Hospices de Beaune affida a Doutey, Judor e Bedia la botte di beneficenza del 2026

Il lotto di Clos de Vougeot Grand Cru raccoglierà fondi per la ricerca sulla SLA e per i pazienti affetti da epidermolisi bollosa il 15 novembre

sabato 7 novembre 2026

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L’asta dei vini 2026 degli Hospices de Beaune avrà come patroni celebri gli attori e comici francesi Mélanie Doutey, Éric Judor e Ramzy Bedia per il suo principale lotto di beneficenza, hanno annunciato sabato gli organizzatori.

I tre personaggi pubblici contribuiranno a promuovere le offerte per la Pièce des Présidents, la tradizionale botte presidenziale dell’asta: un fusto da 228 litri venduto a fini benefici al di fuori dell’asta degli Hospices de Beaune. Per la vendita del 15 novembre, la botte sosterrà associazioni impegnate nelle malattie rare e conterrà un Clos de Vougeot Grand Cru, uno dei vini più prestigiosi della Borgogna.

Il ricavato del lotto sarà suddiviso tra due organizzazioni francesi. La prima è l’Association pour la Recherche sur la Sclérose Latérale Amyotrophique, che sostiene la ricerca sulla sclerosi laterale amiotrofica, nota in Francia anche come malattia di Charcot. Éric Judor e Ramzy Bedia sostengono questa causa. L’altra beneficiaria è DEBRA France, che aiuta i pazienti affetti da epidermolisi bollosa, un gruppo di malattie genetiche incurabili che rendono la pelle estremamente fragile. Doutey è la patrona di DEBRA France.

La botte presidenziale è il momento simbolicamente più importante dell’asta annuale e spesso attira la maggiore competizione tra gli offerenti. Il suo prezzo può superare di gran lunga il valore di una botte ordinaria grazie alla finalità benefica e alla visibilità che la circonda. Il record da battere resta quello degli 810.000 euro pagati nel 2022, al netto delle commissioni: circa 2.700 euro a bottiglia, prima dei costi.

Nonostante la grande visibilità del lotto di beneficenza, l’asta nel suo complesso dovrebbe essere più contenuta rispetto a molti anni recenti, a causa di un raccolto ridotto. Sotheby’s metterà in vendita 432 pièces intere e due feuillettes, ovvero mezze botti, nell’asta del 15 novembre. Secondo gli organizzatori, si tratta del secondo volume più basso nella storia della vendita, iniziata nel 1849.

L’offerta più ridotta riflette l’impatto crescente delle ripetute ondate di calore estive sulle rese dei vigneti in Borgogna. Una produzione inferiore significa meno lotti in vendita e limita il ricavo complessivo dell’asta, anche se le offerte per i singoli vini restano sostenute. Di conseguenza, il ricavato totale non dovrebbe superare il record di 29 milioni di euro, al netto delle commissioni, raggiunto nel 2022.

L’asta degli Hospices de Beaune è uno degli eventi più noti del commercio vinicolo mondiale e un appuntamento annuale di primo piano per la Borgogna. Unisce la vendita commerciale dei vini prodotti nei vigneti degli Hospices a una finalità benefica legata alla storica istituzione ospedaliera di Beaune. Acquirenti, commercianti, collezionisti e professionisti del vino seguono da vicino i risultati, perché l’asta offre un indicatore di grande visibilità della domanda di grandi vini borgognoni e del clima del mercato dei vini pregiati.

La botte presidenziale occupa una posizione particolare in questo contesto. Mentre la maggior parte dell’asta sostiene gli Hospices de Beaune, il ricavato di questo lotto viene tradizionalmente destinato a una causa benefica diversa, scelta per l’anno in corso. Ci si aspetta che i patroni nominati incoraggino le offerte e contribuiscano a richiamare l’attenzione sulle organizzazioni beneficiarie, che spesso ottengono grazie all’evento una visibilità più ampia di quella che avrebbero con una normale campagna di raccolta fondi.

La scelta delle malattie rare come tema del lotto presidenziale 2026 porta l’attenzione su due cause mediche molto diverse. La SLA è una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce le cellule nervose che controllano i movimenti volontari dei muscoli. L’epidermolisi bollosa è una rara patologia ereditaria che provoca la formazione di dolorose vesciche e lesioni cutanee in seguito a lievi sfregamenti o traumi. Collegando la botte di punta dell’asta a queste cause, gli organizzatori usano una delle istituzioni più prestigiose della Borgogna per convogliare fondi e attenzione pubblica verso il sostegno ai pazienti e la ricerca medica.

Il volume di vino disponibile il 15 novembre evidenzia inoltre come le pressioni climatiche stiano ridisegnando anche eventi vinicoli di lunga tradizione. Negli ultimi anni i produttori borgognoni hanno dovuto affrontare una serie di fenomeni meteorologici estremi, tra cui caldo intenso e siccità, che possono ridurre le rese e modificare l’equilibrio del raccolto. Per l’asta degli Hospices de Beaune, questo si è tradotto nel 2026 in un catalogo particolarmente ridotto, mentre l’evento mantiene intatti il prestigio e la portata internazionale.

Quanto frutterà la botte presidenziale resta una delle domande centrali in vista dell’asta. Un Clos de Vougeot Grand Cru esercita già un forte richiamo su collezionisti e operatori del settore. La partecipazione di Doutey, Judor e Bedia e la presenza di organizzazioni benefiche tra i beneficiari del lotto potrebbero spingere le offerte ben oltre il livello di una botte standard, anche in un anno in cui l’asta nel suo complesso è limitata dalla disponibilità.

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