Heineken sottopone a revisione strategica tutti i marchi vinicoli sudafricani
Heineken rivaluta marchi come Nederburg dopo le perdite di quote di mercato e i problemi d’integrazione seguiti all’espansione da 2,2 miliardi di euro nell’Africa australe
venerdì 30 ottobre 2026

Heineken sta rivalutando il ruolo del vino nella propria attività in Sudafrica e ha sottoposto tutti i marchi vinicoli locali a una «revisione strategica», come l’ha definita il direttore finanziario del gruppo, nel tentativo di affrontare i risultati deludenti di questa parte del portafoglio.
Mercoledì 28 ottobre, Harold van den Broek, direttore finanziario di The Heineken Company, ha dichiarato agli analisti che il gruppo sta rivedendo i propri marchi vinicoli sudafricani, ma non ha preso decisioni affrettate. «Non stiamo prendendo decisioni avventate su cosa fare, ma abbiamo avviato una revisione strategica», ha detto, secondo quanto riportato da Bloomberg e ripreso da The Drinks Business.
La revisione riguarda le attività vinicole di Heineken Beverages, la divisione nata dopo l’acquisizione di Distell e Namibia Breweries da parte di Heineken nel 2023, con un’operazione da 2,2 miliardi di euro. La transazione ha dato al produttore olandese una presenza molto più ampia nell’Africa australe e ha aggiunto al gruppo una serie di marchi vinicoli sudafricani affermati, in un’azienda conosciuta a livello globale soprattutto per la birra.
Van den Broek ha detto che la revisione comprende tutti i marchi vinicoli sudafricani di Heineken Beverages, tra cui Nederburg e JC Le Roux. Ha inoltre affermato che l’azienda sta valutando attivamente se sia in grado di competere efficacemente in alcuni segmenti del mercato vinicolo del Paese. Non ha precisato se Heineken stia prendendo in considerazione la vendita di attività legate al vino.
Le dichiarazioni evidenziano il difficile contrasto all’interno del portafoglio di bevande di Heineken in Sudafrica. Mentre l’azienda ha registrato un’accelerazione della crescita nella birra e nei prodotti pronti da bere, la sua attività vinicola è sotto pressione. La revisione è quindi rilevante per il settore delle bevande, perché un eventuale cambio di strategia potrebbe influire sulla direzione commerciale di un importante gruppo di marchi vinicoli sudafricani, anche se non è stata annunciata alcuna cessione.
Van den Broek ha riferito agli analisti che, dall’integrazione delle aziende acquisite, il gruppo ha dovuto affrontare perdite di quote di mercato e complesse difficoltà di integrazione. «Stiamo lavorando davvero duramente per riportare i volumi ai livelli precedenti nella nostra attività in Sudafrica», ha detto.
Le sue dichiarazioni arrivano inoltre dopo quelle dell’ex amministratore delegato di Heineken, Dolf van den Brink, il quale, prima di lasciare l’incarico a ottobre, aveva detto che il produttore di birra aveva «perso di vista alcuni aspetti commerciali». Al suo posto è subentrato Rafael Oliveira.
Anche i dirigenti di Heineken Beverages hanno descritto un contesto difficile per il vino in Sudafrica. Darno Van Dyk, responsabile della categoria vino di Heineken Beverages in Sudafrica, ha dichiarato a The Drinks Business che i consumatori sono sotto pressione finanziaria, i costi restano elevati e la concorrenza è intensa, non solo nel comparto vinicolo, ma nell’intero mercato degli alcolici.
«In questo momento il contesto è difficile per il vino», ha detto Van Dyk. Ha aggiunto che l’azienda vede la possibilità di tradurre la qualità dei prodotti in marchi più forti e in un maggiore valore per la categoria.
Van Dyk ha affermato che il portafoglio vinicolo dell’azienda vanta «un patrimonio e una credibilità autentici», citando marchi come Nederburg, Durbanville Hills e Zonnebloem. Ha però aggiunto che, secondo Heineken, si può fare di più per rafforzare i principali marchi di vini fermi e offrire ai consumatori motivi più chiari per sceglierli e passare a prodotti di fascia superiore all’interno della gamma.
Le sue dichiarazioni suggeriscono che la revisione non riguarda soltanto possibili cambiamenti strutturali, ma anche il posizionamento dei marchi e i prezzi in un mercato in cui il vino sudafricano è da tempo associato a un buon rapporto qualità-prezzo. Van Dyk ha detto che il Paese dovrebbe avere più fiducia nella capacità di costruire marchi e narrazioni capaci di consentire ai suoi vini di raggiungere prezzi più in linea con la loro qualità.
Ha sostenuto che per anni il Sudafrica è stato conosciuto per offrire vini di ottima qualità a prezzi competitivi, ma che questa reputazione non dovrebbe impedire ai produttori di puntare a prezzi più alti quando la qualità lo giustifica. Ha inoltre affermato che la vendemmia 2026 offre al settore motivi di ottimismo.
Per Heineken, tuttavia, la sfida immediata consiste nel conciliare questa prospettiva di lungo periodo con le realtà commerciali attuali. L’azienda sta ancora assorbendo gli effetti di una grande acquisizione e la sua attività vinicola sembra aver reagito più lentamente rispetto ad altre categorie del portafoglio. La revisione lascia intendere che la dirigenza si stia chiedendo se tutte le componenti dell’attività vinicola siano in linea con i piani di crescita o se alcune richiedano un’esecuzione più rigorosa, un approccio commerciale diverso o un ambito d’azione più circoscritto.
La tempistica è significativa, perché nel terzo trimestre i risultati complessivi di Heineken sono stati migliori del previsto. Nella stessa conference call con gli analisti, mercoledì 28 ottobre, l’azienda ha dichiarato che i volumi del gruppo sono cresciuti più del previsto, sostenuti dalla forte domanda di birra in Asia e dalla ripresa nelle Americhe. Gli investitori hanno reagito positivamente e le azioni Heineken sono salite del 2,2%.
In una nota sui risultati, Oliveira ha affermato che l’azienda dispone di «solide basi», ma non riesce a trasformarle con continuità in crescita né a conquistare abbastanza spesso consumatori e clienti. Ha chiesto un’esecuzione più rapida e una maggiore responsabilizzazione, e ha detto che illustrerà più nel dettaglio i suoi piani quando Heineken presenterà i risultati dell’intero esercizio a febbraio 2027.
Il portafoglio vinicolo sudafricano si trova così in una fase di incertezza. I marchi restano parte di una grande piattaforma di bevande nata da una delle maggiori operazioni del settore nella regione, ma Heineken segnala che il loro ruolo futuro è oggetto di una nuova valutazione, mentre l’azienda cerca di migliorare i risultati in un mercato competitivo e sensibile ai prezzi.