22-07-2026

Il National Tax Service della Corea del Sud ha rivisto un avviso che disciplina la produzione, le attrezzature e l’etichettatura delle bevande alcoliche, introducendo regole più chiare per l’indicazione della categoria d’uso per alcuni dei maggiori segmenti del beverage del Paese, tra cui whisky, soju diluito e birra.
L’avviso aggiornato, emesso come NTS Notice No. 2026-24 e datato 21 luglio, modifica le più ampie regole di delega dell’ordine sulla produzione, gli impianti e l’etichettatura dell’alcol. L’agenzia ha pubblicato la misura mercoledì. Le regole si applicano ai produttori e agli importatori di alcol quando producono, immagazzinano, movimentano e dichiarano i prezzi delle bevande alcoliche, e fissano requisiti relativi a materie prime, qualità, attrezzature, quantità e uso dei marchi.
Un cambiamento centrale riguarda il modo in cui l’alcol deve essere etichettato in base all’uso previsto. Secondo il testo rivisto, le bevande alcoliche sono suddivise in tre categorie d’uso: domestic use, entertainment restaurant use e liquor tax-exempt use. I produttori devono riportare la designazione d’uso sull’etichetta principale, mentre gli importatori possono collocarla sull’etichetta principale o su un’etichetta secondaria.
Per whisky e altre bevande alcoliche soggette ai controlli RFID, così come per soju diluito e birra, l’avviso richiede che le etichette riportino “domestic use” oppure “liquor tax-exempt use”. Per le altre categorie di alcol, la norma richiede soltanto la dicitura “liquor tax-exempt use”.
L’avviso stabilisce anche alcune eccezioni. Per i prodotti confezionati in contenitori metallici come lattine o fusti, contenitori di carta come cartoni, o contenitori in resina sintetica, così come per i prodotti venduti in contenitori da 100 millilitri o meno, produttori e importatori possono omettere l’indicazione “domestic use” e riportare solo la designazione tax-exempt. L’alcol spedito fuori dal Paese è esentato dall’obbligo di indicazione della categoria d’uso. La stessa esenzione si applica all’alcol in bottiglia venduto direttamente dai piccoli produttori ai consumatori finali nel sito di produzione e all’alcol destinato ai ristoranti entertainment.
Per le bottiglie rivestite, l’avviso consente che l’indicazione della categoria d’uso compaia su un’etichetta secondaria o su un tappo con sigillo fiscale invece che sull’etichetta principale.
Le regole riviste prescrivono inoltre dimensioni minime dei caratteri in base al volume del contenitore. Le etichette sui contenitori da 1,8 litri o più devono usare caratteri di almeno 24 punti. I contenitori da 500 millilitri o più devono usare caratteri di almeno 20 punti. I contenitori da 300 millilitri o più devono usare caratteri di almeno 16 punti, mentre i contenitori più piccoli devono usare caratteri di almeno 14 punti.
Le bevande alcoliche esenti da imposta devono riportare la dicitura di esenzione fiscale in lettere blu su sfondo giallo. Le bottiglie rivestite possono usare un colore di sfondo diverso. Le bevande alcoliche per uso domestico devono inoltre riportare un avvertimento che segnali che la vendita in ristoranti e bar è vietata. Tale avvertimento deve comparire in caratteri rossi di almeno 12 punti sull’etichetta principale o su quella secondaria.
Anche l’imballaggio esterno è disciplinato. Le scatole di carta e gli altri imballaggi esterni per alcol destinato all’uso domestico e per quello esente da imposta devono mostrare chiaramente la relativa designazione all’interno di una banda diagonale larga almeno 3 centimetri. In alternativa può essere usato un adesivo, purché sia applicato con un collante speciale in modo che non si stacchi.
L’avviso include regole separate per tutto il liquore esente da imposta fornito alle forze armate sudcoreane. Tali prodotti devono riportare “military supply” vicino al centro superiore dell’etichetta principale in caratteri blu in stile Gothic su sfondo giallo, con dimensione minima di 16 punti. Devono inoltre recare un avvertimento che indichi che l’alcol è un bene esente da imposta e non può essere venduto a persone diverse dal personale militare. Sull’imballaggio esterno, come le scatole di carta, la dicitura “for military supply” deve essere chiaramente indicata all’interno di una banda diagonale rossa larga almeno 5 centimetri.
Oltre all’etichettatura per categoria d’uso, l’avviso rivisto ribadisce gli obblighi di comunicazione dei marchi. Ai sensi della liquor licensing law della Corea del Sud e del relativo decreto attuativo, i produttori, compresi i committenti nei casi di produzione in outsourcing, e gli importatori che intendono usare o modificare un marchio devono presentare una comunicazione al responsabile dell’ufficio fiscale competente non oltre due giorni prima dell’inizio dell’uso. La norma prevede un’eccezione per le semplici modifiche di carattere o colore sulle etichette dell’alcol spedito all’estero e per l’alcol importato introdotto ai sensi della normativa doganale.
L’avviso ribadisce anche le tutele legate alle indicazioni geografiche previste dagli accordi commerciali della Corea del Sud. Stabilisce che le indicazioni geografiche per birra, vino e distillati richiamate nell’accordo tra Corea del Sud e Unione europea e i suoi Stati membri non possono essere usate in modo da indurre il pubblico in errore sulla vera origine. Tale divieto si applica anche se la vera origine è indicata, se l’indicazione è tradotta o se vengono aggiunti termini come “kind”, “type”, “style” o “imitation”. Il testo afferma inoltre che il bourbon whiskey e il Tennessee whiskey riconosciuti nell’accordo commerciale tra Corea del Sud e Stati Uniti possono essere indicati in etichetta solo per bevande alcoliche prodotte negli Stati Uniti in conformità alle leggi e ai regolamenti statunitensi applicabili a tali prodotti.
Altre disposizioni dell’avviso riguardano i controlli operativi all’interno del settore alcolico. I contenitori utilizzati nella produzione, nello stoccaggio, nella movimentazione e nel trasporto devono riportare sul lato del recipiente il tipo e il numero identificativo. I sigilli apposti dai funzionari fiscali su macchinari, utensili, contenitori e condotte per il liquore utilizzati nella produzione non possono essere rimossi senza previa autorizzazione. Quando si applicano materie prime designate dal governo, i produttori devono portare nel sito produttivo tali materiali e quantità specificati al momento dell’acquisto degli input per la produzione di alcol.
L’avviso mantiene inoltre le regole di comunicazione dei prezzi per la maggior parte delle bevande alcoliche, ad eccezione di birra e takju. Le imprese che comunicano i prezzi dei liquori, compresi gli alcolici neutri ma esclusi l’etanolo sintetico industriale e l’etanolo anidro, devono presentare le nuove comunicazioni di prezzo dei liquori o quelle modificate, con la documentazione di supporto, all’ufficio fiscale competente entro il 25º giorno del mese successivo al trimestre in cui entra in vigore una variazione di prezzo o viene spedito un prodotto di nuova produzione.
Per le aziende del beverage, l’effetto pratico potrebbe essere immediato sul fronte della compliance. Gli importatori di whisky e di altri distillati tracciati RFID, insieme ai birrifici e ai produttori di soju che vendono in Corea del Sud, potrebbero dover rivedere layout delle etichette, cartoni esterni, avvertenze ed esenzioni specifiche per contenitore prima che i prodotti passino attraverso la dogana o la distribuzione interna. Le modifiche potrebbero inoltre incidere su programmi di confezionamento, approvazioni grafiche e pianificazione delle scorte per i marchi che servono sia i canali retail domestici sia i segmenti duty-free o esenti per uso militare.
Poiché agli importatori è consentito collocare le indicazioni d’uso richieste sull’etichetta principale o su quella secondaria, alcuni fornitori esteri potrebbero avere margini di flessibilità nell’adattare il packaging esistente invece di ridisegnare da zero ogni etichetta primaria. Anche così, le aziende che gestiscono più formati, come lattine, fusti, cartoni, bottiglie di vetro e miniature, dovranno probabilmente effettuare verifiche prodotto per prodotto per stabilire quando “domestic use” può essere omesso e quando la dicitura tax-exempt resta obbligatoria.
L’avviso rivisto è stato emanato per delega del Commissario nell’ambito del quadro normativo sudcoreano sulla liquor licensing, dopo aver modificato una versione precedente delle stesse regole pubblicata nel 2025.