Una start-up francese testa uno spray batterico per proteggere le viti dal gelo

Pewman afferma che le prime prove in vigneto suggeriscono che il suo biostimolante potrebbe aiutare le gemme a sopravvivere alle gelate di fine primavera, in attesa dei test al raccolto che confermeranno i risultati

02-06-2026

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Una start-up deeptech con sede a Strasburgo sta sviluppando un biostimolante batterico pensato per aiutare le viti a resistere alle gelate di fine primavera, un rischio climatico che può cancellare ampie porzioni di vendemmia e far lievitare i costi per i produttori in tutta Europa.

L’azienda, Pewman, è stata fondata nel maggio 2024 dal microbiologo cileno dott. Isaac Bugueno ed è incubata da febbraio 2025 presso Quest for Change. Sta lavorando a un prodotto basato su un microrganismo naturale presente in ambienti estremi. Il batterio, chiamato Pseudomonas pewmanensis, dovrebbe innescare un effetto crioprotettivo capace di rendere più resistenti le gemme della vite quando le temperature scendono sotto lo zero dopo il germogliamento.

Le prime prove nei vigneti francesi hanno mostrato segnali che le gemme trattate riescono a sopravvivere meglio agli episodi di gelo. I risultati sono ancora preliminari, ma hanno dato all’azienda sufficiente fiducia per andare avanti con i test regolatori in Francia insieme a Eurofins, con il sostegno della regione Grand Est e di Bpifrance. Sono stati predisposti quattro gruppi di prova con dosaggi e calendari di applicazione diversi, e i trattamenti sono stati effettuati nell’ultima settimana di marzo. I risultati finali saranno valutati al momento della vendemmia, quando l’azienda potrà misurare se il trattamento abbia avuto un effetto reale sulle rese.

Per Pewman, la viticoltura è il primo mercato di riferimento perché è una delle colture più esposte al gelo primaverile. Solo in Champagne, alcuni episodi di gelo hanno già ridotto la produzione fino al 40%. L’azienda stima che il suo mercato europeo complessivo possa valere tra 4 miliardi e 5 miliardi di euro, con vigneti che coprono circa 3,2 milioni di ettari in Europa. Calcola che il prodotto verrebbe applicato a una dose di 1,5-3 litri per ettaro, diluiti in alcune centinaia di litri d’acqua, con un costo annuo di circa 200-300 euro per ettaro.

La start-up afferma di puntare al primo lancio commerciale entro la fine del 2026, subordinatamente all’approvazione regolatoria. La tempistica dipende dall’esito delle prove in corso e dal processo di autorizzazione richiesto prima che qualsiasi vendita possa iniziare in Europa.

Pewman conta attualmente quattro dipendenti operativi e un team fondatore più ampio di circa 10 persone. L’azienda ha registrato nel 2025 ricavi per circa 65.000 euro derivanti da servizi di ricerca e sviluppo. Sta inoltre preparando la produzione industriale e sta valutando l’apertura di un’unità produttiva vicino a Illkirch-Graffenstaden, alle porte di Strasburgo, per sostenere le vendite future.

I fondatori dell’azienda spiegano di aver scelto l’uva perché questa coltura subisce perdite ripetute a causa del gelo e perché i produttori cercano strumenti pratici in grado di ridurre i danni legati al meteo. Pewman afferma che intende estendere la tecnologia ad altre colture vulnerabili allo stress climatico se il prodotto per vigneto arriverà con successo sul mercato.

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