17-06-2026

Il governo britannico sta riesaminando le regole per le bevande a basso tenore alcolico e analcoliche, compresa la possibilità che i prodotti descritti come “alcohol-free” possano contenere fino allo 0,5% di alcol in volume e che le restrizioni alla vendita ai minori vengano inasprite.
La questione è emersa in uno scambio parlamentare scritto pubblicato dalla House of Commons, in cui il governo ha affermato di stare esaminando le evidenze in vista di una possibile consultazione su una modifica delle norme di etichettatura. La revisione si concentra sul fatto che la soglia attuale per la dicitura “alcohol-free” debba passare dallo 0,05% di ABV allo 0,5% di ABV, mentre i ministri valutano anche se l’accesso ad alcuni di questi prodotti debba essere limitato ai bambini.
Il dibattito tocca il cuore del modo in cui le bevande analcoliche e a basso tenore alcolico vengono presentate ai consumatori in Gran Bretagna. Gli standard di etichettatura incidono su come birrifici, produttori di vino, distillatori e retailer commercializzano prodotti che si collocano tra le bibite analcoliche e le bevande alcoliche convenzionali. Qualsiasi cambiamento potrebbe rimodellare confezionamento, costi di conformità e posizionamento sugli scaffali in una parte del mercato delle bevande in rapida crescita.
La preoccupazione dichiarata dal governo riguarda la chiarezza per i consumatori e la salute pubblica. I funzionari stanno valutando se la terminologia attuale possa confondere gli acquirenti, soprattutto quando prodotti commercializzati come alcohol-free contengono comunque tracce di alcol. Stanno inoltre esaminando se regole più permissive su acquisto e promozione possano normalizzare il comportamento di consumo tra i consumatori più giovani.
È inoltre allo studio un approccio più restrittivo all’accesso dei giovani. Secondo la risposta parlamentare, i ministri stanno valutando evidenze su possibili restrizioni che potrebbero includere il divieto di vendita di alcune bevande a basso o nullo contenuto alcolico ai minori. Ciò segnerebbe un cambiamento significativo per una categoria che spesso è stata promossa come alternativa per il consumo moderato più che come prodotto che richiede controlli più severi.
Per le aziende del beverage, l’esito conta oltre la sola formulazione. Se la Gran Bretagna restringesse o ridefinisse l’uso di “alcohol-free”, i produttori potrebbero dover rivedere etichette e claim di marketing per birre, vini e prodotti ready-to-drink venduti nel Paese. Anche i retailer potrebbero trovarsi ad affrontare nuove regole su come queste bevande vengono esposte o vendute qualora venissero introdotte restrizioni legate all’età.
La revisione arriva mentre i governi di diversi mercati prestano maggiore attenzione all’etichettatura dell’alcol, ai messaggi sulla salute e alla rapida espansione delle alternative a gradazione più bassa. In Gran Bretagna, i ministri hanno collegato la discussione a più ampi sforzi per ridurre i danni legati all’alcol e migliorare la trasparenza per i consumatori.
Non è stata annunciata alcuna decisione finale. Il governo ha affermato di stare ancora esaminando le evidenze prima di decidere se avviare una consultazione formale sulle modifiche alle norme di etichettatura e sulle possibili restrizioni alla vendita ai minori.