Il Senato approva in via definitiva un pacchetto agricolo da 1,18 miliardi di euro

La legge passa con 76 voti favorevoli, nessun contrario e 64 astensioni: fondi per filiere, allevamento, oliveti, ricerca, lotta alle malattie e turismo rurale

giovedì 5 novembre 2026

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Il Senato approva in via definitiva un pacchetto agricolo da 1,18 miliardi di euro

Mercoledì 4 novembre il Senato italiano ha approvato in via definitiva il disegno di legge Coltiva Italia, trasformando in legge un pacchetto del governo che, secondo il Ministero dell’Agricoltura, destinerà circa 1,18 miliardi di euro all’agricoltura, all’allevamento, alla ricerca, alle filiere agroalimentari e al turismo rurale.

Il provvedimento è passato con 76 voti favorevoli, nessun contrario e 64 astensioni, dopo aver già ottenuto il via libera della Camera dei deputati. Il governo ha spiegato che la legge mira a rafforzare l’agricoltura italiana, sostenere le filiere strategiche, affrontare le debolezze strutturali e migliorare la competitività del settore.

Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha dichiarato che la legge metterà a disposizione «più di 1,1 miliardi di euro» per interventi volti a rendere più resiliente l’agricoltura italiana e a tutelare le produzioni nazionali di qualità. Ha ricordato che la proposta è stata presentata per la prima volta nel 2025 e ha definito il provvedimento il più grande piano strategico per l’agricoltura.

Secondo il ministero, uno dei pilastri principali è il sostegno alle filiere agricole strategiche. La legge stanzia 300 milioni di euro per l’acquisto di prodotti agricoli, il rafforzamento delle filiere locali, la competitività delle imprese, le colture strategiche e l’allevamento di vitelli autoctoni. Rifinanzia inoltre il Fondo per la sovranità alimentare con 70 milioni di euro per sostenere le filiere in difficoltà, tra cui quelle di grano tenero, orzo, mais e proteine vegetali.

Altri 300 milioni di euro sono destinati all’allevamento, con l’obiettivo dichiarato di ridurre la dipendenza dalle importazioni e rafforzare la produzione nazionale di carne bovina e il segmento vacca-vitello. Il ministero ha riferito che, durante l’iter parlamentare, i legislatori hanno ampliato alcuni di questi interventi includendovi anche le strutture zootecniche.

Il comparto olivicolo riceverà 300 milioni di euro per misure legate al Piano olivicolo nazionale 2026-2030, compresi aiuti alle imprese che affrontano malattie delle piante e interventi per rilanciare il settore. La legge vieta inoltre l’espianto degli ulivi destinati a produzioni DOP e IGP per fare spazio a impianti solari o eolici, a meno che gli alberi non vengano ripiantati nello stesso sito o nelle aree limitrofe.

Per i produttori di cereali, il pacchetto prevede 10 milioni di euro per i contratti di filiera del grano, con un credito d’imposta del 20%-40% per gli accordi della durata di tre-cinque anni. Il governo ha dichiarato che la misura intende garantire agli agricoltori prezzi più prevedibili e redditi più stabili.

La legge destina risorse anche al ricambio generazionale in agricoltura. Stanzia 150 milioni di euro a sostegno dei giovani e delle donne che avviano un’impresa agricola: il 65% delle risorse sarà destinato a prestiti e il 35% a contributi a fondo perduto. Con una misura distinta, ISMEA metterà gratuitamente a disposizione per 10 anni 8.417 ettari a persone di età compresa tra 18 e 41 anni, con la possibilità di acquistare successivamente i terreni al 50% del loro valore iniziale. I Comuni potranno inoltre censire i terreni inutilizzati e renderli disponibili per attività produttive tramite banche della terra locali.

Ricerca e tecnologia rappresentano un’altra componente importante del pacchetto. L’ente pubblico di ricerca CREA potrà assumere 50 dipendenti in più attraverso concorsi pubblici a tempo indeterminato, tra cui ricercatori, tecnologi, personale tecnico e amministrativo. La legge prevede inoltre 10 milioni di euro nel 2026 per ammodernare le aziende sperimentali e i laboratori del CREA, anche attraverso sistemi digitali, macchinari agricoli di precisione, sensori, meccatronica e strumenti di intelligenza artificiale.

Andrea Rocchi, presidente del CREA, ha dichiarato che l’approvazione contribuirà a rinnovare il personale di ricerca e a rafforzare le infrastrutture dell’ente. Secondo il ministero, gli investimenti puntano ad accelerare il trasferimento dell’innovazione alle imprese agricole e ad aiutare colture e sistemi produttivi ad adattarsi alle pressioni climatiche.

Il pacchetto comprende anche misure di emergenza. Istituisce un commissario straordinario nazionale per la Xylella fino al 31 dicembre 2028, affiancato da una struttura di cinque persone e da tre subcommissari, con uno stanziamento di 3 milioni di euro. Introduce inoltre una moratoria sui finanziamenti per le imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura colpite nel 2025 da focolai di malattie animali e vegetali.

Per contrastare la peste suina africana, la legge stanzia 1 milione di euro per prevenzione, biosicurezza e sostegno alle imprese, a tutela degli allevamenti e delle filiere, oltre a 3 milioni di euro per le aziende di macellazione. Il ministero ha dichiarato che i fondi copriranno misure di sorveglianza e biosicurezza, tra cui recinzioni e strutture temporanee volte a limitare gli spostamenti dei cinghiali, oltre al sostegno per il congelamento e lo stoccaggio delle carni provenienti dalle aree soggette a restrizioni.

La legge rafforza anche i controlli sull’autenticità degli alimenti e sulle pratiche commerciali. L’autorità di vigilanza potrà emettere diffide per le violazioni sanabili, concedendo alle imprese 60 giorni per regolarizzare la propria posizione e chiudere il procedimento pagando una sanzione pari a un terzo del minimo previsto dalla legge. Altri 1,79 milioni di euro sono destinati a rafforzare i controlli sulle importazioni di prodotti della pesca, mentre 650.000 euro andranno a una banca dati nazionale dei profili analitici, ideata per verificare l’origine geografica, varietale e compositiva dei prodotti alimentari.

Altre disposizioni riguardano la raccolta dei tartufi e la produzione di aceto. La legge inasprisce le regole per la raccolta dei tartufi nelle aziende faunistico-venatorie e agrituristico-venatorie, attribuendo ai gestori il potere di disciplinare le modalità dell’attività e introducendo sanzioni specifiche per le violazioni. Stabilisce inoltre che il termine «aceto» possa essere utilizzato solo per prodotti derivati da materie prime agricole, e non da input sintetici, e impone di indicare in etichetta la materia prima agricola di provenienza.

Per le cantine e le altre imprese del settore delle bevande, una delle misure di più immediata rilevanza è lo stanziamento di 9,2 milioni di euro per l’enoturismo e l’oleoturismo. La legge include inoltre l’ospitalità tra le attività che le aziende agricole possono offrire nell’ambito dell’enoturismo e dell’oleoturismo nelle aree rurali: una modifica che potrebbe aiutare i produttori a diversificare i ricavi attraverso il pernottamento e le esperienze per i visitatori. L’impatto concreto per le imprese dipenderà dall’attuazione delle misure e dalla rapidità con cui potranno accedere agli aiuti.

Il governo ha incluso anche misure di semplificazione amministrativa per ridurre la burocrazia e accelerare l’accesso ai fondi pubblici. In base alle nuove regole, le domande gestite dai centri di assistenza agricola autorizzati diventeranno immediatamente esecutive quando non richiedono una valutazione discrezionale; secondo il ministero, questo passaggio dovrebbe accelerare l’erogazione degli aiuti in tutto il settore.

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