Il mercato dei pub britannici raggiungerà 24,7 miliardi di sterline nel 2026 nonostante le chiusure costanti
Lumina prevede circa sette chiusure nette di pub e bar a settimana, mentre gli operatori puntano a una spesa più alta per visita invece che all’espansione
mercoledì 29 luglio 2026

Il mercato britannico dei pub e dei bar dovrebbe raggiungere 24,7 miliardi di sterline nel 2026, anche se il Paese continua a perdere locali, con circa sette chiusure nette a settimana, secondo un nuovo rapporto di mercato che indica una ripresa fragile, trainata più da prezzi più alti e da una spesa maggiore per visita che dall’espansione.
La previsione arriva dal UK Pub & Bar Market Report 2026 di Lumina, che afferma che il numero di locali è destinato a scendere dello 0,9% a 41.171 il prossimo anno. Il rapporto rileva che il settore continua a restare indietro rispetto al più ampio mercato della ristorazione fuori casa e rimane sotto pressione per l’aumento dei costi del lavoro, delle business rates, delle bollette energetiche, delle accise sull’alcol e per la prudenza della spesa dei consumatori.
Questa combinazione ha spinto gli operatori a cercare di proteggere i margini, ripensando al tempo stesso quale debba essere la funzione di ciascun locale. Invece di perseguire una crescita diffusa del portafoglio, molte società di pub stanno concentrando l’attenzione sulle location con performance migliori e su format più chiari costruiti attorno a cibo, sport, uso comunitario, ospitalità o intrattenimento.
Lumina ha affermato che la crescita del valore di mercato sta mascherando una debolezza di fondo. In pratica, ciò significa che le vendite stanno aumentando in termini nominali, ma gran parte di questo incremento è trainato dai prezzi e dal fatto che i consumatori scelgono occasioni più mirate in cui sono disposti a spendere di più, invece che da un numero maggiore di pub o da un ampio aumento del traffico.
Il rapporto indica che le principali società di pub dovrebbero ridurre i propri portafogli complessivi dello 0,8% nel 2026, poiché dismissioni, conversioni e ristrutturazioni avranno la priorità sull’espansione. Gli operatori meglio capitalizzati continuano a trovare opportunità selettive attraverso acquisizioni, concept guidati dalla comunità e pub con camere, ma la direzione generale è verso la qualità del portafoglio più che verso la scala.
Le mosse recenti nel settore riflettono questo cambiamento. Gli operatori stanno investendo in format che diano ai clienti un motivo per visitare il locale oltre al classico pasto o drink. Le offerte incentrate sullo sport, gli schermi aggiornati e giochi come freccette e biliardo stanno attirando maggiore attenzione in vista di grandi eventi come la Coppa del Mondo. Altre aziende stanno puntando su conversioni con alloggio o orientate al cibo, mentre i gruppi focalizzati sull’esperienza stanno costruendo la domanda attraverso competitive socializing, sport dal vivo, vino self-pour e concept immersivi.
Anche i modelli in franchising, guidati dall’operatore e in partnership stanno diventando più importanti, perché consentono alle società di pub di mantenere una presenza su più locali limitando al tempo stesso l’esposizione ai costi del lavoro e alla debolezza del trading nei singoli punti vendita.
Anche con la pressione sui bilanci familiari, Lumina ha rilevato segnali che indicano che i clienti abituali dei pub continuano a spendere quando escono. La penetrazione di pub e bar è scesa dello 0,4% all’11,1%, il che significa che una quota leggermente inferiore di consumatori ha visitato il settore, ma la frequenza delle visite è aumentata dello 0,8% e la spesa media dell’1,1%. La crescita più forte è arrivata dai consumatori tra i 25 e i 44 anni, dalle famiglie più benestanti e dalle aree urbane.
Le occasioni centrate sul bere hanno performato meglio di quelle legate ai pasti. Lumina ha affermato che le visite focalizzate sulle bevande sono aumentate dell’1,6%, mentre le visite per pranzo e cena si sono indebolite. La socializzazione è rimasta il motivo principale per cui le persone vanno nei pub, in aumento dello 0,6% al 44,1%. Sono aumentate anche le occasioni treat e le visite in solitaria, a indicare che i consumatori stanno diventando più selettivi su quando escono e su cosa si aspettano da quelle uscite.
Il rapporto descrive le visite ai pub come sempre più intenzionali, orientate alla qualità e legate all’occasione. La qualità è stata la priorità principale per i consumatori, in aumento di 1,5 punti percentuali al 77,6%. La consapevolezza della salute ha registrato il maggiore incremento tra le priorità dei consumatori, salendo di 1,8 punti percentuali al 46,3%.
Questo cambiamento conta anche per i fornitori di bevande, oltre che per gli operatori, perché potrebbe influenzare ciò che i pub scelgono di tenere a stock e promuovere. Se i clienti continueranno a preferire esperienze di migliore valore rispetto a visite casuali frequenti, i locali potrebbero dare maggiore enfasi a servizi premium, a gamme più ampie di prodotti low e no-alcohol, a bevande funzionali e a format pensati per aumentare la spesa per visita. Per birrifici, fornitori di vino e produttori di spirits, ciò potrebbe incidere sul mix di prodotto, sulla strategia di prezzo e su dove collocare il supporto commerciale.
Le stesse pressioni che stanno plasmando il mercato dei pub dovrebbero influenzare anche la pianificazione dell’offerta nell’intero settore delle bevande. Un portafoglio più ridotto significa meno punti vendita in totale, ma gli operatori che resteranno aperti potrebbero cercare una differenziazione più marcata attraverso linee di birra premium, programmi vino curati o cocktail legati a sport, eventi o occasioni orientate all’intrattenimento. Allo stesso tempo, la prudenza nella spesa potrebbe limitare fino a che punto i rincari possano spingersi senza incidere sulla domanda.
Lumina ha affermato che la crescita futura dipenderà meno da una ripresa ampia del mercato e più dalla capacità degli operatori di migliorare la produttività dei locali e convincere i clienti a spendere di più a ogni visita. Eventi di comunità, sport dal vivo, competitive socializing, alloggio, affitti privati e locali polifunzionali sono stati indicati come alcune delle vie più chiare per la crescita.
Il rapporto prevede che il mercato raggiungerà 25,7 miliardi di sterline entro il 2029, anche se la crescita annua dovrebbe restare modesta e il numero di locali è destinato a continuare a diminuire. In questo contesto, gli operatori che utilizzano i dati in modo più efficace, definiscono con maggiore chiarezza il ruolo dei locali e allineano i prezzi alla domanda locale saranno probabilmente in una posizione più forte per proteggere la redditività.