Maculan sceglie per la prima volta una barrique PIWI per l’imbottigliamento benefico di Santalucia

Le 300 bottiglie numerate finanzieranno uno studio tra Veneto e Stati Uniti su nuove terapie per la degenerazione maculare legata all’età

giovedì 5 novembre 2026

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Maculan, storica cantina di Breganze, in Veneto, rinnova il proprio sostegno alla ricerca sulle patologie oculari con la 17ª edizione di Santalucia, un progetto benefico realizzato insieme alla Fondazione Banca degli Occhi del Veneto. Per la prima volta dall’avvio dell’iniziativa, la barrique scelta per il progetto contiene un vino PIWI, ottenuto da varietà di vite selezionate per resistere alle malattie fungine e ridurre la necessità di trattamenti in vigneto.

La barrique è stata scelta con una degustazione alla cieca da una giuria composta da critici enogastronomici, giornalisti, imprenditori e rappresentanti delle istituzioni. I giurati hanno assaggiato sei campioni e selezionato il vino che sarà imbottigliato come Santalucia. Dalla barrique verranno prodotte 300 bottiglie numerate, il cui ricavato sarà destinato al Lucy Project, uno studio sulla degenerazione maculare legata all’età.

Secondo la fondazione e la cantina, il Lucy Project è condotto in collaborazione con il National Eye Institute di Bethesda, nel Maryland, uno dei principali centri di ricerca oftalmologica degli Stati Uniti. Il lavoro si basa sull’esperienza della fondazione nella terapia cellulare e su ricerche ispirate agli studi dello scienziato Shin’ya Yamanaka, insignito del Nobel. L’obiettivo è riprogrammare le cellule del sangue di un paziente trasformandole in cellule sane dell’epitelio pigmentato retinico, con l’intento di migliorare i risultati delle terapie per le persone affette da degenerazione retinica.

Il progetto affronta una patologia che, secondo gli specialisti, avrà un impatto sempre maggiore sulle popolazioni che invecchiano nei prossimi anni. La degenerazione maculare legata all’età è una delle principali cause di cecità nei Paesi occidentali e la fondazione ha dichiarato che il nuovo studio intende contribuire allo sviluppo di terapie anche per altre patologie retiniche.

Le 300 bottiglie saranno presentate ufficialmente il 10 dicembre durante una cena benefica al ristorante Le Calandre, gestito dai fratelli Alajmo a Rubano, nei pressi di Padova. Ciascuna bottiglia avrà un’etichetta dipinta a mano dai giovani artisti di Atelier In.Perfetto, il laboratorio creativo gestito dalla cooperativa sociale Vite Vere Down Dadi di Padova, che offre percorsi di formazione professionale a persone con disabilità intellettive.

Fausto Maculan, alla guida della cantina di famiglia, ha dichiarato che la scelta riflette anche la strategia ambientale dell’azienda. Le uve utilizzate per il vino provengono da varietà PIWI resistenti alle malattie, che richiedono meno trattamenti in vigneto e contribuiscono così a rendere più sostenibile la viticoltura della cantina. Maculan ha spiegato che l’azienda ha impiantato queste varietà nel 2007 e ne ha progressivamente ampliato l’impiego, con il miglioramento dei risultati in vigneto.

Il vino scelto per il progetto Santalucia è stato ottenuto da Cabernet Volos e Merlot Khorus, due varietà PIWI coltivate dalla cantina. Maculan ha dichiarato che le uve sono state vinificate in piccoli serbatoi di acciaio inox e successivamente affinate in barrique di rovere, prima che la barrique vincitrice fosse selezionata per l’imbottigliamento benefico.

Da 17 anni il progetto Santalucia unisce il vino alla ricerca medica. La collaborazione coinvolge uno dei produttori vinicoli più noti del Veneto, da tempo legato al Torcolato, e un istituto di ricerca regionale che si occupa di donazione di cornee, banca dei tessuti oculari e medicina rigenerativa. Gli organizzatori hanno dichiarato che l’obiettivo non è soltanto raccogliere fondi, ma anche riunire imprenditori, ricercatori e sostenitori attorno a uno specifico obiettivo clinico.

Diego Ponzin, presidente della fondazione, ha dichiarato che l’iniziativa è diventata un appuntamento annuale per i sostenitori della ricerca scientifica e per i membri del mondo imprenditoriale che collaborano con la fondazione. Ha aggiunto che questa edizione è incentrata sull’ambizioso obiettivo di sviluppare terapie per le patologie retiniche, che restano una delle principali cause di cecità nel mondo occidentale.

La scelta di un vino PIWI segna una nuova tappa per un progetto che tradizionalmente lega la raccolta di fondi a una singola barrique selezionata ogni anno. In questa edizione, gli organizzatori associano la raccolta fondi anche a due temi più ampi, sempre più rilevanti per l’agricoltura e la medicina italiane: la ricerca di metodi agricoli più sostenibili e lo sviluppo di terapie cellulari per le malattie degenerative croniche.

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