Il governo britannico aumenterà del 4,55% l’accisa sul vino da febbraio 2027

La nuova aliquota HMRC aumenterà di circa 14 pence, al netto dell’IVA, l’accisa su una bottiglia tipica al 13% in un mercato chiave per le importazioni

giovedì 29 ottobre 2026

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Il governo britannico aumenterà del 4,55% l’accisa sul vino da febbraio 2027

Mercoledì 28 ottobre il governo britannico ha annunciato che aumenterà l’imposta sul vino venduto nel Regno Unito, facendo salire l’accisa sulle bottiglie nazionali e importate in un mercato importante per i fornitori di vino di tutto il mondo.

In base al nuovo tariffario pubblicato da HM Revenue & Customs, l’aliquota applicata al vino con una gradazione alcolica compresa tra l’8,5% e il 22% salirà da £30,62 a £32,01 per litro di alcol puro. La modifica entrerà in vigore il 1° febbraio 2027 e sostituirà l’aliquota in vigore da febbraio 2026.

L’aumento è pari a £1,39 per litro di alcol puro, ovvero il 4,55%, in linea con l’aggiornamento più ampio delle accise annunciato dal governo e collegato all’indice dei prezzi al dettaglio. HMRC, l’autorità fiscale e doganale del Regno Unito, ha pubblicato la misura e la tabella aggiornata delle aliquote nell’ambito dei piani di bilancio del governo.

Per una bottiglia standard da 75 cl di vino al 13% di gradazione alcolica, l’accisa salirebbe da circa £2,985 a circa £3,121, in base ai calcoli effettuati con le aliquote ufficiali. L’aumento sarebbe quindi di circa £0,136, ovvero all’incirca 14 pence a bottiglia, al netto dell’IVA.

La misura non significa che i prezzi al dettaglio siano già aumentati di tale importo. Modifica l’imposta applicata dal 1° febbraio 2027 e l’effetto sui prezzi a scaffale dipenderà da come importatori, produttori, distributori e rivenditori gestiranno il costo aggiuntivo nei prezzi e nei margini. L’aumento dell’accisa esercita comunque un’ulteriore pressione su una categoria in cui gradazione alcolica, posizionamento del prodotto e concorrenza sui prezzi possono incidere direttamente sulle decisioni commerciali.

L’annuncio è rilevante per le aziende vinicole perché il Regno Unito resta un mercato di destinazione importante e il sistema delle accise è legato alla gradazione alcolica. L’aumento non si traduce quindi soltanto in un conto più salato alla frontiera o lungo la filiera: può anche influenzare le decisioni su quali vini spedire, a che prezzo venderli e se alcuni produttori possano orientarsi verso prodotti a minore gradazione per ridurre il carico fiscale.

L’aliquota pubblicata si applica a un’ampia categoria di vini, con una gradazione alcolica compresa tra l’8,5% e il 22%. Poiché l’imposta è calcolata in base al contenuto di alcol puro, a parità di formato i vini più alcolici all’interno di questa fascia comportano un’accisa per bottiglia superiore rispetto a quelli con una gradazione più bassa. Per le aziende che vendono sul mercato britannico, anche un aumento relativamente contenuto dell’accisa per bottiglia può diventare significativo se applicato a grandi volumi.

HMRC ha presentato l’aumento come parte di un più ampio adeguamento di bilancio, non come una modifica delle politiche specificamente rivolta al vino. Per le aziende del settore, tuttavia, l’aggiornamento aggiunge un ulteriore fattore di costo in un mercato già condizionato da imposte, tassi di cambio, spese di spedizione e sensibilità dei consumatori ai prezzi. I documenti ufficiali pubblicati mercoledì 28 ottobre definiscono la nuova aliquota, ma l’impatto commerciale si farà sentire solo quando la misura entrerà in vigore, a febbraio 2027.

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