Valpolicella avvia la vendemmia con due settimane di anticipo dopo un’estate calda e secca.

La raccolta della Corvina è in corso in tutti i 19 comuni, con il 20% del raccolto destinato allo stoccaggio.

31-08-2026

Condividi!

Valpolicella avvia la vendemmia con due settimane di anticipo dopo un’estate calda e secca.

La vendemmia è iniziata in anticipo quest’anno in Valpolicella, con i viticoltori di una delle principali aree italiane del vino rosso che hanno anticipato il consueto calendario dopo che un’estate calda e secca ha accelerato la maturazione in tutti i vigneti della zona.

Il Consorzio Vini Valpolicella ha dichiarato che le uve Corvina sono già in raccolta nei 19 comuni della denominazione, con un anticipo di circa due settimane rispetto alla media storica e di sette giorni rispetto all’anno scorso. Nei prossimi giorni dovrebbero seguire Corvinone e Rondinella, altre due varietà chiave per i vini della zona.

L’avvio della vendemmia colloca la Valpolicella tra le numerose regioni vinicole europee che nel 2026 hanno registrato raccolte insolitamente anticipate. In tutto il continente, dai vigneti della Borgogna e della Champagne a quelli di Bordeaux e del Sud Tirolo, sono state segnalate operazioni di vendemmia precoce, spinte soprattutto dalle alte temperature e dalla scarsità di pioggia.

In Valpolicella, finora la vendemmia anticipata è stata accompagnata anche da aspettative positive sulla qualità. Il consorzio ha affermato che, se le condizioni meteo resteranno stabili, la produzione totale di uva dovrebbe attestarsi poco sopra gli 861.000 quintali, grosso modo in linea con il 2025. Ma il volume disponibile per il mercato viene ridotto attraverso una misura di gestione pensata per contenere l’offerta.

In base a una decisione di limitazione della produzione approvata dal consorzio all’inizio di aprile, 172.280 quintali, pari al 20% della produzione, saranno messi in stoccaggio. La misura abbassa la resa effettiva disponibile da 100 a 80 quintali per ettaro. Il provvedimento punta a sostenere l’equilibrio economico della denominazione in un momento in cui la domanda globale ha rallentato e i produttori cercano di evitare di aggiungere vino in eccesso a un mercato già prudente.

Il consorzio stima inoltre che quasi 328.000 quintali di uva, pari al 38% del raccolto totale, possano essere riservati all’appassimento, il processo utilizzato per produrre Amarone e Recioto, due dei vini più noti della Valpolicella. I primi controlli di qualità effettuati dall’organismo di controllo della denominazione indicano che i vigneti più vecchi hanno performato in modo particolarmente positivo, soprattutto quelli allevati a pergola, che sembra abbia aiutato le viti a reagire meglio allo stress idrico. Anche i vigneti con irrigazione adeguata hanno mostrato risultati migliori.

Anche con condizioni favorevoli in vigneto, il lato commerciale della stagione desta preoccupazione. Christian Marchesini, presidente del Consorzio Vini Valpolicella, ha detto che i viticoltori stanno registrando prezzi delle uve più bassi, soprattutto per il prodotto destinato all’appassimento. Ha sostenuto che il calo va in controtendenza rispetto alle indicazioni discusse in un incontro di filiera tenuto dal consorzio prima della vendemmia e potrebbe esercitare ulteriore pressione su produttori che hanno già accettato rese inferiori e regole di stoccaggio per tutelare la denominazione.

Marchesini ha aggiunto che i viticoltori stanno anche facendo fatica a trovare manodopera specializzata e a far fronte a costi più alti, soprattutto energetici, mentre il mercato resta imprevedibile. In questo contesto, ha chiesto a tutte le componenti della filiera di rispettare gli impegni presi in precedenza e di agire in linea con il valore della denominazione.

Il quadro è meno uniforme in altre importanti aree italiane del vino rosso, dove la vendemmia procede a ritmi diversi a seconda delle condizioni locali e delle varietà di uva.

Nelle Langhe, l’area piemontese che produce Barolo e Barbaresco, i produttori stanno ancora aspettando prima di iniziare la raccolta del Nebbiolo. Sergio Germano, presidente del consorzio locale, ha detto che i primi campionamenti indicano un anticipo della maturazione di 5-10 giorni, ma i viticoltori attendono ancora la piena maturazione fenolica. Ha aggiunto che la vendemmia dovrebbe iniziare tra metà e fine settembre se le condizioni meteo resteranno favorevoli.

Germano ha detto che le riserve idriche della regione hanno contribuito a evitare uno stress grave per le viti nonostante la stagione calda. Ha aggiunto che le recenti piogge e le temperature più fresche, soprattutto le escursioni termiche tra giorno e notte di cui il Nebbiolo beneficia, hanno migliorato le prospettive di sviluppo delle uve nella fase finale prima della vendemmia.

In Toscana, la tempistica varia da zona a zona. A Bolgheri, alcune aziende hanno già iniziato la raccolta di Merlot e Syrah, secondo Daniele Parri, direttore del Consorzio Vini Bolgheri e Bolgheri Sassicaia. Il Cabernet Sauvignon, invece, ha ancora bisogno di più tempo ed è atteso più avanti, salvo cambiamenti delle condizioni meteo.

A Chianti Classico, il consorzio ha detto che alcune varietà a maturazione precoce sono già state vendemmiate, ma le uve chiave Sangiovese utilizzate per i vini di punta della zona sono ancora in maturazione. I viticoltori stanno monitorando attentamente le condizioni prima di decidere quando avviare una vendemmia più ampia.

Lo stesso schema si osserva a Montalcino. Alcune uve non destinate al Brunello di Montalcino sono già state raccolte, ma il Sangiovese destinato al Brunello resta ancora in pianta. Giacomo Bartolommei, presidente del consorzio locale, ha detto che la vendemmia principale dovrebbe iniziare tra circa 10 giorni. Ha aggiunto che l’area si aspetta rese in mosto più basse dalle uve, ma una qualità molto elevata.

Più a sud, l’Abruzzo resta concentrato sulle uve bianche come Pecorino e Trebbiano. Alessandro Nicodemi, presidente del Consorzio Vini d’Abruzzo, ha detto che anche lì la siccità sta avendo un impatto e dovrebbe interessare il Montepulciano d’Abruzzo, il principale vino rosso della regione. La raccolta delle uve Montepulciano dovrebbe iniziare verso metà settembre.

Sull’Etna, in Sicilia, le uve rosse sono ancora lontane dalla vendemmia. Francesco Cambria, presidente del Consorzio dei Vini Etna DOC, ha detto che la raccolta delle uve bianche dovrebbe iniziare verso metà settembre, mentre la vendemmia delle rosse è attesa tra fine settembre e inizio ottobre, sostanzialmente in linea con il calendario abituale della zona.

L’ampia varietà di tempistiche in tutta Italia riflette gli effetti disomogenei del meteo di quest’anno, con caldo e siccità che hanno anticipato i tempi in alcune aree, mentre altre hanno beneficiato di riserve idriche, piogge o notti più fresche che hanno rallentato lo stress delle viti. In Valpolicella, dove la raccolta è già a pieno ritmo, i viticoltori stanno cercando di bilanciare una qualità dell’uva promettente con un contesto commerciale più difficile, segnato da domanda più debole, prezzi più bassi e controlli più severi su quanta vino arriva sul mercato.

Ti è piaciuta la lettura? Condividetela con altri!