La Commissione europea rinvia al 2027 le norme UE sulle etichette degli imballaggi
Il rinvio consente una consultazione pubblica prima che le aziende di tutta l’UE riprogettino gli imballaggi per il nuovo sistema
martedì 27 ottobre 2026

La Commissione europea ha rinviato al secondo trimestre del 2027 una tappa fondamentale nell’introduzione delle nuove etichette per gli imballaggi nell’Unione europea, dando alle autorità il tempo di svolgere una consultazione pubblica prima dell’adozione delle norme, secondo quanto riferito lunedì da On-Pack Recycling Label, o OPRL.
La misura rinviata è l’atto di esecuzione che definirà le modalità pratiche di applicazione dell’etichettatura prevista dal regolamento UE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, noto come PPWR. Inizialmente la pubblicazione era prevista per il 12 agosto 2026. OPRL, un’organizzazione britannica che si occupa di etichettatura degli imballaggi, ha dichiarato che la Commissione ha ora posticipato il calendario mentre proseguono i lavori sul sistema.
Il rinvio è rilevante per le aziende che vendono prodotti confezionati nell’UE, perché le future etichette dovrebbero comparire in tutta l’Unione e aiutare i consumatori a differenziare i rifiuti. Le norme intendono inoltre identificare gli imballaggi riutilizzabili, indicare quali prodotti rientrano nei sistemi di deposito cauzionale e segnalare la presenza di materiale riciclato e di origine biologica.
Jude Allan, direttrice generale di OPRL, ha dichiarato che l’organizzazione accoglie con favore la conferma che i lavori proseguono e che si svolgerà una consultazione prima dell’attuazione. In dichiarazioni pubblicate da Sustainable Packaging News, Allan ha affermato che OPRL intende fornire indicazioni ai propri membri sui nuovi requisiti, ma ritiene anche necessario verificare il funzionamento della proposta prima della sua approvazione definitiva.
Il rinvio concede ai produttori più tempo per prepararsi, ma prolunga anche l’incertezza per le aziende che devono riprogettare imballaggi ed etichette. In base al quadro del PPWR, una volta entrato in vigore l’atto di esecuzione sull’etichettatura, i produttori di imballaggi avranno due anni per assicurarsi che i prodotti siano etichettati correttamente. Allan ha dichiarato che rispettare questa scadenza sarà difficile, soprattutto per le aziende con ampi portafogli di prodotti.
Ha spiegato che una questione ancora irrisolta è se il termine di due anni si applicherà ai prodotti già sugli scaffali dei negozi o agli imballaggi immessi in produzione dopo l’entrata in vigore delle norme. La distinzione potrebbe influire sui tempi entro cui le aziende dovranno sostituire i vecchi design, esaurire le scorte esistenti o modificare le tirature di stampa e le giacenze.
Le tempistiche sono particolarmente importanti per i produttori di bevande, tra cui vino, birra, distillati e altre bevande confezionate vendute nell’UE, perché le modifiche alle etichette devono spesso essere coordinate per numerose referenze, formati di bottiglia, confezioni multiple e mercati di esportazione. Per gli importatori, così come per i produttori con sede nell’UE, le norme definitive sull’etichettatura potrebbero richiedere aggiornamenti non solo degli imballaggi primari, ma anche di quelli secondari e terziari utilizzati per il trasporto e la distribuzione al dettaglio.
OPRL ha dichiarato che le aziende dovrebbero iniziare a prepararsi prima della pubblicazione delle norme definitive. Allan ha spiegato che il primo passo è analizzare nel dettaglio la composizione degli imballaggi, considerando non solo il materiale principale, ma anche gli altri elementi che potrebbero incidere sulla riciclabilità. Ha inoltre affermato che le aziende dovrebbero esaminare i Paesi in cui operano, così da essere pronte a rispettare eventuali requisiti nazionali che si affiancheranno al sistema valido in tutta l’UE.
L’avvertimento riflette una sfida più ampia insita nel PPWR. Sebbene il regolamento miri a creare un quadro comune in tutta l’Unione, i produttori devono comunque tenere conto dei sistemi locali di gestione dei rifiuti, delle esigenze linguistiche e degli eventuali obblighi di conformità specifici dei singoli mercati. Per le aziende del settore delle bevande, ciò potrebbe rendere più complessa la riprogettazione di etichette e imballaggi esterni nei diversi Paesi.
Le prossime modifiche all’etichettatura rientrano in una più ampia revisione degli imballaggi in Europa. Secondo OPRL, entreranno in vigore insieme a una transizione graduale verso formati di imballaggio riciclabili e a requisiti relativi al contenuto di materiale riciclato. Le aziende potrebbero quindi dover modificare non solo le informazioni stampate sulle etichette, ma anche i materiali e i formati utilizzati.
Per le aziende del Regno Unito che esportano nell’UE, il rinvio non elimina la necessità di pianificare. OPRL ha indicato tra le probabili sfide l’estensione delle norme sull’etichettatura a tutti gli imballaggi, compresi quelli secondari e terziari, e non soltanto alle confezioni visibili ai consumatori. Ciò amplierebbe le ricadute operative per produttori, distributori e operatori della logistica.
L’Irlanda del Nord dovrebbe affrontare una particolare questione di conformità a causa del Quadro di Windsor, l’accordo che disciplina le norme commerciali post-Brexit tra l’Irlanda del Nord e la Repubblica d’Irlanda. OPRL ha dichiarato che le aziende che operano in Irlanda del Nord dovrebbero applicare le etichette previste dal PPWR, il che potrebbe costringere alcune imprese ad attivarsi prima di altre sul mercato britannico.
Allan ha dichiarato che, una volta definito il sistema dell’UE, il Regno Unito dovrebbe introdurre le proprie etichette nell’ambito della responsabilità estesa del produttore per gli imballaggi, o pEPR. Secondo Allan, le etichette dovrebbero essere allineate al modello UE, riducendo potenzialmente nel tempo le duplicazioni per le aziende attive in entrambi i mercati. Per le imprese che operano in Irlanda del Nord, ha aggiunto, questo potrebbe significare trovarsi in anticipo rispetto alle altre quando il sistema britannico sarà definito, pur dovendo affrontare difficoltà nel breve periodo.
La decisione della Commissione di rinviare l’atto di esecuzione a dopo la consultazione indica che le autorità stanno ancora valutando come dovrà funzionare concretamente il sistema di etichettatura e come sarà compreso dai consumatori. Allan ha affermato che il settore dovrebbe tenere presente che i cambiamenti rappresentano una sfida non solo per i produttori, ma anche un importante cambiamento per il pubblico.
Ha dichiarato che OPRL sta conducendo ricerche sui consumatori per individuare i possibili motivi di confusione e gli aspetti per i quali il futuro sistema potrebbe richiedere comunicazioni più chiare. Il lavoro prosegue mentre le aziende dell’intera filiera degli imballaggi attendono che la Commissione definisca i dettagli finali, dai quali dipenderà l’aspetto delle etichette sui prodotti venduti in tutta l’UE.