11-08-2026

Le cooperative vinicole italiane, guidate dai produttori dell'Alto Adige e del Trentino, si sono piazzate ai vertici di una nuova classifica mondiale pubblicata lunedì dalla rivista commerciale tedesca Weinwirtschaft, un risultato che sottolinea il peso del modello cooperativo in uno dei paesi produttori di vino più importanti d'Europa.
Cantina Terlano, la cantina altoatesina da tempo associata a bianchi da lungo invecchiamento, è stata nominata la migliore cooperativa vinicola del mondo nel concorso 2026 della rivista. Cavit, la grande cooperativa trentina, si è classificata seconda a livello mondiale. La cooperativa francese Plaimont è risultata terza.
La nuova classifica ha riservato all'Italia una presenza particolarmente forte nella top 20. Oltre a Terlano e Cavit, Cantina Kurtatsch dell'Alto Adige si è piazzata quinta, Cantina Andriano nona, Cantina Merano decima e Cantina Bolzano 13ª. Cantina Tramin, anch'essa dell'Alto Adige, ha chiuso la top 20 globale al 20° posto.
I risultati evidenziano la centralità dell'Alto Adige, la piccola regione settentrionale in cui le cantine cooperative svolgono un ruolo sproporzionato sia nella qualità sia nella produzione. Weinwirtschaft ha pubblicato anche una classifica separata dell'Alto Adige, nella quale Terlano precedeva Kurtatsch, Andriano, Merano e Bolzano. Tutte e cinque figuravano anche tra i nomi altoatesini entrati nella top 20 mondiale.
La posizione di Cavit vicino ai vertici della classifica globale ha attirato attenzione anche per le sue dimensioni. Il gruppo trentino lavora con 5.250 viticoltori e gestisce oltre 6.000 ettari di vigneti, secondo i dati citati nella classifica. Si tratta di circa il 60% della superficie vitata regionale, il che ne fa uno dei maggiori sistemi cooperativi del vino italiano.
La classifica di Weinwirtschaft limitata all'Italia, che esclude l'Alto Adige, ha collocato Cavit al primo posto tra le cooperative italiane. CVA Canicattì, una delle maggiori cantine cooperative della Sicilia, è risultata seconda, seguita da Cantina Valpolicella Negrar, un nome di primo piano nell'Amarone e nell'area più ampia della Valpolicella, al terzo posto. Citra Vini d'Abruzzo si è classificata quarta, e Cantine Settesoli di Sicilia quinta.
Il resto della top 10 italiana ha mostrato la distribuzione geografica del settore cooperativo del Paese. La Guardiense, con sede nel Sannio in Campania, si è classificata sesta. Cantina Colli del Soligo, storico produttore nell'area del Conegliano Valdobbiadene Prosecco, è risultata settima. Cantine Ermes, nata a Gibellina in Sicilia e cresciuta attraverso stabilimenti di proprietà e partnership in altre regioni, si è piazzata ottava. Cantina Vignaioli del Morellino di Scansano, cooperativa leader nella zona costiera toscana del Morellino, si è collocata al nono posto. Cantina Frentana d'Abruzzo ha completato la top 10.
La posizione di Settesoli nella classifica italiana rifletteva sia l'ampiezza della sua base vitata sia la perdurante importanza della Sicilia nel panorama cooperativo. Secondo i dati citati da WineNews nel riferire sulla classifica, la cantina coltiva circa 5.700 ettari, che si estendono dai vigneti vicino alla costa attorno a Menfi fino alle aree interne nei pressi del parco archeologico di Selinunte.
Al di fuori dell'Italia, la top 20 mondiale includeva una forte presenza francese e tedesca. Dopo Plaimont al terzo posto, Alliance de Vignerons Bourgogne Beaujolais si è classificata quarta, Marrenon sesta e Cave de Tain ottava. Altre cooperative francesi nella top 20 erano Sieur d’Arques al 16° posto ed Estandon al 18°. Anche la Germania ha piazzato diversi nomi in classifica, tra cui Weingärtner Cleebronn-Güglingen al settimo posto, Weinbiet Manufaktur all'11°, Sasbacher Winzerkeller al 12°, Weinmanufaktur Stuttgart al 14°, Lauffener Weingärtner al 15°, Badischer Winzerkeller al 17° e Burkheimer Winzer am Kaiserstuhl al 19°.
I risultati contano perché le cooperative restano una parte fondamentale dell'economia del vino in Italia e in tutta Europa. In molte regioni, rappresentano la principale via di accesso al mercato per i produttori che coltivano piccoli appezzamenti e mettono in comune uve, produzione e strategia commerciale attraverso una cantina condivisa. Nel Nord Italia, e in particolare in Alto Adige e Trentino, questo modello è stato sempre più associato non solo ai volumi, ma anche alla qualità premium e a un elevato potenziale di affinamento in cantina.
Il primo posto di Terlano si inserisce in questo cambiamento. La cantina ha costruito una reputazione internazionale attorno a vini bianchi pensati per evolvere nel tempo, uno stile che ha contribuito a distinguere l'Alto Adige da molte altre regioni cooperative. Il fatto che cinque cooperative altoatesine fossero anche le prime cinque nella classifica regionale suggerisce che i giudici di Weinwirtschaft vi abbiano visto una chiara concentrazione di qualità.
Secondo gli organizzatori del concorso, 106 cooperative di tutto il mondo sono state valutate attraverso 636 vini presentati in categorie che andavano dalle etichette entry-level ai marchi premium. Tutti i campioni sono stati degustati alla cieca da una giuria indipendente di esperti del settore utilizzando il sistema internazionale a 100 punti. Per determinare la classifica finale, la rivista ha sommato i punteggi dei cinque vini meglio valutati di ciascuna cooperativa, ottenendo il totale che ne ha deciso la posizione in classifica.