Le esportazioni di vino greco negli Stati Uniti calano del 6% con i nuovi dazi USA

Secondo i dati dell’ambasciata, la Grecia ha registrato risultati migliori dell’UE, le cui spedizioni di vino negli Stati Uniti sono diminuite del 21,1% in valore durante il periodo dei dazi

venerdì 6 novembre 2026

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Nel 2026 le esportazioni di vino greco e, più in generale, europee verso gli Stati Uniti sono diminuite, penalizzate da un dazio statunitense del 15% sulle importazioni e dal calo dei consumi di alcolici, secondo un briefing citato in un aggiornamento pubblicato giovedì 5 novembre dalla Camera di Commercio di Xanthi.

La Camera ha dichiarato che i dati provengono dall’Ufficio per gli Affari economici e commerciali dell’Ambasciata greca a Washington. Secondo i dati provvisori di Eurostat relativi al periodo da gennaio ad agosto 2026, il valore delle esportazioni di vino greco verso gli Stati Uniti è diminuito del 6% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre i volumi esportati sono calati dell’1%.

I dati indicano che il vino greco ha resistito meglio del mercato europeo nel suo complesso, nonostante la flessione delle spedizioni. Nell’intera Unione europea, le esportazioni di vino verso gli Stati Uniti sono diminuite nettamente durante il primo anno del regime tariffario, da aprile 2025 a marzo 2026. In quel periodo, il valore delle esportazioni di vino dell’UE verso gli Stati Uniti è calato del 21,1%, mentre i volumi sono diminuiti del 9%.

Secondo la sintesi della Camera, il briefing dell’ambasciata ha indicato nei dazi statunitensi una delle principali cause della flessione. Ha inoltre segnalato un calo più generale dei consumi di bevande alcoliche. Questa combinazione ha reso più difficile l’accesso al mercato statunitense per i produttori europei, in un momento in cui molti esportatori lo considerano una delle loro principali destinazioni extraeuropee.

Il rapporto ha inoltre rilevato che gli effetti dei dazi sono stati amplificati dal calo dei consumi di vino, dalle oscillazioni dei tassi di cambio e da una minore presenza dei prodotti europei nei canali distributivi e sugli scaffali dei punti vendita statunitensi. I produttori europei hanno inoltre subito notevoli pressioni sui prezzi e sui margini di profitto.

Queste pressioni riguardano l’intero settore delle bevande, non solo le aziende vinicole, ma anche gli importatori, i distributori e i rivenditori legati alle etichette europee. Un valore inferiore delle esportazioni e prezzi più compressi possono ridurre i ricavi e i margini, mentre una presenza più debole nelle reti distributive può rendere più difficile per i marchi mantenere spazio sugli scaffali in un mercato strategico.

I dati sulla Grecia indicano che, finora, i produttori del Paese hanno mostrato una maggiore resilienza rispetto alla media dell’UE, almeno se confrontati con il calo registrato nell’insieme del blocco durante il periodo dei dazi. I dati greci mostrano tuttavia che gli esportatori non sono rimasti immuni dall’indebolimento del mercato. Una flessione del 6% in valore a fronte di un calo dei volumi di appena l’1% suggerisce inoltre che le condizioni di prezzo potrebbero essersi indebolite anche in presenza di spedizioni relativamente stabili.

La Camera ha dichiarato che il Comitato europeo delle imprese vitivinicole, noto come CEEV, chiede il ripristino del precedente regime tariffario e sostiene che il vino dovrebbe essere escluso dagli oneri aggiuntivi. Il briefing a cui fa riferimento contiene statistiche e valutazioni dettagliate sull’andamento delle esportazioni di vino greco ed europeo verso gli Stati Uniti.

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