L’Italia apre gli aiuti al turismo del vino: coperto fino al 50% delle spese ammissibili
Il decreto definisce le modalità di accesso agli aiuti per strutture ricettive, itinerari, eventi e marketing a partire dalla campagna 2026/27
sabato 7 novembre 2026
L’Italia ha pubblicato un decreto che definisce le modalità con cui le imprese del settore dell’enoturismo possono richiedere aiuti pubblici a copertura fino al 50% delle spese ammissibili, aprendo un nuovo canale di finanziamento per progetti legati all’accoglienza, alla promozione e alle attività culturali legate al vino.
Il provvedimento è stato pubblicato venerdì 6 novembre nella Gazzetta Ufficiale italiana, con un decreto del 18 settembre del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. Secondo l’avviso, gli aiuti sono destinati a sostenere le imprese che operano nell’enoturismo e a finanziare iniziative volte a valorizzare i territori e a promuovere la cultura del vino.
In base al decreto, il contributo pubblico può coprire al massimo il 50% delle spese ammissibili. Il testo stabilisce che i richiedenti dovranno presentare le domande entro i termini previsti dal provvedimento e fornire tutta la documentazione richiesta per comprovare sia gli investimenti effettuati sia le attività progettuali previste.
L’avviso indica tra gli interventi ammissibili la costruzione o lo sviluppo di strutture ricettive, itinerari turistici, eventi culturali e attività di promozione e comunicazione. Il decreto stabilisce inoltre criteri di priorità e obblighi di rendicontazione, con l’obiettivo di garantire la trasparenza e il corretto impiego delle risorse pubbliche.
La misura si applica a partire dalla campagna 2026/27, secondo la sintesi di monitoraggio basata sul decreto pubblicato. Il programma rientra così nell’attuale ciclo di politiche per il settore vitivinicolo e offre a produttori e operatori turistici un quadro di riferimento per pianificare progetti legati alle esperienze dei visitatori in vigneti e cantine.
Sebbene l’avviso pubblicato sia breve, il suo ambito indica una concezione ampia dell’enoturismo, che va oltre le visite in vigna e comprende infrastrutture, eventi e marketing. In concreto, gli operatori potrebbero chiedere sostegno per progetti pensati per attirare visitatori, prolungare i soggiorni e collegare la produzione vinicola alla cultura locale e all’offerta turistica regionale.
Per il settore delle bevande, la misura è rilevante perché potrebbe offrire alle imprese vitivinicole un’altra possibilità di diversificare i ricavi, oltre alla coltivazione dell’uva e alla vendita di bottiglie. Il sostegno a strutture turistiche, itinerari per i visitatori e iniziative promozionali potrebbe aiutare le cantine a rafforzare i rapporti diretti con i consumatori, accrescere la visibilità delle aree vitivinicole e stimolare la spesa legata a degustazioni, accoglienza ed esperienze enogastronomiche locali.
Il decreto riflette inoltre un approccio normativo che vincola il sostegno pubblico alla documentazione e a controlli formali. Richiedendo prove delle spese e delle attività progettuali e definendo criteri di priorità, il ministero segnala che l’accesso ai fondi dipenderà non solo dalla tipologia di progetto proposto, ma anche dalla capacità del richiedente di documentare i costi e rispettare gli adempimenti amministrativi.
Questa struttura potrebbe favorire le imprese già organizzate per gestire le procedure di concessione dei contributi, mentre gli operatori più piccoli potrebbero dover dedicare più tempo alla preparazione delle domande e della documentazione necessaria per adempiere agli obblighi previsti. In ogni caso, la disponibilità di aiuti a copertura fino al 50% delle spese ammissibili potrebbe rendere alcuni progetti più sostenibili rispetto al ricorso al solo finanziamento privato, soprattutto nelle aree in cui le cantine puntano ad ampliare i servizi per i visitatori o a migliorare la propria visibilità in un mercato turistico competitivo.
L’estratto pubblicato nell’avviso della Gazzetta Ufficiale non specifica l’importo complessivo dei fondi disponibili, né riporta nella sintesi le singole scadenze o gli esatti criteri di valutazione. Questi aspetti dovrebbero essere disciplinati dal decreto stesso e dalle relative modalità di presentazione delle domande. La pubblicazione chiarisce tuttavia che l’Italia ha definito formalmente le condizioni di accesso agli aiuti destinati agli operatori dell’enoturismo, vincolandoli a progetti volti a promuovere il territorio, l’accoglienza e la cultura del vino.