BolognaFiere porta a Ho Chi Minh City la sua fiera del vino italiano

L’evento di giugno punta sul mercato premium in rapida crescita del Vietnam, mentre i produttori italiani cercano nuovi canali di export in Asia.

martedì 16 giugno 2026

Condividilo!

BolognaFiere porterà a Ho Chi Minh City il suo format business-to-business “Wines Experience” il 25 e 26 giugno, mentre i gruppi vinicoli italiani intensificano gli sforzi per diversificare i mercati di esportazione e rafforzare la propria presenza nelle economie asiatiche in rapida crescita.

L’evento, sviluppato da United Experience con Fiere Italiane Sea e BolognaFiere, si svolgerà presso The Adora Center di Ho Chi Minh City. Gli organizzatori affermano che l’obiettivo è promuovere il vino italiano nei mercati internazionali strategici creando opportunità commerciali dirette tra produttori, importatori, distributori, buyer e operatori dell’ospitalità.

La tappa vietnamita segue un’edizione precedente a Londra a fine aprile e precede un evento previsto a Città del Messico il 5 e 6 novembre. La strategia più ampia è legata all’espansione internazionale di Slow Wine Fair e Sana Food, due progetti di BolognaFiere che stanno cercando nuovi canali commerciali per i produttori italiani in un momento in cui la diversificazione dell’export è diventata più urgente.

L’edizione di Ho Chi Minh City dovrebbe ospitare 60 espositori e si concentrerà sul segmento premium. Gli organizzatori stanno adottando un format basato su incontri mirati, degustazioni e contenuti formativi, anziché su una tradizionale impostazione fieristica. Il modello prevede spazi espositivi in stile lounge e aree di degustazione tematiche pensate per favorire incontri più selettivi tra venditori e acquirenti.

Secondo gli organizzatori, questo approccio è stato accolto positivamente nella tappa londinese, confermando la domanda di un modo più focalizzato di costruire relazioni commerciali internazionali nel vino.

Il Vietnam è diventato un mercato prioritario per dimensioni, demografia e crescita economica. Il Paese conta oltre 100 milioni di abitanti e circa il 70% della popolazione ha meno di 35 anni. La classe media urbana si è espansa rapidamente, mentre la crescita media del prodotto interno lordo ha superato il 7% negli ultimi due anni, secondo i dati citati dagli organizzatori.

Le esportazioni italiane di vino verso il Vietnam hanno raggiunto 15,2 milioni di euro nel 2025, sulla base dei dati Istat citati in relazione al progetto. Queste esportazioni sono aumentate del 15,7% rispetto al 2024, segno che la domanda cresce anche mentre i produttori sono sotto pressione per distribuire il rischio su più mercati.

Le stime del settore citate dagli organizzatori indicano che il mercato vinicolo vietnamita potrebbe valere tra 662 milioni di dollari e oltre 1 miliardo di dollari entro il 2030, con una crescita particolarmente forte attesa nei vini premium. Ho Chi Minh City e Hanoi rappresentano già oltre il 50% del mercato food and beverage del Paese, rendendole centrali per qualsiasi strategia di espansione delle bevande importate.

L’Italia è attualmente il secondo esportatore di vino verso il Vietnam per valore, dopo la Francia. Questa posizione riflette un cambiamento più ampio nei modelli di consumo locali, mentre urbanizzazione, aumento del reddito disponibile ed esposizione a stili di vita internazionali stanno rimodellando la domanda. Anche la diffusione di ristoranti internazionali, wine bar specializzati e attività formative ha sostenuto un interesse più forte per i prodotti italiani.

Per il settore delle bevande, il Vietnam conta non solo come mercato del vino ma anche come banco di prova più ampio per le bevande premium importate nel Sud-est asiatico. Una base di consumatori più giovane, la crescita della spesa nell’ospitalità e la concentrazione della domanda nelle grandi città possono creare opportunità per il vino e altre bevande di fascia alta che dipendono da formazione, posizionamento del marchio e visibilità nel canale on-trade.

Il Vietnam offre inoltre un valore strategico oltre il proprio mercato interno. La sua rete di accordi commerciali internazionali include l’European Union-Vietnam Free Trade Agreement, che ha gradualmente migliorato l’accesso per i prodotti alimentari e delle bevande europei e italiani. Questo quadro può rendere il Paese un utile hub commerciale per le aziende che guardano alla più ampia area dell’Association of Southeast Asian Nations.

Con l’evento di Ho Chi Minh City, BolognaFiere prosegue nello sviluppo di una piattaforma globale volta a collocare il vino italiano nei mercati in cui il potenziale di crescita a lungo termine appare più forte rispetto alle destinazioni più mature. L’accento sugli incontri curati e sul posizionamento premium suggerisce che gli organizzatori vedano i mercati asiatici emergenti non semplicemente come sbocchi di volume, ma come luoghi in cui i produttori possono costruire attività a margini più elevati attraverso relazioni più strette con importatori, distributori e buyer della ristorazione.

Ti è piaciuto l’articolo? Condividilo!