Regno Unito, accisa sui distillati in aumento del 4,55% da febbraio 2027
Dal 2027 le bevande oltre il 22% vol. saranno soggette a un’accisa di £35,54 per litro di alcol puro: circa 43,4 pence in più per una bottiglia standard, IVA esclusa.
giovedì 29 ottobre 2026

Mercoledì 28 ottobre il governo britannico ha dichiarato di voler aumentare del 4,55% l’accisa sui distillati dal 1° febbraio 2027, incrementando il carico fiscale su prodotti come whisky, gin, vodka e rum venduti in uno dei mercati degli spirit più importanti al mondo.
In base alle aliquote aggiornate pubblicate da HM Revenue & Customs, l’accisa sulle bevande con una gradazione alcolica superiore al 22% salirà da £33,99 a £35,54 per litro di alcol puro. L’aumento è pari a £1,55 per litro di alcol puro. HMRC è l’autorità fiscale e doganale del Regno Unito e pubblica i dettagli e le aliquote delle accise annunciate dal governo.
La modifica riguarda i distillati e le altre bevande distillate che rientrano in questa fascia alcolica. Poiché l’imposta è calcolata sulla quantità di alcol puro contenuta nel prodotto, l’impatto su ogni bottiglia varia in base al formato e alla gradazione. Per una bottiglia standard da 70 centilitri al 40% vol., l’accisa aumenterebbe da circa £9,52 a circa £9,95, secondo un calcolo basato sulle aliquote pubblicate. Si tratta di 43,4 pence in più per bottiglia, IVA esclusa.
L’annuncio interessa produttori, importatori, distributori e rivenditori di distillati nel Regno Unito. Il Paese è un mercato importante sia per i marchi nazionali sia per i fornitori esteri: le variazioni delle aliquote possono quindi influire su prezzi, margini e strategie di vendita in tutto il settore. La misura aumenta il costo fiscale della vendita di distillati, ma non implica un rincaro automatico dei prezzi al dettaglio del 4,55%, poiché questi dipendono anche da costi di produzione, trasporto e confezionamento, margini dei rivenditori e IVA.
L’aggiornamento del governo riguarda un’imposta la cui entrata in vigore è prevista nel 2027, non un’aliquota già applicata. La tempistica è rilevante per le aziende che pianificano contratti, spedizioni e prezzi per il prossimo anno. Le imprese del settore degli spirit prendono spesso decisioni commerciali con mesi di anticipo, soprattutto in categorie fortemente orientate all’esportazione come lo Scotch whisky e il gin premium, dove scorte, invecchiamento e tempi di distribuzione possono coprire periodi lunghi.
Il materiale pubblicato indica inoltre che i miglioramenti alle agevolazioni per i piccoli produttori si applicano solo ai prodotti con una gradazione inferiore all’8,5% vol. La modifica non offre quindi uno sgravio diretto alla maggior parte dei distillati, che in genere vengono venduti a gradazioni molto più elevate. Di conseguenza, i produttori e i venditori di distillati inclusi nella fascia superiore al 22% dovranno comunque far fronte all’aliquota più alta, senza beneficiare di quella specifica modifica alle agevolazioni.
Nel Regno Unito, l’accisa è determinata in base alla categoria di prodotto e alla gradazione alcolica ed è calcolata in sterline per litro di alcol puro, non come quota del prezzo finale di vendita. Per questo motivo, a parità di formato, una bottiglia con una gradazione più elevata è generalmente soggetta a un’accisa maggiore rispetto a una con gradazione inferiore. L’aggiornamento del 28 ottobre mantiene invariato questo sistema, aumentando l’aliquota per le bevande alcoliche più forti.
Per le aziende che esportano nel Regno Unito, l’aumento annunciato aggiunge un ulteriore fattore di costo in un mercato già condizionato dalle oscillazioni valutarie, dai costi di trasporto, dalla domanda dei consumatori e dalle politiche fiscali. I produttori nazionali, invece, devono continuare a conciliare i costi degli input con la sensibilità ai prezzi nei supermercati, nei bar e nei negozi specializzati. La modifica pubblicata da HMRC offre una base più chiara per questi calcoli in vista del 1° febbraio 2027, data prevista per l’entrata in vigore della nuova aliquota.