Il Senato francese approva un disegno di legge per agevolare le licenze per la vendita di alcolici nei piccoli comuni rurali
La proposta consentirebbe nuove licence IV nei comuni con meno di 3.500 abitanti e al massimo una licenza già esistente
venerdì 23 ottobre 2026

Il Senato francese ha approvato un disegno di legge volto a rendere più facile l’apertura o la riapertura di caffè nei piccoli comuni rurali, allentando le norme sulle licenze per la vendita di alcolici. Secondo i sostenitori, la misura potrebbe contribuire a riportare nei villaggi i bar scomparsi da molte zone di campagna.
La misura, adottata venerdì a Parigi, consentirebbe di rilasciare nuove licenze cosiddette «licence IV» nei comuni con meno di 3.500 abitanti e non più di una licenza di questo tipo. In Francia, la licence IV è l’autorizzazione che consente a un esercizio di vendere un’ampia gamma di bevande alcoliche da consumare sul posto, compresi i superalcolici.
La proposta non è ancora definitiva. Deve completare i restanti passaggi legislativi prima di poter entrare in vigore.
La modifica intende affrontare uno dei principali ostacoli per chi vorrebbe avviare un’attività nei piccoli centri e nei villaggi. Nell’attuale sistema, le licenze per la vendita di tutte le bevande alcoliche sono limitate e spesso difficili da ottenere. In pratica, chi vuole aprire un caffè o un bar in una zona rurale può dover acquistare una licenza esistente e trasferirla, un processo che può essere costoso e complicato. I sostenitori della riforma sostengono che queste norme abbiano poco senso nei luoghi che non hanno più un caffè e faticano a mantenere in vita attività commerciali e luoghi di aggregazione.
Aprendo la strada a nuove licence IV nei comuni più piccoli, i senatori puntano a facilitare il ritorno di caffè, bistrot e attività simili nei villaggi. In molte zone rurali, questi esercizi non sono soltanto attività commerciali, ma anche luoghi di ritrovo in cui gli abitanti si incontrano, mangiano e bevono.
Il disegno di legge riguarda i comuni con meno di 3.500 abitanti e al massimo una licenza per la vendita di tutte le bevande alcoliche già attiva: una soglia pensata per concentrarsi sui luoghi con un’offerta di ristorazione e ospitalità molto limitata. I sostenitori hanno presentato la misura come uno strumento concreto per sostenere la vita rurale senza deregolamentare in modo generalizzato la vendita di alcolici nel Paese.
Il voto del Senato è rilevante per il settore delle bevande, perché un eventuale aumento di caffè e bar nelle aree rurali potrebbe ampliare la rete di punti vendita di vino, birra e superalcolici nelle campagne francesi. Se la riforma diventasse legge e portasse a nuove aperture, potrebbe inoltre facilitare l’accesso al mercato per i produttori e i distributori di bevande che dipendono dal canale HoReCa, soprattutto nelle zone in cui gli esercizi autorizzati sono oggi pochi.
L’impatto potenziale resta incerto. Il disegno di legge non garantisce l’apertura di nuovi caffè e in molti luoghi la gestione di un bar rurale continua a essere difficile dal punto di vista economico, a causa del calo demografico, dei cambiamenti nelle abitudini dei consumatori e dell’aumento dei costi operativi. Tuttavia, rimuovere l’ostacolo delle licenze potrebbe eliminare uno dei principali impedimenti immediati per gli imprenditori che valutano un progetto in un piccolo centro o in un villaggio.
Il dibattito tocca una questione più ampia in Francia, dove da anni amministratori locali e parlamentari discutono del declino dei servizi nelle aree rurali. Molti villaggi hanno perso l’ultimo caffè, negozio di alimentari o panificio, lasciando agli abitanti meno luoghi pubblici per la vita quotidiana. La scomparsa dei caffè è stata spesso considerata parte di un più generale impoverimento del commercio locale.
In questo contesto, l’iniziativa del Senato viene presentata più come una misura di sviluppo rurale che come una modifica della politica sull’alcol. Il testo punta a ripristinare margini di flessibilità nei luoghi in cui gli esercizi autorizzati sono rari o assenti, limitando però la riforma ai piccoli comuni.
La proposta passa ora alla fase successiva dell’iter parlamentare. Finché la misura non sarà approvata in via definitiva, resteranno in vigore le attuali restrizioni per chi intende aprire un caffè con una licenza per la vendita di tutte le bevande alcoliche nelle aree rurali francesi.