Il Consiglio del vino di Bordeaux fissa un prezzo indicativo volontario di 1.100 euro per tonneau

Il riferimento non vincolante per il rosso AOP Bordeaux non biologico punta a orientare viticoltori e commercianti in un mercato segnato dall’eccesso di offerta

sabato 31 ottobre 2026

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Il Consiglio del vino di Bordeaux fissa un prezzo indicativo volontario di 1.100 euro per tonneau

Il Consiglio interprofessionale del vino di Bordeaux ha pubblicato un indicatore volontario di prezzo pari a 1.100 euro per tonneau per il rosso AOP Bordeaux non biologico venduto sfuso, con l’obiettivo di offrire a viticoltori e commercianti un riferimento comune in un mercato ancora sotto pressione.

L’indicatore è stato reso pubblico il 20 ottobre dal Conseil Interprofessionnel du Vin de Bordeaux, o CIVB. Si applica al rosso Bordeaux con denominazione AOP, la categoria francese dei vini a denominazione protetta, e corrisponde a circa 122 euro per ettolitro. Il Consiglio ha dichiarato che il parametro vuole contribuire a orientare le transazioni di vino sfuso tra viticoltori e négociants, ovvero commercianti di vino, senza renderne obbligatorio l’utilizzo.

La misura segue un approccio analogo già adottato nella Valle del Rodano. A Bordeaux arriva dopo un compromesso tra la componente produttiva e quella commerciale del settore, impegnate a trovare un modo semplice per dare un riferimento alle trattative in un mercato debole. Non è certo che l’indicatore possa contribuire a far salire i prezzi effettivi delle transazioni, ma fornisce a entrambe le parti un riferimento pubblicato in un momento in cui i prezzi sono una delle principali fonti di tensione.

Il CIVB ha calcolato l’indicatore applicando una formula semplice: la media aritmetica tra il costo medio di produzione e il prezzo medio del vino sfuso registrato durante la campagna 2025/26. Da un lato del calcolo, il costo medio di produzione è stato fissato a 1.300 euro per tonneau. Il dato deriva da informazioni contabili di circa 60 aziende vitivinicole particolarmente orientate alla vendita di vino sfuso. Dall’altro, il prezzo medio della campagna è stato pari a 877 euro per tonneau, secondo i dati registrati dall’organismo interprofessionale. Il valore intermedio ottenuto è stato arrotondato a 1.100 euro per tonneau.

Il parametro ha rilevanza al di là della discussione sui prezzi in senso stretto, perché il vino sfuso rappresenta una quota importante dell’attività del Bordeaux rosso. Secondo il CIVB, nella campagna 2025/26 il vino sfuso ha costituito il 63% della prima commercializzazione di Bordeaux rosso. Ciò significa che qualsiasi prezzo di riferimento pubblicato potrebbe influenzare una quota significativa delle transazioni nel commercio vinicolo della regione, soprattutto per le aziende che acquistano, assemblano, imbottigliano o distribuiscono vino su larga scala.

L’organizzazione di settore ha dichiarato di essersi avvalsa della possibilità prevista dall’articolo 172 ter delle norme sull’organizzazione comune dei mercati per i vini con status AOP o IGP. In pratica, questo quadro consente ai gruppi di produttori e agli organismi interprofessionali di pubblicare indicatori destinati a orientare il mercato. Il CIVB precisa che il dato è un riferimento, non un prezzo minimo né una clausola contrattuale vincolante. Acquirenti e venditori restano liberi di utilizzarlo o ignorarlo.

Il contesto è quello di un mercato bordolese ancora alle prese con un lungo periodo di eccesso di offerta, il calo dei consumi in alcuni segmenti e gli sforzi per ridurre la produzione. L’articolo originale ha rilevato che il CIVB potrebbe adeguare l’indicatore se le condizioni di mercato dovessero cambiare. Le prospettive a breve termine dipendono ora in larga misura dall’evoluzione di domanda e offerta durante la vendemmia 2026 e dopo la successiva dichiarazione di raccolto.

Nel vigneto sono già in corso cambiamenti strutturali. Negli ultimi tre anni, in Gironda sono stati estirpati 24.000 ettari nel tentativo di allineare più da vicino la produzione alla domanda. Anche le difficoltà meteorologiche hanno inciso sui volumi. Questi due fattori sono seguiti con attenzione perché, se continueranno a limitare i quantitativi, potrebbero accelerare il riequilibrio del mercato.

Secondo i dati citati dall’organismo di settore, anche le scorte sono in calo. Nel 2025 la produzione di Bordeaux rosso è stata pari a 789.000 ettolitri, mentre dalle cantine ne sono usciti 936.500. La differenza suggerisce che le giacenze siano state smaltite, anziché ricostituite. Lo stesso insieme di dati mostra che nel 2025 il rosso AOP Bordeaux ha rappresentato il 27% della produzione totale di Bordeaux, sottolineando il peso economico della categoria interessata dal nuovo indicatore.

Per i viticoltori, la pubblicazione equivale al riconoscimento pubblico che i prezzi medi di mercato sono rimasti inferiori ai costi medi di produzione. Per i commercianti, crea un riferimento che tiene conto sia dei costi sia delle condizioni effettive delle transazioni, anziché basarsi soltanto su uno dei due elementi. Il compromesso non risolve da solo lo squilibrio di fondo, ma formalizza un valore che può ora essere utilizzato nelle trattative di un mercato in cui le vendite di vino sfuso restano il canale dominante.

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