Champagne più vecchi e rari guidano una ripresa selettiva
Secondo Liv-ex, Salon e Selosse hanno rappresentato l’11,5% del valore degli scambi: gli acquirenti preferiscono le annate precedenti rare alle nuove uscite costose
venerdì 30 ottobre 2026

Nel mercato dello Champagne comincia a delinearsi una ripresa, ma a guidarla è un ristretto gruppo di vini più vecchi e rari, non una domanda diffusa sull’intera categoria. È quanto emerge da una nuova analisi di Liv-ex, il marketplace globale per il commercio di vino con sede a Londra.
In un rapporto pubblicato venerdì 30 ottobre, Liv-ex ha affermato che i dati recenti sugli scambi indicano una ripresa selettiva dei prezzi sul mercato secondario. Secondo la società, le annate più vecchie e i vini prodotti in quantità limitate sono stati tra i primi a registrare rialzi, mentre le nuove uscite continuano a risentire di prezzi iniziali elevati e della forte concorrenza delle bottiglie più datate già disponibili sul mercato.
L’analisi, pubblicata con il titolo “The 2026 Champagne Market”, suggerisce che gli acquirenti stiano tornando innanzitutto verso vini dalla reputazione consolidata, rari e con una domanda comprovata, anziché spingere al rialzo i prezzi dello Champagne nel suo complesso. È un andamento rilevante per produttori, commercianti e collezionisti, perché indica che il miglioramento delle condizioni di mercato non sta favorendo allo stesso modo tutte le etichette e tutte le annate.
Uno degli esempi più chiari citati da Liv-ex è Salon 2002. Secondo il rapporto, il prezzo medio di scambio ponderato per volume del vino è salito da 7.400 sterline per cassa da 12 bottiglie nell’agosto 2025 a 9.089 sterline nel novembre 2025. Liv-ex ha descritto il vino come uno dei primi a muoversi sul mercato, segnalando che l’interesse si è rivolto inizialmente alle bottiglie più richieste dai collezionisti e disponibili in quantità limitate.
Tra gli Champagne millesimati più scambiati, Liv-ex ha indicato Pol Roger Sir Winston Churchill 2015 come il vino che registra attualmente la maggiore spinta al rialzo dei prezzi. Il rapporto non ha descritto questo andamento come un rialzo generalizzato di tutte le annate recenti. Ha invece rilevato che la crescita si concentra su alcuni vini specifici, che continuano a riscuotere la fiducia degli acquirenti sul mercato secondario.
Lo stesso andamento emerge dal valore degli scambi. Secondo Liv-ex, nel 2026 le casse assortite di Salon e Selosse hanno rappresentato insieme l’11,5% del valore degli scambi di Champagne, pur costituendo una quota molto più ridotta dei volumi scambiati. La differenza tra valore e volume suggerisce che gli operatori stiano destinando una quota maggiore della spesa a un numero relativamente ristretto di vini costosi e ricercati.
Il rapporto ha rilevato segnali di forza anche in alcuni vini non millesimati. Liv-ex ha affermato che Selosse Substance e Selosse Initial mostrano traiettorie dei prezzi decisamente rialziste. La loro inclusione nel rapporto è significativa perché suggerisce che la ripresa selettiva non riguardi soltanto le cuvée di prestigio millesimate. I rialzi restano comunque concentrati su etichette molto conosciute e disponibili in quantità limitate.
I dati delineano un mercato che si sta riprendendo in modo disomogeneo dopo una fase di debolezza degli scambi di Champagne. Più che una marea crescente che solleva tutti i vini, il mercato sembra premiare la rarità, la provenienza e la disciplina sui prezzi. Per gli acquirenti questo può tradursi in una preferenza crescente per le annate precedenti e le etichette più difficili da trovare. Per i venditori, può significare che immettere sul mercato una nuova annata a un prezzo elevato non basta più a garantirne il sostegno sul mercato di rivendita.
La distinzione è particolarmente importante per le annate più recenti. Liv-ex ha affermato che le nuove uscite continuano a risentire dei prezzi elevati all’uscita dalla cantina e della concorrenza dei vini più vecchi già presenti sul mercato. In pratica, le annate precedenti possono risultare più attraenti se offrono una reputazione più solida, profili di maturità più evoluti o un valore relativo migliore a livelli di prezzo simili.
I risultati di Liv-ex alimentano il dibattito più ampio nel commercio dei grandi vini: il mercato dello Champagne si sta stabilizzando oppure trova sostegno soltanto nella sua nicchia più ricercata dai collezionisti? Secondo la lettura della società, la domanda sta tornando, ma in modo mirato. I vini rari e con una base consolidata di estimatori sono i primi a migliorare, mentre gran parte della categoria continua a risentire della resistenza ai prezzi e dell’abbondanza di alternative sul mercato.