Krones conferma le stime di crescita ridotte per il 2026 dopo ricavi stabili nei primi nove mesi

Ordini in crescita del 2,9%, a 4,22 miliardi di euro, e margine EBITDA all’11,1% nonostante ricavi dichiarati pressoché invariati

venerdì 6 novembre 2026

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Krones conferma le stime di crescita ridotte per il 2026 dopo ricavi stabili nei primi nove mesi

Krones, produttore tedesco di macchinari per il confezionamento e l’imbottigliamento, ha dichiarato venerdì 6 novembre che l’andamento dell’attività è rimasto stabile nei primi nove mesi del 2026. Gli ordini sono cresciuti e la redditività è migliorata, mentre i ricavi sono rimasti pressoché invariati e la società ha confermato una stima di crescita ridotta per l’intero anno.

La società ha riferito che gli ordini ricevuti da gennaio a settembre sono aumentati del 2,9%, a 4,22 miliardi di euro, rispetto ai 4,10 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. I ricavi sono stati pari a 4,10 miliardi di euro, contro i 4,11 miliardi dello stesso periodo del 2025. Al netto degli effetti valutari, i ricavi sono cresciuti dello 0,8%.

Secondo Krones, la domanda da parte della clientela è rimasta nel complesso resiliente, ma le tensioni geopolitiche, l’aumento dei costi operativi per i clienti e la più ampia incertezza economica hanno influenzato le decisioni d’investimento in alcune aree del mercato. La società ha dichiarato di aver in parte compensato queste pressioni grazie a una base clienti diversificata a livello internazionale e a un’ampia gamma di prodotti e servizi.

Gli ultimi dati saranno probabilmente seguiti con attenzione dal settore delle bevande, nel quale Krones è un importante fornitore di sistemi di riempimento, confezionamento e produzione utilizzati da birrifici, produttori di bibite e altre aziende del comparto. Di conseguenza, l’andamento degli ordini e delle vendite della società può offrire indicazioni sulla propensione dei produttori di bevande a continuare a investire nella capacità produttiva e nell’ammodernamento degli impianti in una fase di crescita più debole e costi più elevati.

La redditività è migliorata più nettamente delle vendite. L’utile prima di interessi, imposte, ammortamenti e svalutazioni (EBITDA) è aumentato del 5,2%, passando da 430,7 milioni di euro dell’anno precedente a 453,1 milioni. Il margine EBITDA è salito dal 10,5% all’11,1%. Krones ha precisato che il dato include un effetto positivo sull’utile di circa 10 milioni di euro legato ai rimborsi dei dazi statunitensi. Escludendo questa voce, il margine EBITDA è stato del 10,8%, comunque entro la fascia obiettivo fissata dalla società per l’intero anno.

La stessa questione dei dazi ha inciso anche sui ricavi. Krones ha dichiarato che i ricavi riportati includevano un impatto negativo di circa 20 milioni di euro legato ai rimborsi dei dazi statunitensi, non rilevato nel conto economico. Nei primi nove mesi, la conversione valutaria ha inoltre ridotto i ricavi di circa 40 milioni di euro.

L’utile ante imposte è cresciuto del 2,1%, a 308,7 milioni di euro, rispetto ai 302,3 milioni dell’anno precedente, poiché l’aumento degli ammortamenti e il calo dei proventi finanziari hanno limitato la crescita. L’utile netto è salito del 2,7%, da 213,7 a 219,5 milioni di euro. L’utile per azione è passato da 6,75 a 6,94 euro.

Alla fine di settembre il portafoglio ordini della società ammontava a 4,31 miliardi di euro, in aumento del 3,0% rispetto ai 4,19 miliardi di fine 2025. Nei primi tre trimestri il rapporto ordini/fatturato è stato pari a 1,03, indicando che i nuovi ordini hanno continuato a superare, seppur di poco, i ricavi. Krones ha precisato che una parte del portafoglio ordini si tradurrà in ricavi soltanto a partire dalla fine del 2027.

La generazione di cassa è rimasta più debole rispetto all’anno precedente, pur migliorando nel terzo trimestre. Nei primi nove mesi il free cash flow prima di fusioni e acquisizioni è stato negativo per 5,0 milioni di euro, contro un valore positivo di 80,2 milioni un anno prima. Krones ha attribuito il calo in parte alla spesa per investimenti, significativamente più elevata. Nel solo terzo trimestre, il free cash flow prima di fusioni e acquisizioni è migliorato, passando da un valore negativo di 21,3 milioni nel secondo trimestre a uno positivo di 25,8 milioni di euro.

La situazione patrimoniale è rimasta solida. A fine settembre la liquidità netta era pari a 410,2 milioni di euro, rispetto ai 361,2 milioni dell’anno precedente. Il rapporto tra patrimonio netto e totale attivo è salito dal 42,1% al 44,8%.

Il rendimento del capitale investito (ROCE) è stato pari al 17,6% nei primi nove mesi, in calo rispetto al 19,5% dello stesso periodo dell’anno precedente.

Krones continua a prevedere una crescita nel 2026, ma a un ritmo più lento rispetto alle stime precedenti. La società ha confermato per l’intero anno una crescita dei ricavi compresa tra l’1% e il 2% al netto degli effetti valutari, al di sotto della precedente previsione, che andava dal 3% al 5%. Ha inoltre confermato gli obiettivi di un margine EBITDA compreso tra il 10,7% e l’11,1% e di un ROCE tra il 19% e il 20%.

La revisione al ribasso delle stime sulle vendite riflette quelli che Krones ha definito sviluppi sfavorevoli nei mercati di riferimento della società, in particolare in vista del quarto trimestre. La società ha ricondotto queste pressioni al contesto geopolitico, all’aumento dei costi per i clienti e alla persistente incertezza economica.

La società ha inoltre indicato obiettivi di medio termine meno ambiziosi. In linea con le prospettive più deboli sui ricavi per il 2026 e con il contesto generale più difficile, Krones ha ridotto l’obiettivo di fatturato per il 2028 da circa 7 miliardi a una fascia compresa tra 6,0 e 6,2 miliardi di euro. Per il 2028 prevede ora un margine EBITDA tra l’11% e il 12%, rispetto al precedente obiettivo dell’11%-13%, confermando al contempo il target di un ROCE superiore al 20%.

Anche dopo questa revisione, i risultati indicano che la spesa dei clienti non ha subito un brusco calo. Per i produttori di bevande e gli altri utilizzatori delle attrezzature Krones, i dati delineano un mercato in cui gli investimenti proseguono, ma con budget più contenuti e maggiore cautela sui tempi di avvio dei nuovi progetti.

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