L’Abruzzo taglia del 10% la resa del Montepulciano d’Abruzzo prima della vendemmia 2026

Le autorità hanno detto che oltre 1 milione di ettolitri in giacenza minacciava i prezzi, lasciando 25 quintali per ettaro bloccati fino a giugno 2028.

12-08-2026

L’Abruzzo ha deciso di contenere l’offerta di vino in vista della vendemmia 2026, riducendo del 10% la resa autorizzata per il Montepulciano d’Abruzzo DOC e sottoponendo una parte del raccolto a un vincolo amministrativo dopo l’accumulo di ingenti scorte nelle cantine regionali.

Le misure sono state approvate dalla giunta regionale il 10 agosto su proposta del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, l’organismo di categoria che sovrintende ai vini protetti della regione. L’intervento arriva mentre produttori e autorità cercano di evitare che oltre 1 milione di ettolitri di Montepulciano d’Abruzzo DOC invenduto pesino sul mercato di una delle più importanti denominazioni rosse dell’Italia centrale.

Al 31 maggio, le cantine in Abruzzo detenevano in giacenza 1.084.336 ettolitri di Montepulciano d’Abruzzo DOC, secondo i dati regionali citati nel provvedimento. Le scorte di Pecorino erano pari a circa 240.000 ettolitri nelle sue diverse categorie, una stima approssimativa che comprende diversi stili e denominazioni.

Per il Montepulciano d’Abruzzo DOC, la regione ha ridotto la resa massima rivendicabile per la vendemmia 2026 da 150 a 135 quintali per ettaro. Nel settore vitivinicolo italiano, un quintale equivale a 100 chilogrammi. Dei 135 quintali ora consentiti, solo 110 quintali per ettaro saranno immediatamente disponibili per il normale impiego. I restanti 25 quintali per ettaro confluiranno in una riserva vendemmiale e resteranno bloccati fino al 30 giugno 2028.

La decisione equivale a un intervento diretto per rallentare il flusso di vino sul mercato. Le autorità regionali e il consorzio hanno detto che l’obiettivo è riequilibrare domanda e offerta ed evitare condizioni di mercato che possano spingere i prezzi al ribasso e indebolire il reddito dei produttori.

Anche il Pecorino, una categoria di vino bianco in rapida crescita in Abruzzo, è soggetto a controlli più severi. Per la vendemmia 2026, la produzione rivendicabile sotto IGT Terre d’Abruzzo o Terre Abruzzesi sarà limitata a 140 quintali per ettaro. Qualsiasi produzione tra 140,01 e 220 quintali per ettaro dovrà essere stoccata fino al 30 settembre 2027, salvo che il consorzio chieda in seguito una proroga.

Il governo regionale ha presentato entrambe le decisioni come misure precauzionali e non come interventi d’emergenza. Ha affermato che l’obiettivo era sostenere il valore di lungo periodo delle principali denominazioni vinicole della regione impedendo che volumi eccessivi arrivassero troppo rapidamente sul mercato.

Emanuele Imprudente, vicepresidente dell’Abruzzo e assessore regionale all’agricoltura, ha detto che le misure sono il risultato di confronti con il consorzio e con rappresentanti dell’intera filiera vitivinicola. Ha affermato che il ruolo della regione era coordinare interessi diversi e individuare azioni condivise che potessero proteggere il reddito dei produttori preservando al tempo stesso il valore delle denominazioni.

Alessandro Nicodemi, presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, ha detto che la principale preoccupazione era una significativa contrazione dei prezzi, soprattutto per il Montepulciano d’Abruzzo DOC, se gli attuali livelli di scorte fossero lasciati senza controllo. Ha affermato che le regole approvate mirano a preservare l’equilibrio del mercato, proteggere il lavoro di viticoltori e cantine e mantenere il posizionamento dei vini abruzzesi sui mercati italiani ed esteri.

La regione non ha pubblicato un confronto annuale sui livelli di stock né dati aggiornati sui prezzi insieme alla decisione. Questo lascia la dimensione dell’inventario, più che un calo documentato dei prezzi, come principale giustificazione pubblica dell’intervento. Anche così, il messaggio politico da L’Aquila era chiaro: con le giacenze già alte prima dell’inizio della vendemmia 2026, le autorità non vogliono che altro volume venga immesso senza limiti.

La mossa è notevole perché va oltre la normale gestione del vigneto e si spinge nel controllo attivo dell’offerta. In pratica, i produttori possono ancora raccogliere uve oltre la soglia liberamente disponibile, ma parte di quel vino resterà vincolata per mesi o anni nel sistema di riserva. Ciò può attenuare la pressione di breve periodo sul mercato, ma rinvia anche le decisioni per viticoltori e cantine che devono pianificare flussi di cassa, spazio in vasca e strategia di vendita intorno ai volumi bloccati.

L’Abruzzo si è anche fermato prima di compiere un altro passo richiesto dal consorzio. Il governo regionale ha rinviato una decisione su una proposta di sospendere per tre anni le nuove registrazioni di vigneti per il Montepulciano d’Abruzzo e per IGT Terre d’Abruzzo o Terre Abruzzesi. I funzionari hanno detto che la questione sarebbe stata affrontata a settembre attraverso un processo di consultazione separato con il consorzio, le organizzazioni agricole, le cooperative e la regione.

Quel rinvio suggerisce che ci fosse un accordo più ampio sui controlli alla vendemmia che non sulla limitazione dei futuri impianti. Le nuove registrazioni di vigneti incidono sulla capacità produttiva di lungo periodo e sul valore dei terreni, rendendole politicamente più sensibili dei limiti temporanei alle rese annuali o allo stoccaggio amministrativo.

Per ora, il segnale più chiaro dall’Abruzzo è che la vendemmia 2026 inizierà sotto una supervisione più rigorosa per due delle sue categorie di vino più visibili. Il Montepulciano d’Abruzzo, il rosso simbolo della regione, affronta una resa autorizzata più bassa e un meccanismo di riserva che blocca parte del raccolto fino alla metà del 2028. Il Pecorino affronta un tetto alla produzione rivendicabile e un obbligo di stoccaggio per i volumi eccedenti almeno fino alla fine del 2027. Le autorità regionali e il consorzio affermano che questi controlli sono necessari per evitare un ulteriore aumento delle scorte, proteggendo al tempo stesso il valore di mercato del vino abruzzese.