Il Cile chiede agli Stati Uniti di ampliare le esenzioni dai dazi aggiuntivi del 12,5% sulle esportazioni

Gli ultimi colloqui si sono conclusi senza un accordo, lasciando produttori di vino e altri esportatori esposti a costi più elevati

venerdì 30 ottobre 2026

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Il Cile chiede agli Stati Uniti di ampliare le esenzioni dai dazi aggiuntivi del 12,5% sulle esportazioni

Il governo cileno ha dichiarato di aver incontrato giovedì 29 ottobre l’Ufficio del rappresentante per il commercio degli Stati Uniti per chiedere esenzioni più ampie dal dazio aggiuntivo del 12,5% che colpisce una parte delle esportazioni del Paese verso gli Stati Uniti.

All’incontro hanno partecipato Paula Estévez, sottosegretaria cilena per le relazioni economiche internazionali, e Jamieson Greer, rappresentante degli Stati Uniti per il commercio, durante la visita di Estévez negli Stati Uniti. Secondo il governo cileno, nei colloqui Estévez ha ribadito la richiesta del Cile di escludere altri prodotti dal dazio aggiuntivo e ha sollecitato condizioni commerciali favorevoli agli scambi bilaterali.

Il Cile ha dichiarato che i prodotti già esenti rappresentano il 53,6% delle esportazioni del Paese, ma Santiago punta ad aumentare questa quota. Al termine dell’incontro non è stato annunciato alcun nuovo accordo sui dazi e i negoziati restano aperti.

Gli ultimi colloqui si inseriscono in un più ampio percorso bilaterale che, secondo il Cile, è in corso dalla prima metà del 2025, dopo i primi annunci sui dazi dell’amministrazione Trump. Da allora, l’obiettivo cileno è stato preservare il miglior accesso possibile al mercato statunitense per i propri esportatori, dato che i funzionari lo descrivono come una delle più importanti destinazioni estere del Paese.

In dichiarazioni diffuse dal governo cileno, Estévez ha affermato che gli Stati Uniti hanno modificato la propria politica commerciale e stanno ora negoziando accordi bilaterali con diversi Paesi, dopo aver imposto dazi a tutti i partner commerciali. Ha aggiunto che il Cile si sta muovendo con pragmatismo per ottenere le migliori condizioni possibili per gli esportatori locali.

Estévez ha inoltre dichiarato che l’incontro di giovedì 29 ottobre è stato utile perché ha permesso al Cile di ribadire direttamente la propria posizione ai funzionari statunitensi. Ha rinnovato l’opposizione del Paese ai dazi e sostenuto che altri prodotti cileni dovrebbero essere esentati. Ha aggiunto che il Cile resta aperto a quella che ha definito una soluzione pragmatica e vantaggiosa per entrambe le parti.

L’incontro si è svolto dopo il più recente ciclo di negoziati, tenutosi ad agosto, quando una delegazione statunitense guidata dal vice rappresentante per il commercio Jeffrey Goettman si era recata in Cile. Il contatto del 29 ottobre segnala che entrambe le parti sono ancora impegnate nei colloqui, anche se non è stato ancora annunciato alcun passo avanti.

La disputa sui dazi ha conseguenze che vanno oltre il più ampio settore delle esportazioni cilene, perché un eventuale ampliamento delle esenzioni potrebbe incidere direttamente sul commercio di bevande. Il vino è tra i prodotti cileni soggetti al dazio aggiuntivo del 12,5% e un’eventuale esenzione migliorerebbe probabilmente la posizione dei produttori cileni sul mercato statunitense. Dazi più bassi potrebbero inoltre modificare le condizioni di concorrenza tra i vini importati e altre categorie di bevande, incidendo sui prezzi al dettaglio, sui margini e sull’attrattiva relativa dei diversi Paesi d’origine.

I colloqui sono quindi particolarmente importanti per l’industria vinicola cilena, che dipende fortemente dai mercati esteri e considera da tempo gli Stati Uniti una destinazione chiave. Per importatori, distributori e rivenditori statunitensi, l’esito potrebbe influenzare le decisioni di approvvigionamento, qualora i costi dei dazi restassero invariati o venissero ridotti per alcuni prodotti ma non per altri.

Il governo cileno non ha fornito un elenco dettagliato dei prodotti discussi nell’ultimo incontro, né ha precisato se le due parti abbiano ridotto le divergenze su merci specifiche. La sua dichiarazione si è concentrata invece sull’impegno generale del Cile ad ampliare la gamma di prodotti esenti e a mantenere un accesso favorevole al mercato statunitense.

L’incontro del 29 ottobre si è svolto durante una visita negli Stati Uniti legata al programma “Navigating the Global Trade Reset: Strategic Options for Latin America and the Caribbean”, organizzato dalla Development Bank of Latin America and the Caribbean e dal Georgetown Americas Institute. Il Cile ha dichiarato che la visita ha incluso anche incontri con altri funzionari statunitensi sul più ampio rapporto economico tra i due Paesi.

Secondo il governo cileno, l’agenda di Estévez negli Stati Uniti ha previsto colloqui con Juan Pablo Segura presso il Dipartimento di Stato e con alti funzionari del Dipartimento del Commercio responsabili per industria e sicurezza e per il commercio internazionale. Anche questi incontri si sono concentrati sui rapporti economici tra Cile e Stati Uniti, a conferma che la questione dei dazi viene affrontata insieme a una più ampia serie di discussioni commerciali e strategiche.

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