Diageo registra vendite trimestrali in crescita nonostante la debolezza del mercato statunitense
Le vendite nette organiche hanno raggiunto 4,9 miliardi di dollari: la crescita altrove ha compensato il calo del 3,6% in Nord America, il mercato più importante di Diageo
sabato 7 novembre 2026

Diageo ha dichiarato venerdì 6 novembre che le vendite globali sono leggermente aumentate nel primo trimestre dell’esercizio fiscale, nonostante l’attività negli Stati Uniti sia rimasta debole. Il dato sottolinea le difficoltà che l’azienda di bevande deve ancora affrontare nel suo mercato più importante.
La società con sede a Londra ha registrato una crescita organica delle vendite nette dello 0,6%, a 4,9 miliardi di dollari, nel trimestre conclusosi a settembre. L’aumento è stato conseguito nonostante il persistente calo in Nord America, dove le vendite organiche sono diminuite del 3,6% e i volumi del 3,7%. Il mercato statunitense rappresenta circa il 36% delle vendite totali di Diageo, rendendo il rallentamento un tema centrale per il più ampio piano di rilancio dell’azienda.
Diageo ha dichiarato che, al di fuori del Nord America, tutte le altre regioni hanno registrato una crescita organica dei ricavi. I progressi hanno interessato l’America Latina e i Caraibi, l’Asia-Pacifico, l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa, oltre all’India. La suddivisione per aree geografiche ha contribuito a compensare la debolezza negli Stati Uniti, ma non ha modificato la sfida principale dell’azienda: rilanciare la domanda e la competitività in un mercato ancora difficile per i grandi produttori di bevande spiritose.
Nel trimestre, diversi tra i principali marchi di Diageo negli Stati Uniti hanno registrato forti cali. Secondo la società, le vendite di tequila Don Julio e Casamigos e di whisky canadese Crown Royal sono scese a doppia cifra. La crescita di Johnnie Walker ha in parte attenuato la flessione. Diageo Beer Co. USA è stata una delle aree più solide del portafoglio, con Guinness e i prodotti ready-to-drink Smirnoff Ice entrambi in crescita a doppia cifra.
La società ha inoltre dichiarato che le vendite dei prodotti ready-to-drink Casamigos hanno risentito di problemi di confezionamento, che prevede di risolvere entro la fine dell’anno. L’inconveniente ha aggravato le difficoltà di una famiglia di marchi che aveva già perso slancio in un mercato della tequila sempre più competitivo.
I dati citati dalla società indicano una debolezza più ampia nel suo business delle bevande spiritose negli Stati Uniti. Nei canali off-premise monitorati da NielsenIQ nelle 43 settimane concluse il 24 ottobre, i volumi complessivi di Diageo nel comparto sono diminuiti del 7,8%. Tra i principali marchi, la vodka Smirnoff ha perso l’8,5%, Crown Royal il 9,9%, il rum Captain Morgan il 6,1%, Don Julio il 10,7%, Johnnie Walker il 5,6%, Casamigos l’11,5%, Bulleit il 7,1%, Baileys il 10,3% e Tanqueray il 4,7%.
Negli Stati con monopolio statale, fino a settembre il portafoglio complessivo di bevande spiritose di Diageo ha registrato un calo dei volumi di circa l’8%, ha dichiarato la società. Johnnie Walker, Tanqueray, Captain Morgan e Bulleit sono risultati relativamente più stabili rispetto al resto del business, mentre Crown Royal, Smirnoff e il portafoglio di tequila hanno subito flessioni più marcate.
L’amministratore delegato Dave Lewis ha affermato che la crescita nelle altre regioni internazionali dell’azienda è incoraggiante, mentre il Nord America resta il problema principale. Ha dichiarato che Diageo sta lavorando per rendere più competitiva la propria offerta negli Stati Uniti e ha definito i risultati del primo trimestre un piccolo passo nella giusta direzione. Ha inoltre richiamato l’attenzione sulla più ampia volatilità legata all’incertezza geopolitica e sugli effetti del conflitto in Medio Oriente su energia, approvvigionamento e distribuzione.
L’aggiornamento è seguito con attenzione in tutto il settore delle bevande perché rafforza le indicazioni di un mercato statunitense ancora debole per i principali fornitori di alcolici, dopo diversi anni di domanda discontinua. La flessione è particolarmente evidente nella tequila e nel whisky, due categorie che hanno contribuito in misura significativa alla crescita e alla premiumizzazione del settore. Un rallentamento prolungato in questi segmenti potrebbe incidere su produttori, grossisti e rivenditori che hanno fatto affidamento su di essi per sostenere i ricavi.
Diageo è il principale operatore di bevande spiritose negli Stati Uniti per valore e il secondo per volume, alle spalle di Sazerac, con 38 milioni di casse, secondo Impact Databank. Le sue dimensioni fanno sì che le variazioni dei risultati possano offrire un’indicazione ampia delle condizioni del mercato statunitense, soprattutto per i grandi marchi nazionali distribuiti attraverso supermercati, negozi di liquori e minimarket.
Diageo ha mantenuto invariata la propria previsione per l’intero esercizio fiscale, che si concluderà a giugno. La società ha dichiarato di continuare a prevedere vendite sostanzialmente stabili e una crescita dell’utile operativo organico a una percentuale a una cifra bassa. La previsione suggerisce che la direzione non si aspetta una rapida ripresa negli Stati Uniti, pur portando avanti il più ampio piano di rilancio presentato ad agosto.
Nell’ambito di questo piano, Diageo ha anche riorganizzato la leadership in Nord America. Da agosto, la società ha nominato Sebnem Erim, ex dirigente di AB InBev e PepsiCo, chief marketing officer e ha assunto Cory Onell, ex dirigente di Kraft Heinz, come chief customer officer. Le nomine segnalano che Diageo intende rivedere la propria strategia commerciale in un mercato in cui prezzi, posizionamento dei marchi ed esecuzione sono diventati più importanti con il rallentamento della crescita.