L’Italia assegna a 97 borghi rurali il premio Spighe Verdi per la sostenibilità

26-06-2026

Il Piemonte guida con 22 comuni riconosciuti tra cui destinazioni del vino come Alba Barolo Canelli e Gavi.

L’Italia ha assegnato l’edizione 2026 delle “Spighe Verdi” a 97 comuni rurali, in aumento rispetto ai 90 dell’anno precedente, con il Piemonte ancora una volta in testa al Paese grazie a 22 località riconosciute.

I premi sono stati annunciati giovedì a Roma, presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche, nel corso dell’11ª edizione del programma, alla presenza dei sindaci dei comuni vincitori. L’iniziativa è promossa da Fee Italia, parte della Foundation for Environmental Education, il gruppo noto a livello internazionale per il marchio Bandiera Blu destinato alle località costiere. In Italia, l’organizzazione collabora con Confagricoltura per orientare i comuni rurali verso una gestione del territorio più sostenibile e una migliore qualità della vita per i residenti.

Tra i 97 comuni figurano diverse località strettamente legate al vino italiano, tra cui Alba, Barolo, Monforte d’Alba, Canelli e Gavi in Piemonte; Matelica nelle Marche; Montefalco in Umbria; Troia in Puglia; Bibbona e Castagneto Carducci in Toscana; Paestum in Campania; e Vittoria in Sicilia.

Fee Italia ha riferito che quest’anno sono entrati nel programma 10 comuni, mentre tre non sono stati riconfermati. Dopo le 22 assegnazioni del Piemonte, la Calabria si è classificata seconda con 11, seguita da Marche e Campania con nove ciascuna. Il riconoscimento è stato attribuito in 15 regioni italiane.

Il processo di valutazione ha coinvolto organismi istituzionali tra cui il Ministero dell’Agricoltura italiano, il Ministero del Turismo, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e Confagricoltura. Il programma utilizza indicatori che comprendono partecipazione pubblica, educazione allo sviluppo sostenibile, uso del suolo, presenza di produzioni agricole tipiche, sostenibilità e innovazione in agricoltura, qualità turistica, sistemi di trattamento delle acque reflue, gestione dei rifiuti e riciclo, tutela delle aree naturali e del paesaggio, decoro urbano e accessibilità.

Confagricoltura ha affermato che l’agricoltura ha un ruolo centrale nel programma perché è lì che deve avvenire “la vera rivoluzione culturale”. Claudio Mazza, presidente della Fondazione Fee Italia, ha detto che l’aumento dei comuni partecipanti dimostra che il programma è pensato come “un percorso concreto di crescita” e non come un semplice riconoscimento formale. Ha aggiunto che la sostenibilità è diventata un fattore strategico per lo sviluppo turistico nei territori rurali.

Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, ha affermato che l’agricoltura resta essenziale per la stabilità economica e sociale delle aree interne e sostiene l’ospitalità, l’offerta enogastronomica e il turismo esperienziale. Questo legame è rilevante per il settore delle bevande perché molti dei comuni riconosciuti sono territori vocati al vino, dove credenziali di sostenibilità più solide possono contribuire a rafforzare l’attrattiva della destinazione per visite in cantina, degustazioni e un turismo più ampio legato al beverage.

I 22 comuni riconosciuti del Piemonte sono Acqui Terme, Alba, Barolo, Barone Canavese, Bra, Caluso, Candia Canavese, Canelli, Carignano, Centallo, Cherasco, Chiusa di Pesio, Farigliano, Gamalero, Gavi, Guarene, Monforte d’Alba, Narzole, Poirino, Pralormo, Santo Stefano Belbo e Volpedo. La regione ha registrato una uscita e cinque nuovi ingressi.

I 11 comuni della Calabria sono Belcastro, Cariati, Crosia, Locri, Miglierina, Montegiordano, Roseto Capo Spulico, Santa Maria del Cedro, Sellia Marina, Trebisacce e Villapiana; tra questi c’è un nuovo ingresso.

Le Marche ne hanno nove: Esanatoglia, Grottammare, Matelica, Mondolfo, Montecassiano, Montelupone, Numana, Senigallia e Sirolo. La Campania ne ha nove: Agropoli, Ascea, Capaccio-Paestum, Conca della Campania, Foiano di Val Fortore, Massa Lubrense, Moio della Civitella, Monteforte Cilento e Positano; due sono nuovi ingressi.

L’Umbria ha ricevuto otto riconoscimenti per Deruta, Gubbio, Montecastrilli, Montefalco, Norcia Scheggino Todi e Trevi. Anche la Puglia ne ha avuti otto: Andria Bisceglie Castellaneta Carovigno Maruggio Nardò Ostuni e Troia.

Il Lazio ha avuto sette comuni riconosciuti — Canale Monterano Gaeta Morro Reatino Pontinia Rivodutri Sabaudia e San Felice Circeo — compresi due nuovi ingressi. La Toscana ne ha sei — Bibbona Castiglione della Pescaia Castagneto Carducci Gambassi Terme Grosseto e Orbetello — dopo due uscite.

La Liguria ha ottenuto quattro premi per Andora Borgio Verezzi Lavagna e Sanremo. La Sicilia ne ha tre — Modica Ragusa e Vittoria — mentre l’Abruzzo ha Gioia dei Marsi San Salvo e Tortoreto. Il Veneto ha due vincitori: Montagnana e Porto Tolle. Anche la Basilicata ne ha due: Nova Siri e Pisticci. I due della Lombardia sono Ome e Sant’Alessio con Vialone. L’Emilia-Romagna ha un solo comune riconosciuto: Parma.