I produttori spagnoli riaprono la battaglia sul nome Cava

I critici sostengono che i migliori spumanti spagnoli abbiano bisogno di un’identità legata al territorio per competere come bottiglie di prestigio nei mercati di esportazione.

21-07-2026

Condividi!

I produttori spagnoli riaprono la battaglia sul nome Cava

Un dibattito in occasione di un evento del commercio vinicolo spagnolo a Londra ha riaperto una questione delicata per una delle categorie di vino più note del Paese: se i migliori spumanti spagnoli debbano continuare a usare il nome Cava.

La discussione si è svolta a Taste Spain, un evento dedicato ai vini spagnoli di pregio, dove produttori, buyer e commentatori hanno esaminato come la Spagna possa rafforzare il posizionamento internazionale delle sue bottiglie premium. Durante il panel, diversi relatori hanno sostenuto che il nome Cava potrebbe non essere più adatto alla fascia più alta dello spumante spagnolo, soprattutto per le cuvée a lungo affinamento che puntano a competere con i migliori spumanti di altri Paesi.

Carlos López de la Calle, direttore tecnico di Bodega Artadi, ha affermato che la categoria ha bisogno di una nuova identità se la Spagna vuole costruire una reputazione più forte per lo spumante di pregio. Ha sostenuto che Cava è diventato troppo strettamente associato alla produzione su larga scala e ha perso valore come nome per vini di prestigio. A suo avviso, lo spumante spagnolo premium dovrebbe essere legato più chiaramente al territorio, con nomi collegati a regioni specifiche anziché a una categoria ampia.

Le sue osservazioni riflettono una tensione di lunga data all’interno dello spumante spagnolo. Il Cava è prodotto con il metodo tradizionale e ha il suo centro soprattutto nel Penedès, in Catalogna, ma può essere prodotto anche in altre parti della Spagna, tra cui Rioja e Requena. Questa diffusione geografica ha aiutato il Cava a diventare una categoria importante, ma i critici sostengono che abbia anche reso il termine troppo generico per i produttori che cercano di presentare i propri vini come distintivi, legati al terroir e da collezione.

Sarah Jane Evans, Master of Wine e firma del vino che ha preso parte alla discussione, ha detto di essere giunta a una conclusione simile mentre lavorava a un recente libro sui vini della Spagna centrale e meridionale. Ha affermato che Cava potrebbe restare un nome appropriato per i vini affinati meno di 18 mesi, ma ha sostenuto che gli spumanti più complessi, affinati oltre quel limite, dovrebbero essere identificati in modo diverso. Ha detto che questi vini dovrebbero essere riconosciuti più chiaramente in base all’origine, soprattutto in Catalogna, distinguendo al tempo stesso gli esempi di Rioja o Requena.

Richard Bigg, fondatore di Camino Restaurants a Londra, ha indicato produttori come Recaredo e Gramona come esempi di aziende spagnole di spumante capaci di raggiungere uno status da collezione. Entrambe sono ampiamente rispettate per i vini a lungo affinamento ed entrambe hanno lasciato la denominazione Cava per aderire a Corpinnat, un marchio collettivo più rigoroso creato per gli spumanti di alta gamma del Penedès.

Corpinnat è stato fondato nel 2015 da sei produttori fondatori e oggi conta 11 membri. Le sue regole sono più severe di quelle della più ampia denominazione Cava, con un’enfasi sulla viticoltura biologica, la vendemmia manuale e la produzione all’interno del Penedès. I sostenitori lo vedono come un tentativo di creare un’identità premium più chiara per i migliori spumanti della regione.

Ciononostante, López de la Calle ha detto che Corpinnat affronta una propria sfida all’estero perché i consumatori non lo riconoscono necessariamente come un nome di luogo. Ha detto che, pur sostenendo il progetto e rispettandone i membri, il termine non ha per molti bevitori un significato geografico immediato quando cercano riferimenti territoriali nell’acquisto di vini di pregio.

Questa preoccupazione tocca il cuore del dibattito attuale. Per alcuni produttori e commentatori, la questione non riguarda solo la qualità ma anche il linguaggio: quale nome segnala meglio origine, prestigio e differenza nei mercati di esportazione. Durante la discussione, il Penedès è stato citato come l’identità regionale più ovvia per lo spumante di punta, mentre è stata menzionata anche la Galizia come un’altra area con potenziale. López de la Calle ha inoltre indicato il Txakoli del nord della Spagna come possibile fonte di spumanti distintivi grazie alla sua acidità naturalmente elevata e ai livelli relativamente bassi di alcol.

L’argomento arriva in un momento in cui la denominazione Cava sta cercando di migliorare la propria immagine attraverso fasce di qualità più rigorose e misure di sostenibilità. L’organismo di regolamentazione ha promosso Guarda Superior come segmento premium e dal 2025 tutti i Cava rilasciati sotto questa classificazione devono essere certificati 100% biologici. La denominazione ha presentato questi cambiamenti come prova del fatto che Cava può coniugare standard qualitativi più elevati e un ampio appeal presso i consumatori.

Lo scorso anno, Javier Pagés, presidente di DO Cava, ha detto che il futuro della categoria dipendeva dal continuare a concentrarsi sulla qualità rafforzando al tempo stesso il valore del marchio Cava. Questa posizione suggerisce che la denominazione consideri ancora il proprio nome un asset piuttosto che un ostacolo.

Il disaccordo conta oltre il solo branding. Per cantine, importatori e retailer, il nome usato sullo spumante spagnolo premium può influenzare il potere di prezzo, la collocazione a scaffale e la facilità con cui quelle bottiglie vengono spiegate ai consumatori in mercati come Stati Uniti e Gran Bretagna. Se più produttori si allontanassero da Cava verso identità regionali o collettive private, ciò potrebbe incidere sul modo in cui lo spumante spagnolo viene commercializzato a livello internazionale e potrebbe finire per influenzare i dibattiti sulle regole delle denominazioni e sulla struttura della categoria.

Per ora, i regolatori non hanno annunciato alcun cambiamento formale e la discussione di Londra non ha prodotto una proposta comune. Ma ha mostrato quanto la questione resti irrisolta tra le voci più autorevoli del vino spagnolo. In gioco c’è se Cava possa continuare a spaziare dallo spumante d’ingresso alle cuvée di prestigio capaci di invecchiare, oppure se le bottiglie di punta della Spagna cercheranno sempre più valore in nomi che rimandano più direttamente all’origine che alla categoria.

Ti è piaciuta la lettura? Condividetela con altri!