La Germania propone un aumento del 20% delle imposte su superalcolici e spumanti nel 2027
Il governo tedesco prevede 380 milioni di euro di nuove entrate, ma l’aumento delle imposte sugli alcolici è contestato per il divario rispetto alla birra
mercoledì 28 ottobre 2026

La Germania procede con l’aumento delle imposte su alcol e tabacco e si prepara anche a introdurre un nuovo prelievo sulle bevande zuccherate. Le misure si trovano tuttavia in fasi diverse e alcune parti del pacchetto devono ancora superare ostacoli giuridici e politici.
Un disegno di legge di bilancio presentato dal governo federale al Bundestag il 7 settembre prevede un aumento del 20% delle imposte su superalcolici, spumanti, prodotti intermedi e alcopop nell’ambito del pacchetto di bilancio per il 2027. Il Consiglio dei ministri aveva già approvato il testo a luglio e la prima lettura in Parlamento si è svolta l’8 settembre. La birra non rientrerebbe nell’aumento.
Secondo il governo, le modifiche alle imposte sugli alcolici servono a contribuire al risanamento del bilancio federale. Le entrate aggiuntive stimate ammontano a 380 milioni di euro nel 2027 e a 455 milioni di euro l’anno dal 2028 al 2031.
La proposta porterebbe l’imposta sui superalcolici da 13,03 a 15,64 euro per litro di alcol puro. Secondo l’analisi fiscale citata da AUTOHAUS, aumenterebbe così il divario tra il carico fiscale sui superalcolici e quello sulla birra, portando il rapporto da 6,6 a 1 a 7,9 a 1.
È questo uno dei principali punti al centro delle critiche. L’Associazione federale dell’industria tedesca dei superalcolici e degli importatori ha sollevato obiezioni di natura costituzionale e di diritto europeo, sostenendo che l’aumento potrebbe violare il principio costituzionale di uguaglianza se il governo non fosse in grado di dimostrare una ragione oggettiva per ampliare la differenza tra la tassazione dei superalcolici e quella della birra. L’associazione non contesta in sé l’esistenza di regimi fiscali diversi per le varie categorie di bevande alcoliche, ma mette in dubbio che l’aumento previsto sia giustificato sul piano giuridico, considerato che l’obiettivo dichiarato è soprattutto quello di aumentare le entrate.
La stessa associazione ha contestato anche le previsioni di entrata del governo. A suo avviso, i prezzi più alti potrebbero ridurre le vendite e spingere i consumatori verso bevande alcoliche più economiche, diminuendo così il gettito fiscale atteso. I critici hanno inoltre evidenziato quella che considerano una contraddizione nella posizione del governo: da un lato, le autorità citano il calo dei consumi di alcol; dall’altro, si aspettano entrate aggiuntive sicure da un aumento dell’imposta sui superalcolici.
Per l’industria delle bevande, la proposta fiscale sugli alcolici potrebbe avere effetti ben più ampi della sola gestione delle imposte. Se approvata nella sua forma attuale, potrebbe modificare i prezzi a scaffale, comprimere i margini e cambiare gli equilibri concorrenziali tra le categorie di bevande in uno dei maggiori mercati di consumo europei. La decisione di escludere la birra dall’aumento, mentre si alzano le imposte su superalcolici, spumanti e prodotti correlati, potrebbe inoltre modificare i prezzi relativi con cui si confrontano produttori, importatori, grossisti e rivenditori.
La parte del pacchetto fiscale relativa al tabacco è a uno stadio più avanzato. La Germania ha già adottato una legge che modifica il sistema di tassazione del tabacco, con aumenti previsti in quattro tappe, il 1° gennaio 2027, 2028, 2029 e 2030. La Commissione Finanze ha approvato una versione modificata del disegno di legge il 14 ottobre e il Bundestag l’ha approvata il 15 ottobre. La legge è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale federale il 20 ottobre.
Il governo afferma che le modifiche alla tassazione del tabacco mirano ad aggiornare il regime fiscale dei prodotti del tabacco e di altri prodotti da fumo e da svapo, tutelando al contempo la salute pubblica. Le entrate aggiuntive attese sono pari a 1,507 miliardi di euro nel 2027, 2,437 miliardi nel 2028, 3,419 miliardi nel 2029 e 4,461 miliardi nel 2030. La legge modificata aumenta il gettito previsto rispetto alla versione iniziale presentata dal governo. Le autorità hanno spiegato che la gradualità degli aumenti dovrebbe contribuire a ridurre il rischio che i consumatori acquistino più tabacco all’estero o si rivolgano al mercato nero.
Per sigari, sigaretti, tabacco da pipa e tabacco per narghilè, le nuove aliquote dovrebbero entrare in vigore il 1° marzo 2027.
La legge sul tabacco si è però scontrata anche con un problema procedurale. Poiché è entrata in vigore il giorno successivo alla pubblicazione, risulta tecnicamente in vigore dal 21 ottobre. Il Ministero federale delle Finanze ha definito questo esito un errore e afferma che le aliquote più alte dovrebbero applicarsi solo a partire dal 2027. Anche le autorità doganali tedesche, incaricate di riscuotere l’imposta, hanno parlato di un evidente errore e sostengono che le vecchie aliquote dovrebbero restare in vigore fino al 31 dicembre 2026.
Il ministero ha dichiarato di aver già avviato una procedura di correzione. Non ha precisato se sarà sufficiente una rettifica nella Gazzetta ufficiale federale o se occorrerà un nuovo iter legislativo. La questione riguarda anche i liquidi per sigarette elettroniche. La nuova legge fissa le aliquote per questi prodotti solo a partire dal 2027 e, dopo la sostituzione della versione precedente, il testo non indica più con chiarezza l’aliquota del 2026. Secondo il ministero, quest’anno dovrebbe comunque continuare ad applicarsi quella precedente.
Le associazioni di categoria hanno criticato gli aumenti delle imposte sul tabacco sia per ragioni economiche sia giuridiche. Alcune avvertono che prezzi più elevati potrebbero incentivare gli acquisti sul mercato nero o il contrabbando transfrontaliero, compromettendo sia gli obiettivi di salute pubblica sia la riscossione delle imposte. Altre sostengono che le modifiche potrebbero colpire in modo particolare i piccoli e medi rivenditori specializzati. Ci sono inoltre dubbi sulle stime di entrata del governo nel caso in cui calino le vendite legali o aumentino i consumatori che si riforniscono all’estero o tramite canali illeciti. Una proposta della Commissione europea per aumentare l’imposta minima sul tabacco nell’UE potrebbe in futuro limitare gli acquisti transfrontalieri a basso costo, ma non è stata ancora adottata alcuna misura in tal senso.
Il governo sta preparando anche un’imposta separata sulle bevande zuccherate, ma la misura è ancora a uno stadio preliminare. Il 14 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato una proposta normativa che i parlamentari della coalizione potranno utilizzare per elaborare un disegno di legge. Non è ancora stata approvata alcuna legge.
Secondo il piano del Consiglio dei ministri, l’imposta sullo zucchero entrerebbe in vigore il 1° luglio 2027. Le bevande con almeno 5 grammi di zucchero ogni 100 millilitri sarebbero tassate a 0,26 euro al litro. Per quelle con almeno 8 grammi ogni 100 millilitri, l’aliquota salirebbe a 0,32 euro al litro.
La proposta riguarderebbe soprattutto bibite analcoliche, tè freddo, bevande energetiche, nettari di frutta e concentrati di succo con zuccheri aggiunti, oltre ai concentrati zuccherati utilizzati per preparare bevande. Le bevande alcoliche sarebbero esenti, così come diverse altre categorie, tra cui alcune alternative analcoliche, le bevande a base di latte, quelle a base di avena e riso, le bevande miste, i succhi puri di frutta e verdura e le bevande preparate con dolcificanti anziché con zucchero.
L’imposta graverebbe su produttori e grossisti. La proposta prevede esenzioni per i produttori più piccoli e il governo ha dichiarato che dovrebbero essere previste agevolazioni per le attività di dimensioni molto ridotte. Le stime di gettito indicano 690 milioni di euro nel 2027, 925 milioni nel 2028 e circa 875-890 milioni di euro l’anno in seguito. Secondo il governo, la misura mira sia a ridurre il consumo di zucchero sia a contribuire alla stabilità dei conti dell’assicurazione sanitaria obbligatoria.
L’imposta sullo zucchero resta fortemente contestata. Secondo quanto riferito, un piano simile era stato bloccato dalla Cancelleria all’inizio di ottobre, prima che il Consiglio dei ministri desse il via libera alla proposta attuale. I ministri dell’Agricoltura e della Tutela dei consumatori appartenenti al blocco conservatore si sono opposti in una lettera al cancelliere, e anche l’industria delle bevande ha sostenuto che un ulteriore prelievo non è necessario per tutelare la salute pubblica.