe un ruolo consultivo pensato per contribuire ad attivarla.
L’intesa deve ancora ottenere l’approvazione formale del Parlamento. La commissione Commercio internazionale è prevista esaminarla in una riunione straordinaria il 2 giugno, mentre il voto in plenaria è atteso per il 16 o 17 giugno.
Dall’altra parte dell’Atlantico, Andrew Puzder, ambasciatore degli Stati Uniti presso l’Unione europea, ha accolto con favore quello che ha definito un accordo “per ridurre i dazi sulle esportazioni industriali statunitensi”, riferendosi agli impegni assunti dal presidente Trump e da von der Leyen lo scorso anno a Turnberry. Ha aggiunto che Washington esaminerà attentamente i dettagli. Trump non aveva ancora risposto pubblicamente al momento della pubblicazione.
Per gli esportatori europei di spirits e gli importatori negli Stati Uniti, l’esito potrebbe incidere su prezzi e margini nei prossimi mesi se i legislatori lo approveranno e se entrambe le parti procederanno rapidamente all’attuazione.
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