La Thailandia esenta aeroporti, hotel e locali notturni autorizzati dal divieto di vendita di alcolici nei giorni festivi buddhisti
La norma mantiene il divieto in cinque festività buddhiste, ma consente vendite in determinate zone turistiche e nei luoghi di grandi eventi, a condizioni rigorose
sabato 7 novembre 2026

Sabato 7 novembre è entrata in vigore in Thailandia una norma nazionale rivista che vieta la vendita di alcolici in cinque importanti festività buddhiste, consentendola però in un numero limitato di strutture legate soprattutto al turismo, ai viaggi e ai locali notturni autorizzati.
Il provvedimento è stato pubblicato sulla Gazzetta reale venerdì 6 novembre ed è entrato in vigore il giorno successivo. È stato emanato dal Comitato thailandese per il controllo delle bevande alcoliche e sostituisce un precedente decreto del 2025.
In base alla nuova disposizione, la vendita di alcolici resta vietata in occasione di cinque ricorrenze buddhiste: Makha Bucha Day, Visakha Bucha Day, Asalha Bucha Day, l’inizio della Quaresima buddhista e la fine della Quaresima buddhista. Le autorità thailandesi hanno mantenuto il divieto principale, precisando però diverse eccezioni soggette a condizioni specifiche.
La vendita resta consentita all’interno degli edifici adibiti ai servizi per i passeggeri negli aeroporti internazionali, nelle attività autorizzate ai sensi della legge thailandese sui locali di intrattenimento, in alcuni esercizi situati nelle aree turistiche e con caratteristiche simili a quelle dei locali di intrattenimento, negli hotel disciplinati dalla legge sugli alberghi e nei luoghi che ospitano eventi nazionali o internazionali speciali capaci di attirare grandi folle.
Alcune di queste eccezioni dipendono da ulteriori designazioni ministeriali. Gli esercizi nelle aree turistiche devono trovarsi in zone turistiche riconosciute e rispettare criteri che saranno annunciati dal ministro della Sanità pubblica su raccomandazione del ministro dell’Interno. Anche i luoghi destinati agli eventi speciali dovranno figurare in un elenco che sarà pubblicato dal ministro della Sanità pubblica su raccomandazione del ministro del Turismo e dello sport.
La disposizione è stata firmata il 9 ottobre dal ministro della Sanità pubblica Pattana Promphat, in qualità di presidente del Comitato per il controllo delle bevande alcoliche. Secondo il testo citato dai media thailandesi, è stata pubblicata dopo la riunione del comitato del 17 aprile.
Il nuovo decreto impone inoltre obblighi ai venditori che rientrano nelle deroghe. Gli operatori devono adottare procedure di controllo e altre misure necessarie a preservare l’ordine pubblico, tutelare la sicurezza pubblica e limitare l’accesso agli alcolici da parte di bambini e giovani.
Il regolamento è stato emanato in base alle sezioni 16(3) e 28 della legge thailandese sul controllo delle bevande alcoliche del 2008, modificata da una legge del 2025. Abroga formalmente un annuncio dell’Ufficio del Primo ministro datato 7 maggio 2025.
Per il settore delle bevande, la norma definisce il quadro operativo nazionale per la vendita di birra, vino e superalcolici in alcune delle date più delicate del calendario religioso thailandese. Hotel, rivenditori aeroportuali, gestori di locali notturni e organizzatori di grandi eventi dispongono ora di indicazioni più chiare su quando le vendite possono proseguire e sugli adempimenti richiesti, mentre produttori e distributori restano soggetti alle restrizioni sulle vendite al dettaglio su vasta scala durante queste festività.
Il nuovo approccio evidenzia inoltre il tentativo della Thailandia di conciliare il rispetto delle ricorrenze religiose e il controllo degli alcolici con le esigenze del turismo e dei grandi eventi. Per le attività che non rientrano nelle deroghe, il divieto resta in vigore in tutte e cinque le festività. Per quelle comprese nelle categorie esentate, la possibilità di vendere dipende non solo dalla localizzazione, ma anche dal rispetto delle condizioni di legge e delle eventuali designazioni ministeriali applicabili.