La Francia alza a 36,7 milioni di ettolitri le previsioni per la vendemmia 2026

Rese migliori in Languedoc-Roussillon e Charentes portano la produzione nazionale al 3% sopra il 2025, ma ancora il 10% sotto la media

venerdì 6 novembre 2026

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Venerdì 6 novembre la Francia ha rivisto al rialzo le previsioni per la vendemmia 2026, dopo rese superiori alle attese in diverse regioni chiave. La revisione porta ora la produzione nazionale leggermente sopra quella del 2025, anziché al di sotto.

Agreste, il servizio statistico del ministero dell’Agricoltura, ha stimato la produzione 2026 in 36,7 milioni di ettolitri al 1° novembre, rispetto ai 34,9 milioni di ettolitri previsti nella stima del 1° ottobre. L’aumento di 1,8 milioni di ettolitri corrisponde a una revisione al rialzo del 5,2% rispetto alle previsioni precedenti. Un ettolitro equivale a 100 litri.

La variazione è significativa perché inverte il confronto su base annua a livello nazionale. A ottobre, la stima del ministero indicava una vendemmia 2026 inferiore del 2% rispetto al 2025. La nuova previsione la colloca invece il 3% sopra il 2025. Anche dopo la revisione, tuttavia, la vendemmia dovrebbe restare il 10% sotto la media del periodo 2021-2025, un miglioramento rispetto al deficit del 14% previsto un mese prima.

Secondo il ministero, la revisione al rialzo è dovuta soprattutto a rese superiori alle attese in Languedoc-Roussillon, nel sud della Francia, e in Charentes, nell’ovest del Paese. Le due aree rappresentano complessivamente circa la metà della produzione vinicola francese. Le stime sono migliorate anche in Champagne e nel sud-est.

I dati evidenziano una netta divergenza tra le regioni. In Languedoc-Roussillon, Agreste prevede ora una produzione superiore del 25% alla debole vendemmia 2025, rispetto all’aumento del 20% stimato a ottobre. In confronto alla media del periodo 2021-2025, la produzione regionale dovrebbe superarla del 6%, contro il 2% indicato nella stima precedente. La revisione suggerisce che le condizioni di fine stagione nel sud abbiano contribuito a limitare i danni causati dalla siccità e dal caldo.

Il miglioramento nel sud non ha riportato l’intero Paese ai livelli medi recenti né compensato le forti perdite in alcune zone della Francia settentrionale. La previsione per la Champagne è stata rivista al rialzo rispetto a ottobre, ma la produzione dovrebbe comunque risultare inferiore del 38% rispetto al 2025. Agreste ha dichiarato che la regione è stata colpita da gelate, grandine, siccità e caldo estivo. In Borgogna-Beaujolais la produzione dovrebbe diminuire del 22% rispetto al 2025, mentre per la Valle della Loira è previsto un calo del 7%. Anche in Alsazia la produzione dovrebbe essere inferiore a quella dell’anno scorso.

Altre regioni dovrebbero registrare aumenti rispetto ai bassi livelli del 2025. La produzione di Bordeaux dovrebbe crescere del 10% rispetto al 2025, pur restando l’11% sotto la media quinquennale. Secondo le stime del ministero, la produzione del sud-ovest dovrebbe aumentare del 15% rispetto al 2025 e quella del sud-est del 7%.

Agreste ha precisato che la vendemmia 2026 è stata influenzata non solo dalle condizioni meteorologiche, ma anche dalla riduzione della superficie vitata. La Francia sta diminuendo le superfici a vite attraverso piani di estirpazione sostenuti dallo Stato, con l’obiettivo di contrastare l’eccesso di offerta e sostenere i prezzi in un mercato vinicolo sotto pressione per il calo della domanda e i cambiamenti nei consumi. Il ministero ha dichiarato che il programma attuale riguarda 27.000 ettari e dovrebbe ridurre la superficie vitata complessiva a circa 740.000 ettari, rispetto ai quasi 800.000 di cinque anni fa.

Gli ultimi dati sono stime della vendemmia, non dichiarazioni definitive né una misura dei volumi che saranno effettivamente disponibili per la vendita. In Champagne, in particolare, il numero di bottiglie immesse sul mercato dipende dalle decisioni degli organismi di settore della regione, oltre che dai livelli di produzione e dalla domanda.

La revisione di novembre segna comunque un cambiamento importante nelle prospettive per la Francia, secondo produttore mondiale di vino dopo l’Italia. Un mese fa il governo prevedeva che la vendemmia 2026 sarebbe stata inferiore a quella già debole del 2025. Ora si attende un modesto aumento rispetto a quel livello, anche se la produzione nazionale resta ben al di sotto della media degli ultimi cinque anni e vaste aree del Paese, in particolare la Champagne e altri vigneti settentrionali, continuano a subire perdite consistenti.

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