06-07-2026

I vini italiani di pregio hanno guidato i rialzi più forti su Liv-ex nel primo semestre del 2026, contribuendo a riportare il mercato secondario dei vini da collezione in territorio positivo dopo un lungo periodo di cali.
Secondo i dati esaminati da WineNews su Liv-ex, la piattaforma londinese e punto di riferimento per il mercato globale della rivendita di vini di pregio, l’indice Italy 100 è salito dell’1,9% dall’inizio dell’anno fino alla fine di giugno. Ciò lo ha reso il miglior sottoindice principale di Liv-ex nel periodo, davanti a Burgundy 150, salito dell’1,1%, Champagne 50 allo 0,7%, California 50 all’1,1% e Rest of the World allo 0,7%.
La ripresa più ampia è rimasta modesta. Il Liv-ex 100, indice di punta della piattaforma, ha chiuso il semestre in rialzo di appena lo 0,1%, dopo aver restituito quasi tutti i guadagni accumulati nei primi quattro mesi dell’anno. Il più ampio indice Liv-ex 1000 ha fatto leggermente meglio, salendo dello 0,4%, con i vini italiani a fornire gran parte di questo sostegno.
L’andamento indica una domanda rinnovata per un gruppo ristretto di etichette di vertice più che una ripresa diffusa del mercato. Bordeaux ha continuato a restare indietro, con il Bordeaux 500 invariato e il Bordeaux Legends 30 in calo dello 0,8%. WineNews ha osservato che un’altra campagna en primeur sembra, finora, non aver prodotto i risultati sperati, aggiungendo pressione su quel segmento.
L’avanzata dell’Italia è stata trainata da alcune delle bottiglie più scambiate e prestigiose. All’interno del Liv-ex 100, uno dei migliori performer è stato il Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2016 di Bruno Giacosa, in rialzo del 19,2% nel 2026. Tra gli altri vini italiani nella fascia alta figurano il 100% Sangiovese IGT Toscana 2020 di Soldera Case Basse, in aumento del 18,4%, Masseto 2022, in rialzo del 14,2%, e il Barolo 2019 di Bartolo Mascarello, salito del 13,8%.
L’indice Italy 100 è attualmente composto da annate di alcune delle aziende e denominazioni più ricercate del Paese. Include il Barolo di Bartolo Mascarello dalle annate 2012 alla 2021; selezioni di Barolo di Bruno Giacosa, tra cui Barolo Falletto Le Rocche del Falletto Riserva e Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva; Gaja Barbaresco dalle annate 2013 alla 2022; il Barolo Monfortino Riserva di Giacomo Conterno in più annate dal 2002 al 2019; i principali Super Tuscan di Sassicaia, Solaia, Tignanello, Ornellaia e Masseto dalle annate 2013 alla 2022; e il 100% Sangiovese IGT Toscana di Soldera Case Basse dalle annate 2011 alla 2020.
Il maggiore rialzo all’interno di quell’indice è arrivato dal Barolo Monfortino Riserva 2005 di Giacomo Conterno, salito del 26% in sei mesi. È stato seguito da un gruppo di vini con rialzi compresi tra il 19,2% e il 10,4%, tra cui il Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2016 di Bruno Giacosa; le annate 2011, 2013 e 2018 di Soldera Case Basse; le annate 2022, 2020 e 2016 di Masseto; il Barolo 2019 di Bartolo Mascarello; e le annate 2022, 2015 e 2017 di Gaja Barbaresco.
Il Liv-ex 100 include attualmente diversi vini italiani che negli ultimi anni sono diventati centrali nel commercio internazionale: Barolo 2019 di Bartolo Mascarello; Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2016 di Bruno Giacosa; Gaja Barbaresco 2019; Barolo Monfortino Riserva di Giacomo Conterno nelle annate 2015 e 2019; Masseto 2021 e 2022; Ornellaia 2021; Sassicaia nelle annate 2016, 2021 e 2022; Solaia 2021; Tignanello 2021 e 2022; e Toscana IGT Sangiovese 2020 di Soldera Case Basse.
Per produttori, commercianti e case d’asta, il movimento conta perché Liv-ex è osservato da vicino come segnale di prezzo per le scorte di vini di fascia alta e per le future strategie di uscita sul mercato. Una performance più solida delle etichette italiane può sostenere la fiducia nel commercio dei vini premium più in generale, soprattutto in un momento in cui alcune aree del mercato restano disomogenee e gli acquirenti continuano a essere selettivi.
Anche così, i dati del primo semestre suggeriscono una ripresa fragile più che una svolta निर्णisiva. WineNews ha descritto il rimbalzo come debole ed esposto a oscillazioni di mercato sempre più rapide. Per ora, tuttavia, i nomi italiani più affermati sembrano attirare gli acquirenti con maggiore costanza rispetto a molti rivali nel mercato dei vini di pregio.