Tesoro: nel 2027 9.600 locali dell’ospitalità in Inghilterra non pagheranno più l’imposta sugli immobili commerciali
La soglia per l’esenzione totale salirà a 18.000 £, escludendo del tutto dall’imposta altri 70.000 immobili commerciali
mercoledì 4 novembre 2026

Il governo inglese prevede che altri 3.900 ristoranti, 2.200 caffè e 3.500 pub smetteranno di pagare l’imposta sugli immobili commerciali grazie a un ampliamento dell’esenzione per gli immobili commerciali di dimensioni più contenute. È quanto emerge da una risposta del Tesoro al Parlamento pubblicata martedì 3 novembre.
La misura si applica in Inghilterra e fa parte di un pacchetto più ampio per gli immobili commerciali di vendita al dettaglio, dell’ospitalità e del tempo libero, presentato per la prima volta dal governo nella manovra di bilancio pubblicata il 28 ottobre. Nella risposta parlamentare, il Tesoro britannico ha dichiarato che il pacchetto esenterà del tutto dall’imposta altri 70.000 immobili, portando a circa la metà la quota degli immobili ammissibili nei settori della vendita al dettaglio, dell’ospitalità e del tempo libero che non riceveranno alcuna cartella esattoriale.
L’imposta sugli immobili commerciali è un tributo applicato agli immobili ad uso commerciale. Il suo importo non dipende dalle vendite o dai profitti di un’azienda, ma dal valore imponibile dell’immobile, ossia dal valore locativo stimato utilizzato ai fini fiscali.
In base al piano, dal 1° aprile 2027 la soglia per l’esenzione totale dall’imposta sugli immobili commerciali salirà da 12.000 £ a 18.000 £. Il limite massimo per l’esenzione parziale sarà portato da 15.000 £ a 21.000 £. Di conseguenza, un maggior numero di immobili di dimensioni più contenute avrà diritto all’esenzione totale, mentre altri beneficeranno di una riduzione parziale prima che l’importo dell’imposta raggiunga il livello ordinario.
Il Tesoro ha ribadito questi dettagli rispondendo a un’interrogazione scritta del deputato laburista John Whitby, che aveva chiesto quali misure fiscali stesse adottando il governo per sostenere i caffè e le altre attività dell’ospitalità. James Murray, il ministro che ha risposto a nome del Tesoro, ha affermato che il governo sostiene il settore con un pacchetto in base al quale tutti gli immobili commerciali di vendita al dettaglio, dell’ospitalità e del tempo libero in Inghilterra vedranno la propria imposta sugli immobili commerciali «congelata in termini reali, ridotta o azzerata».
La risposta ha inoltre precisato che il governo applicherà per il settore un congelamento biennale in termini reali, limitando gli aumenti delle imposte al tasso d’inflazione. La misura pone un tetto agli aumenti nominali delle imposte, tenendo conto dell’inflazione, ma non congela in generale tutti gli importi dell’imposta sugli immobili commerciali allo stesso livello nominale.
Per le attività dell’ospitalità, la modifica riguarda un importante costo fisso. Ristoranti, caffè e pub operano spesso in locali più piccoli nelle vie commerciali, dove l’imposta sugli immobili può incidere pesantemente sui margini, soprattutto quando aumentano anche i costi del lavoro, degli alimenti e dell’energia. Innalzando la soglia per l’esenzione totale, il governo amplia l’accesso a un’agevolazione fiscale finora riservata agli immobili con valori imponibili più bassi.
Le cifre diffuse dal governo sono stime del numero aggiuntivo di attività in ciascuna categoria che saranno completamente esentate dall’imposta una volta entrate in vigore le nuove soglie. Non significano che ciascun esercizio risparmierà 18.000 £ o 21.000 £: queste cifre indicano la fascia di valore imponibile dell’immobile, non l’importo dell’agevolazione fiscale.
La misura riguarda soltanto l’Inghilterra, dove le norme sull’imposta sugli immobili commerciali per questa categoria sono stabilite dal governo del Regno Unito. In Scozia, Galles e Irlanda del Nord si applicano regimi diversi.
La risposta parlamentare non ha introdotto nuove misure rispetto a quelle già annunciate nella manovra di bilancio, ma ha fornito nuovi dettagli sul numero di attività dell’ospitalità che il Tesoro prevede di agevolare. Un dato rilevante per un settore che da anni sostiene che l’imposta sugli immobili commerciali grava in misura eccessiva sulle attività legate a una sede fisica, come ristoranti, pub e caffè, soprattutto rispetto agli operatori online, che dipendono meno dagli spazi di vendita.
Secondo le stime del governo, quando entrerà in vigore nell’aprile 2027 l’ampliamento dell’esenzione riguarderà una quota significativa dei locali più piccoli dell’ospitalità, mentre il tetto agli aumenti legati all’inflazione dovrebbe proteggere un gruppo più ampio di immobili ammissibili da rincari più marcati nei due anni successivi.