Italia e Francia si uniscono per difendere i sussidi agricoli UE e le etichette alimentari protette

I due Paesi chiederanno a Bruxelles un bilancio più robusto per la PAC, regole più severe sulla reciprocità delle importazioni e controlli più rigidi contro la contraffazione.

26-06-2026

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Italia e Francia si uniscono per difendere i sussidi agricoli UE e le etichette alimentari protette

Italia e Francia hanno concordato di spingere insieme a Bruxelles per una maggiore tutela delle indicazioni geografiche, più fondi per la politica agricola dell’Unione europea e regole commerciali più rigorose sulla reciprocità dopo un incontro sull’agricoltura tenutosi durante il 36° vertice intergovernativo dei due Paesi ad Antibes il 25 giugno.

L’incontro bilaterale tra il ministro dell’Agricoltura italiano, Francesco Lollobrigida, e la ministra dell’Agricoltura francese, Annie Genevard, si è svolto a Villa Thuret, sulla Costa Azzurra. Secondo il Ministero dell’Agricoltura italiano, i colloqui avevano l’obiettivo di allineare le posizioni in vista delle prossime negoziazioni europee, in particolare sul futuro della Politica agricola comune, nota come PAC, e su un futuro piano d’azione per le indicazioni geografiche.

I due governi hanno affermato che la PAC dovrebbe restare una politica strategica e non subire tagli di bilancio. Hanno invece sostenuto che necessita di finanziamenti adeguati per sostenere gli sforzi di transizione climatica e la stabilità del mercato. Italia e Francia hanno inoltre ribadito quello che hanno definito il principio di reciprocità nel commercio internazionale, sostenendo restrizioni alle importazioni nel mercato UE quando i prodotti esteri non rispettano gli standard ambientali e sanitari richiesti agli agricoltori europei.

Hanno inoltre sostenuto l’estensione dell’etichettatura obbligatoria dell’origine a livello UE, una misura che potrebbe essere importante per il vino e altre bevande che fanno affidamento su provenienza, certificazione e posizionamento all’esportazione nei mercati globali.

L’accordo includeva un memorandum d’intesa sulle indicazioni geografiche, con il coinvolgimento dell’Institut national de l’origine et de la qualité francese, o INAO, per rafforzare la protezione dei prodotti certificati di qualità. Le due parti hanno inoltre definito una roadmap 2026-2027 che include controlli più severi contro la contraffazione, compreso il monitoraggio digitale, e il coordinamento nei mercati esteri.

Questo ha un impatto diretto sui produttori di bevande perché vini, spiriti e altri prodotti protetti spesso dipendono dallo status Dop e Igp per difendere prezzo, identità e accesso al mercato. Italia e Francia sono tra i più importanti esportatori europei di bevande ed entrambe hanno un forte interesse a un’applicazione più rigorosa contro i prodotti imitativi all’estero.

La fonte italiana ha riferito che Italia e Francia erano i primi due Paesi UE per valore aggiunto agricolo nella media 2024-2025, con l’Italia a 41 miliardi di euro e la Francia a 32 miliardi di euro. Ha inoltre detto che nel 2025 la Francia era in testa al valore delle esportazioni mondiali di vino con 11,2 miliardi di euro, davanti all’Italia con 7,78 miliardi di euro.

I due Paesi hanno inoltre firmato una dichiarazione d’intenti tra il consiglio di ricerca italiano Crea e l’istituto di ricerca francese Inrae incentrata su innovazione e sostenibilità in agricoltura. Andrea Rocchi, presidente del Crea, ha descritto l’accordo come un’alleanza strategica pensata per aiutare entrambi i Paesi ad affrontare sicurezza alimentare, cambiamento climatico, innovazione, resilienza e competitività attraverso un lavoro scientifico congiunto in progetti europei e internazionali.

La partnership di ricerca durerà quattro anni e potrà essere rinnovata. Si concentrerà su agroecologia, qualità e sicurezza alimentare, modelli di economia circolare e nuove tecnologie tra cui strumenti digitali e biotecnologie. L’obiettivo dichiarato è accelerare il passaggio verso sistemi produttivi più sostenibili che aumentino le rese riducendo al contempo gli input chimici e lo spreco di risorse naturali.

Confagricoltura, principale organizzazione degli agricoltori italiani, ha accolto con favore l’esito del vertice e ha detto di considerare positivo il rinnovato dialogo bilaterale. L’organizzazione ha elogiato l’impegno condiviso a rafforzare la PAC, promuovere i prodotti Dop e Igp e cooperare su ricerca agricola, istruzione e formazione professionale. Ha inoltre sottolineato il sostegno ai fertilizzanti a minore impatto e alla riduzione della dipendenza dell’Ue dai fornitori esterni come passi importanti per la sicurezza alimentare e la competitività delle aziende agricole.

Il pacchetto concordato ad Antibes segna uno sforzo più ampio da parte di Roma e Parigi per trasformare l’allineamento politico in azione comune a livello europeo mentre si intensificano i dibattiti sulla riforma della PAC, sulla competitività agricola e sulla tutela dei prodotti regionali certificati.

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