La riforma fiscale proposta in Colombia potrebbe raddoppiare il prezzo della birra artigianale

I birrifici affermano che il piano porterebbe l’IVA sugli alcolici dal 5% al 19%, mettendo sotto pressione i piccoli produttori che dipendono dagli ingredienti importati

sabato 7 novembre 2026

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La riforma fiscale proposta in Colombia potrebbe raddoppiare il prezzo della birra artigianale

Venerdì 6 novembre, il settore dei liquori e della birra artigianale in Colombia ha avvertito che la riforma fiscale proposta dal governo potrebbe far aumentare nettamente i prezzi al dettaglio, ridurre le vendite e aggravare la pressione sui piccoli birrifici che producono birre più alcoliche e particolari.

I dirigenti del settore hanno affermato che la proposta del governo del presidente De la Espriella porterebbe l’IVA sulle bevande alcoliche dal 5% al 19% e aumenterebbe anche altri prelievi, tra cui l’imposta specifica sui liquori e l’aliquota ad valorem. Secondo loro, l’effetto combinato colpirebbe soprattutto la birra artigianale, perché molti piccoli produttori dipendono da ingredienti importati e realizzano birre con una gradazione alcolica più elevata, con minori margini per assorbire l’aumento delle imposte.

Diego Angelillis, direttore di Industria Licorera de Caldas, ha definito le imposte proposte «assolutamente rovinose» per il settore. Ha dichiarato che, se la misura venisse approvata nella sua forma attuale, la sua azienda prevede un possibile calo delle vendite del 40%. Angelillis ha detto che l’imposta specifica legata al contenuto alcolico salirebbe da 360 a 750 pesos colombiani per grado alcolico, mentre la componente ad valorem aumenterebbe dal 25% al 35%.

Secondo quanto riportato da Caracol Radio, con la struttura proposta una birra standard che oggi costa 3.000 pesos potrebbe arrivare a 5.000 pesos. Una birra artigianale da 8.000 pesos potrebbe salire a 17.000 pesos. Anche altri prodotti rincarerebbero, secondo i dati citati dall’emittente: una bottiglia di aguardiente da 750 millilitri potrebbe passare da 43.000 a 60.250 pesos, una bottiglia di Amarillo de Manzanares da 53.000 a 78.000 pesos, una bottiglia di whisky da 131.400 a 168.600 pesos e una bottiglia di rum da 58.000 a 80.150 pesos.

Juan Martín González, presidente del distributore Dislicores, ha affermato che il governo dovrebbe rivedere l’impostazione dell’imposta. Ha riconosciuto che la Colombia ha bisogno di entrate, ma ha sostenuto che la struttura dell’imposta sui consumi e della componente ad valorem dovrebbe essere uguale per tutti i produttori e prodotti, senza eccezioni che potrebbero ampliare il divario tra birra e altre bevande alcoliche, in particolare vini e distillati.

Per i birrifici artigianali, la preoccupazione va oltre l’aumento dei prezzi sugli scaffali. Alejandro Manotas, fondatore di Menchas Beer, ha affermato che la proposta rappresenterebbe un duro colpo per i produttori di birra, soprattutto per le realtà artigianali che da anni cercano di ampliare la propensione dei consumatori colombiani verso una maggiore varietà di stili. Ha spiegato che questi birrifici utilizzano spesso materie prime più complesse, in gran parte importate, e producono birre con una gradazione alcolica superiore a quella delle lager di massa.

Manotas ha dichiarato che una birra artigianale che oggi vende ai distributori a circa 7.000 pesos arriverebbe a costarne quasi 15.000 con la proposta. A suo avviso, l’aumento renderebbe ancora più difficile per i birrifici indipendenti competere con i grandi produttori industriali, che operano su scala molto più ampia e puntano su prodotti a basso costo. Ha avvertito che alcuni birrifici potrebbero orientarsi verso birre più economiche e meno alcoliche per sopravvivere, riducendo la varietà attualmente disponibile sul mercato.

Le possibili conseguenze non riguardano soltanto i singoli birrifici. Se la riforma venisse approvata senza modifiche sostanziali, potrebbe ridisegnare la concorrenza nel settore delle bevande in Colombia, ampliando il divario di prezzo tra i grandi birrifici e i piccoli produttori, restringendo lo spazio commerciale per le etichette premium e artigianali e mettendo sotto pressione i margini di birra, distillati e altri prodotti alcolici. Potrebbe inoltre ridurre la varietà dell’offerta ai consumatori, se i produttori più piccoli rinunciassero agli stili diventati troppo costosi da realizzare e vendere.

Il dibattito si svolge mentre la Colombia valuta un più ampio pacchetto fiscale volto ad aumentare le entrate. Secondo Caracol Radio, la riforma ha suscitato preoccupazione in tutto il comparto delle bevande alcoliche, poiché le bottiglie sono già soggette a due imposte e le modifiche proposte aggiungerebbero un ulteriore onere. La misura è ancora una proposta e deve completare l’iter legislativo prima di diventare legge.

Le obiezioni del settore rispecchiano una controversia più ampia su come tassare gli alcolici senza spingere i consumatori verso prodotti più economici, indebolire i piccoli produttori o ridurre i volumi delle vendite regolari. I sostenitori di imposte più alte affermano in genere che queste possono rafforzare le finanze pubbliche e, in alcuni casi, disincentivare il consumo di alcol. Le aziende intervenute venerdì hanno però sostenuto che la bozza attuale farebbe più di questo, modificando l’economia della produzione e della distribuzione in tutto il mercato.

Per il comparto della birra artigianale colombiana, che ha cercato di distinguersi con ingredienti importati, ricette d’ispirazione europea e stili più alcolici, la posta in gioco sembra particolarmente alta. I produttori affermano che la riforma non farebbe soltanto aumentare i prezzi finali, ma renderebbe meno sostenibili alcuni prodotti, soprattutto quelli che già operano con margini più ridotti e volumi inferiori rispetto ai maggiori marchi di birra.

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