L’Australia imporrà entro il 2027 un codice obbligatorio per l’acquisto di uve da vino

Le norme, vigilate dall’autorità antitrust, potrebbero ridefinire contratti, pratiche di pagamento e gestione delle controversie prima del prossimo ciclo vendemmiale.

09-09-2026

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L’Australia imporrà entro il 2027 un codice obbligatorio per l’acquisto di uve da vino

L’Australia si sta muovendo per introdurre un codice di condotta obbligatorio per gli acquisti di uve da vino, una misura che potrebbe rimodellare termini contrattuali, pratiche di pagamento e gestione delle controversie tra i coltivatori di uva e gli acquirenti prima del prossimo ciclo vendemmiale.

Wine Australia ha detto che il governo federale intende introdurre il codice prima del 1° gennaio 2027, con l’Australian Competition and Consumer Commission incaricata di applicarlo. Il Department of Agriculture, Fisheries and Forestry, o DAFF, ha istituito un gruppo di lavoro per mettere in atto la misura, e una bozza di consultazione è attesa nel quarto trimestre del 2026. La bozza non è ancora stata resa pubblica, quindi le regole definitive non sono ancora note.

Il codice previsto fa seguito a due revisioni separate che hanno spinto Canberra verso una regolamentazione più rigorosa delle pratiche commerciali nel settore. Una è stata la revisione indipendente del 2025 guidata dal dott. Craig Emerson, che ha esaminato se vi fosse un fallimento del mercato nell’industria dell’uva e del vino e ha valutato opzioni su pratiche commerciali corrette, concorrenza, contrattualistica e allocazione del rischio. L’altra è stata un’inchiesta del Senate Rural and Regional Affairs and Transport Committee sul codice di condotta volontario del settore. Il governo ha detto il 22 dicembre 2025 che avrebbe sostituito l’approccio volontario con un sistema obbligatorio entro l’inizio del 2027.

Il cambiamento conta perché i coltivatori hanno da tempo espresso preoccupazioni riguardo al potere contrattuale e all’equità contrattuale nella catena di fornitura, dalle vendite in vigna ai mercati retail a valle. Un codice obbligatorio vigilato dall’autorità antitrust potrebbe fissare regole più chiare su come vengono acquistate le uve, su come sono strutturati i contratti e su come vengono risolte le controversie quando le trattative si arenano. Per ora, tuttavia, i dettagli operativi restano aperti perché la bozza di consultazione è ancora in attesa e la consultazione sul codice stesso è in corso.

Un disegno di legge collegato sta già avanzando in Parlamento per sostenere il cambiamento. Il Wine and Other Legislation Amendment Bill 2026 è stato presentato alla Camera dei Rappresentanti il 1° luglio e, al 1° settembre, era ancora all’esame del Senato. Secondo Wine Australia, il disegno di legge modificherebbe il Wine Australia Act 2013 per sostenere il nuovo codice obbligatorio e consentirebbe inoltre a Wine Australia di condurre o commissionare sondaggi sul settore dell’uva e del vino e di utilizzare e divulgare informazioni per finalità autorizzate. La consultazione su quel disegno di legge si è chiusa.

Il codice è solo uno di diversi processi regolatori paralleli che stanno ora interessando il settore. Wine Australia ha detto che sono in corso quattro revisioni legislative o regolatorie separate, ciascuna con tempistiche e canali di consultazione diversi. Ha aggiunto che la sovrapposizione dei tempi è casuale e non fa parte di un unico pacchetto di riforme.

Un altro processo ora aperto potrebbe avere ampie conseguenze per l’etichettatura del vino e l’accesso al mercato. DAFF sta consultando su come proteggere le indicazioni geografiche del vino nell’ambito dell’Accordo di libero scambio Australia-Unione europea e di un nuovo accordo sul vino concluso nel marzo 2026. Nell’ambito di quei negoziati, l’Australia ha accettato di proteggere 396 indicazioni geografiche dell’Unione europea, e ora il governo deve decidere come tali tutele funzioneranno nel diritto australiano.

DAFF chiede al settore vinicolo di commentare due opzioni. Una prevederebbe un unico sistema per registrazione, mantenimento e applicazione delle indicazioni geografiche per vino, alimenti, prodotti agricoli e distillati. L’altra manterrebbe l’attuale sistema delle indicazioni geografiche del vino creando al contempo un quadro separato per alimenti, agricoltura e distillati. Le osservazioni scritte devono essere presentate entro le 17:00 AEST del 30 settembre. I 396 nomi protetti coprono diverse categorie agroalimentari, non solo il vino.

La consultazione è significativa per i produttori di entrambi i lati del mercato perché le regole sulle indicazioni geografiche possono incidere sui nomi che possono comparire in ეტichetta, su come i prodotti vengono commercializzati e su come vengono attuati gli impegni commerciali. Per gli esportatori australiani, la decisione potrebbe influenzare i costi di conformità e le scelte di marchio. Per i produttori europei, fa parte della protezione giuridica promessa nell’accordo commerciale. Wine Australia ha osservato che questo processo è ancora aperto e che il governo sta raccogliendo i pareri del settore prima di definire un modello finale.

Un terzo processo riguarda il Wine Australia Regulations 2018, che secondo le norme legislative federali sono destinati a scadere il 1° aprile 2028, salvo che vengano rifatti, modificati o lasciati decadere. Wine Australia ha commissionato una revisione indipendente per il DAFF per verificare se tali regolamenti siano ancora adeguati allo scopo. Le osservazioni scritte al revisore, Jason Duldig di Dixon&King Pty Ltd, devono essere presentate entro il 25 settembre, e tra agosto e settembre si tengono sessioni di consultazione mirate.

Wine Australia ha detto che il suo ruolo in queste questioni è limitato ad aiutare il settore a comprendere i temi e a partecipare alla consultazione, mentre il governo mantiene la responsabilità per politica e legislazione. Per coltivatori, produttori di vino e acquirenti, l’attenzione immediata probabilmente resterà sul codice obbligatorio per l’acquisto di uve da vino, poiché è la riforma con la scadenza più vicina e il potenziale più chiaro di modificare le relazioni commerciali quotidiane nella filiera vinicola australiana.

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