L’autorità argentina per il vino adotta un compendio ufficiale di metodi di analisi
Il provvedimento riconosce formalmente i metodi basati sugli standard OIV per l’analisi di vini e mosti d’uva, rendendo più omogenei i risultati di laboratorio
sabato 7 novembre 2026

L’Instituto Nacional de Vitivinicultura argentino ha adottato formalmente un compendio di metodi per l’analisi di vini e mosti d’uva, designandolo come riferimento tecnico ufficiale del Paese. Il provvedimento mira a standardizzare le modalità di esecuzione delle analisi di laboratorio nel settore vitivinicolo.
La misura è stata emanata a Mendoza giovedì 5 novembre, con la Risoluzione 8/2026, e pubblicata sulla Gazzetta ufficiale venerdì 6 novembre. L’istituto, noto con la sigla spagnola INV, ha dichiarato che il documento fungerà da riferimento ufficiale e istituzionale nell’ambito delle competenze regolatorie dell’ente e della normativa vigente in materia di vino.
La risoluzione pone il compendio al centro delle attività di controllo sui prodotti vitivinicoli in Argentina. L’INV ha dichiarato di essere responsabile della vigilanza sui prodotti vitivinicoli ai sensi della Legge generale sul vino del Paese e delle norme correlate, e che per svolgere tale funzione sono necessari metodi analitici affidabili e armonizzati. Secondo il testo, l’obiettivo è garantire risultati coerenti e tracciabili.
Il compendio è stato elaborato dalla Direzione degli studi e dello sviluppo vitivinicolo dell’ente. L’INV ha dichiarato che si basa sui riferimenti tecnici dell’Organizzazione internazionale della vigna e del vino, nota a livello internazionale con la sigla OIV, nonché su metodi già ufficializzati dall’istituto argentino.
Nella risoluzione, l’INV ha spiegato che il compendio punta a uniformare le procedure analitiche e ad aggiornare i metodi di analisi in linea con i progressi scientifici e tecnologici. L’ente ha inoltre collegato il provvedimento alle esigenze dei mercati nazionali e internazionali, segnalando che considera l’armonizzazione delle analisi di laboratorio parte di un quadro più ampio di conformità normativa e commerciale, non soltanto una modifica amministrativa interna.
L’istituto ha inoltre affermato che le prove enologiche interlaboratorio, condotte da laboratori pubblici e privati nell’ambito di un programma nazionale, hanno confermato la necessità di metodi armonizzati. Secondo la risoluzione, questa esperienza ha mostrato l’importanza di disporre di una base tecnica comune per rafforzare la qualità delle analisi, sostenere il miglioramento continuo e rendere i risultati più comparabili lungo tutta la filiera vitivinicola.
Il regolamento non presenta il compendio come un semplice documento di orientamento. Omologandolo, l’INV gli conferisce valore formale di riferimento per l’analisi di vini e mosti nell’ambito delle competenze dell’ente. Per mosto si intende il succo d’uva appena pressato, compreso quello che contiene ancora bucce, vinaccioli o raspi prima del completamento della fermentazione.
Per cantine, laboratori ed esportatori, il provvedimento potrebbe avere effetti pratici che vanno oltre il testo della risoluzione. Un unico riferimento ufficiale per i metodi di analisi può contribuire a ridurre le differenze tra le procedure utilizzate nei diversi impianti, rendere più omogenei i controlli ufficiali e migliorare la comparabilità dei risultati impiegati nelle verifiche di conformità e nelle transazioni commerciali. Ciò potrebbe essere rilevante per le autorizzazioni alle spedizioni, la verifica dei prodotti e le controversie sui risultati analitici, soprattutto per le aziende che operano sui mercati di esportazione, dove la documentazione e la coerenza dei dati sono sottoposte a controlli rigorosi.
La risoluzione incarica l’INV di pubblicare sul proprio sito web il Compendio aggiornato dei metodi di analisi di vini e mosti. Secondo l’avviso di pubblicazione, l’allegato contenente il documento sarà consultabile nell’edizione online della Gazzetta ufficiale argentina.
La misura è stata firmata da Carlos Raul Tizio Mayer, presidente dell’Instituto Nacional de Vitivinicultura. L’INV ha dichiarato che la decisione è stata adottata in base ai poteri conferiti dalle leggi argentine sul vino e sulle denominazioni, nonché da un decreto presidenziale del 2025. Il testo normativo precisa inoltre che la misura è stata esaminata dall’ufficio legale dell’ente prima della sua emanazione.
L’adozione del compendio arriva mentre autorità di regolamentazione e operatori del settore attribuiscono crescente importanza alla standardizzazione dei metodi nei controlli di qualità. In comparti come quello vitivinicolo, dove i risultati ufficiali di laboratorio possono incidere sull’accesso al mercato, sulla classificazione, sul trattamento fiscale e sulla documentazione per l’esportazione, la scelta del metodo è spesso importante quanto il risultato stesso. Conferendo valore formale a un unico compendio basato sia sui metodi dell’INV sia sui riferimenti dell’OIV, l’Argentina punta ad armonizzare maggiormente il proprio quadro analitico tra laboratori pubblici e privati.